LAME- Narda Fattori

james guppy

Giocherella con il cambia canale stravaccato sul divano; sullo schermo le figure non riescono a fissarsi, se guardo mi gira la testa.
“Puoi fermarti, per favore?
“Ho voglia di giocherellare… tu sei sempre così musona… L’intellettuale, .. so tutto io…”
Sempre le stesse discussioni senza motivo, le arrabbiature, i dispetti. Sono stanca e con dolente angoscia mi accorgo di aver sbagliato credendo di essere innamorata di quel ragazzo dalle poche idee ma chiare, mentre io ne avevo tante e confuse, così confuse da faticare a gestirle, a gestirmi.
“Portami una birra”. ordina.
Una birra ora, più tardi un amplesso frettoloso dopo aver controllato se il suo cambio d’abito del giorno dopo fosse bene in ordine.
Strofino il piano di lavoro della cucina come potessi raschiarmi via da un legame incapace di porgere ogni qualsiasi tipo di tenerezza. Devo infilare i coltelli nel ceppo. Ho paura, non so perché ma da qualche tempo ho paura di tutti i coltelli, anche quelli più innocui, a lama seghettata, per il pane.
Ne prendo uno con cura, rigorosamente dalla parte del manico, la mano avvolta in uno strofinaccio. Entra nel suo incavo e lo riempie perfettamente. Ce l’ho fatta, sono contenta. Ora ne è rimasto un altro: ha la lama lunga, ben affilata. Mi terrorizza. Potrebbe uccidere. Trattengo il brivido e allungo il braccio. Raddoppio la cautela finché non è entrato nel suo nido di legno.
Sento la fronte imperlata di sudore.
“ Sono stanca. Vado a letto”, dico senza guardarlo imboccando la scala.
“Vieni qui con me, vieni a farmi qualche coccola”. ribatte minaccioso.
“Ti ho detto che sono stanca. Se sono ancora sveglia quando vado a letto…”, lascio la frase in sospeso per guadagnare un po’ di tregua.
Passo in camera a prendere il pigiama e mi chiudo in bagno. Mi spoglio frettolosamente, non la voglio vedere e invece è sempre lì, sull’avambraccio, ancora rosata, una cicatrice lunga una decina di centimetri.
Al Pronto Soccorso dell’Ospedale aveva detto: “Mia moglie è una gran sbadata. Stava mettendo via i coltelli  quando… Ma non è niente di grave , vero? “
“ Mi sembra superficiale… Ora disinfettiamo, mettiamo qualche punto e fra qualche mese non si vedrà neppure la cicatrice. Ma lei , signora, stia attenta con i coltelli. “ , aveva risposto sorridendo il medico. Al mio sguardo colmo di lacrime, aveva assicurato:” Non è niente, signora, proprio niente di serio”.
“Chissà se la prossima sarà così superficiale… Chissà…”

 Narda Fattori

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