Frammenti – Maria Allo

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Lei li chiama frammenti eppure sono tutti svolgimenti, anche se si tratta di attimi, cose che durano pochissimo e persistono, tramano ogni giorno, dentro di noi, sono il corpo delle nostre giornate, il pane e il latte,che si tuffano dentro il nostro sangue e si fanno emozioni e frane, si fanno carne nostra e cosmogonia in una terrestrità che ci attanaglia. Maria si ferma, ne prende una goccia e la decanta sul piattino esposto alla finestra dove luce  diurna e notturna ne coltivano i suoni e le frequenze creano  fibre in ogni direzione ma verticalmente tendono la misura del prato, dove appoggia il piede, impastandolo di quel verde, fino al movimento di un lampo, rapido, nell’occhio e si fessura qualcosa, e la vista si apre e qualcosa che ci somiglia affiora, come un gesto, da qualcosa che scopriamo avere dentro, sparso in noi.
f.f.

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duy huynh

duy huynh

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Frammenti

un appuntito domandarsi
su piedi lubrificati
non scansa la morte
ma trattiene la vita
la trattiene docile in catene
erba alle calcagna
e labirinti sopra il prato

*

alberi di latta inferriate in attesa
luce silenzio
odore di caffelatte
non rimarginano le ferite

una voce di den­tro tace
non ha ali e non ci somiglia
percorre futili giorni
rasente alla nostra pelle
negli incavi del cuore
credo si tratti del giorno
in uno spazio di autunno

*

pioggia sparsa di dolore
e noi in pasto al mistero
come cenere
*
un lampo negli occhi
nella pelle nel sangue
srotola semi di attesa
confine di vento
che offusca sconfitte
su erranze  e assenze
come genesi respinta
su radici di quercia
dove fluisce la parola
che traduce gocce fra due luci

*

bisbigli di corvi a sera

*

un andare e ritornare

non sigilla occhi e viso
ma riporta nello stesso luogo
un chiamare per fuggire
è solo scudo per   occhi
recidere recidere dentro
anche il respiro
aprirsi aprirsi  verso dentro
verso fuori
cecità nella luce di silenzio
follia nel delirio
che ingerga la parola di unisono

*

reale e non reale tutto include

*

non esiste verità
apre le sue chiuse
apre le sue rovine
di integrità in un momento
ascolta il rumore di sangue
che stilla oltre l’orizzonte
sogni ombre voli  di occhi
svanire  nel gelo
vuoto cigola sui cardini del Nulla
sorsate di sabbia

gridi di gabbiani al tramonto

 sul fianco di un colle
sopra ogni mutamento salpano
col moto alterno delle onde
ticchettio tregue brandelli di giorno
su pelli strappate al mondo
risuonano nell’incavo della  mano
come di perdita futuro sparso

*
non c’è sollievo
ci curva un peso di tempeste
vivere sul ciglio della strada
ci silenzia una mancanza di luce
eppure il cielo imperla tutti i mari
ma non sfiora voli qui dentro
non schiude corpi la fuori
solo pezzi di memoria
solo parole deformate inganno di vocali
forse  per non soffrire mai
solo sguardi di avversità
per timore di uccidere
epifanie in dissolvenza
un cigolio ci incatena le tempie

*
non parlo di ieri o di domani

*
un lampo negli occhi
nella pelle nel sangue
ad ogni passo nasco
per una foce che non esiste
ferita attraverso l’ombra
di una condanna
a tratti parole si frangono
in silenzi fino a vene profonde
e mai così nude
la verità si sperde dentro i tuoi occhi
sguardo di sale volto di pietra
scavato nel buio
di terra straniera
*
alle soglie dell’autunno

*
si inseguono ombre azzurre
e un po’ di sera
come sogno errante di sparviero
affila questo mio tempo
di meridiane scalfite
assenza compressa
volto di pietra
sangue  che stilla un’attesa
silenzio che diviene acqua
come marea
nuda la pioggia
molteplice si arrende
alla sabbia
*
brucia tristezze un incenso effimero
e non lascia tracce di ore di giorni
annodate al respiro di cenere muta
detriti solo detriti di occhi assenti
asserragliati e non presenti
ti rinnego e trafiggo parole
ma le proteggo con tanto fiato in gola
nel silenzio che mantiene
in ginocchio le parole
accecando stupori e redenzioni
*
intanto tu distorci le palpebre al cielo
in cambio di una gola arida
chnon esiste verità
apre le sue chiuse
apre le sue rovine
di integrità in un momento
ascolto il rumore del tuo sangue
che stilla oltre l’orizzonte
sogni ombre voli nei tuoi occhi
svanisco  nel gelo
vuoto cigola sui cardini del Nulla

lancia strali e silenzi di pietra
derubi la luna per un demone
a cui non sfuggirai

*

aguzzino di te stesso
e non poeta

*
pelle e verbo dentro una luna d’amaranto
trasportano più in fondo
oltre la morte me pazza
balbuziente e straniera
belva selvatica senza superbia
acqua fuoco terra simile alla mia terra
e non sono se non l’altro

Maria Allo

 

14 Comments

  1. leggo i tuoi “calchi” Maria e trovo che abbiano (e facciano) corpo attorno a ciò che percepiamo di noi
    non può esserci “coesione” lo dici tu stessa
    “reale e non reale tutto include”, solo sensazioni senza ora ma protese in verticali

  2. Il lessico, lo stile, la struttura del frammento sono sottoposti a un massimo di torsione e di tensione, che sforza e sforma le parole, mira alla densità e alla forza sintetica dei significati, punta sull’ellissi.Ma si tratta apparentemente di schegge frammenti, pezzi di vita,di una densità coinvolgente,’forte’, che confluiscono nel fiume dell’esser-ci, al confine tra luogo e vuoto, tra limiti e infiniti, silenzi e suoni, per ricostruire quei granelli che sembravano dispersi nel l’interezza della natura. E coinvolgono per la densità del dolore, sprazzi di gioia, luci, immagini sonore, tanto da diventare anche l’altro da sè, che non è riflesso in specchio, ma riconoscimento di vivere insieme nel magma
    lucente del cosmico trasformarsi.

  3. “La vita non vive”
    la fede non si risolve in acquisizione di certezze e l’uomo ha come unica certezza la propria esistenza e come misura di riferimento e limite l’esistenza degli altri.E la poesia ? la poesia ha il dovere di testimoniare ciò che appare ai suoi occhi come lacerante,così dietro la veste realistica c’è sempre una realtà simbolica nel senso che il mondo assume significati ancestrali agli occhi di chi osserva .Ma il significato del testo ,ovviamente ,rimane aperto.Grazie infinite ,generosa Ferni per la tua lettura che rigenera le pulsioni dei”frammenti”…..

  4. …e nell’acustica così familiare a Lei,Maria, ne aveva assorbito gli incitamenti alla perfezione,la responsabilità e il decoro degli aristocratici,la probità e la ribellione delle classi lavoratrici.L’anelito al volo dell’aquila,l’umiltà della pecorella sublimando le sue ferite aperte, frammentate in luce di versi.
    Divina Maria,Mirka

  5. frammenti, che si trasformano, alla lettura in incontro di menti. intensi, forti, posati uno sull’altro. una grande scrittura, Maria. un grazie, sempre, a Ferni, che conosce a fa conoscere. api

  6. grazie Api.Se si vuol preservare la verità nella sua incontaminata purezza bisogna innanzitutto proteggerla da tutti quelli che vogliono impadronirsene in modo surrettizio e salvaguardarla dalla contaminazione maggiore, ossia quella del linguaggio: ne consegue che essa non può essere profferita.
    «Non vedo l’ora di dirvi le parole più sincere – dice Rabïndranäth Tagore, citato da Jankélévitch (MI, 62) – io non oso… “.
    La maschera serve a lasciare intatto un senso possibile di una verità nascosta, che mantiene la sua sincerità solo rimanendo silenziosa e incompiuta.m.a.

  7. “non c’è sollievo
    ci curva un peso di tempeste
    vivere sul ciglio della strada
    ci silenzia una mancanza di luce
    eppure il cielo imperla tutti i mari”…

    bellissimi versi, come tutti gli altri del resto, risultato di una poesia che pesca nelle profondità dell’anima la sua ragione d’essere.
    Trovo un nuova maturità in questi “frammenti” che, come dice Ferni, sono molto molto di più…

    cri

  8. L’apprendistato poetico non ha mai fine,grande Cristina, e nessun poeta , nessun artista di nessuna arte, preso per sè solo, ha un significato compiuto. La sua importanza, il giudizio che si dà di lui, è il giudizio di lui in rapporto ai poeti e agli artisti del passato,come dice Eliot.Il poeta deve sviluppare e acquisire la coscienza del passato e continuare a svilupparla per tutta la sua carriera.Tu insegni……..Grazie

  9. Complimenti Maria sei propio una brava poetessa, ti leggo volentieri,è rileggo i tuoi frammenti di pace e dolore, frammenti di speranza e d amore,frammenti di sogni che un giorno si avverano o forse no….I tuoi frammenti di silenzi ,i tuoi versi bellissimi…..

  10. E’ difficile considerare questo tuo componimento un frammento: negli ultimi tempi ( l’hanno detto anche altri) sei maturata e con la maturità sei scesa più nel profondo e nella vastità del nostro agitarci quaggiù alla ricerca di quel che passa e vive più in alto.
    Sei diventata più “isolana” e meridionale… risento in te voci antiche e mai sedate che portano nomi mitici ed eterni. Ascolto eco di Quasimodo e, nella smagliante bellezza e ricercatezza semantica, di Lucio Piccolo.
    Questo frammento a me pare più una densa e definitiva ode all’anelito di svelare il mistero dell’eterna e impossibile bellezza che vive in noi; chi ti ha commentato finora è stato ammaliato dal canto di questa sirena e ha trovato nel tuo scrivere un conforto al disagio di non saper dire abbastanza e per sempre. E’ bello potertelo riconoscere
    Enzo

  11. L’essenza della psiche è il mito e la psiche ,come ci dice Hilmann non è inconscia perchè ci parla continuamente . Tradurre in mito e poesia ogni momento della nostra vita , ogni sogno ,ogni esperienza , abbandonarsi alla base poetica della mente significa approdare al punto da cui osservare la nostra anima.Toccare abissi a dismisura rende umani.Grazie infinite , caro Enzo .

  12. brutto periodo questo per me, sempre in corsa contro la mancanza di un tempo adeguato per ogni incontro. Lieta di aver dato spazio a Maria, aver condiviso il suo sguardo apertosi a più ospiti. Un caro saluto, fernanda .

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