Yves Jacques Bouin – FANTASCIENZA SESSIONE II

Shlomi Nissim

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FANTASCIENZA SESSIONE  II 1

L’Individuo lesse nel Grande Libro delle Definizioni, Volume 66 – Sezione 840 – Capitolo 327 – Paragrafo 93: La speranza – La speranza, definizione.
Primo, per i paesi in guerra: Operazioni dette di Conflitto senza onde
Che la prossima guerra pulisca più in profondità dell’ultima, ma in maniera minore che quelle che le succederanno.
Secondo, per i dittatori: A proposito della Dittatura onesta.
Che il commercio e la diplomazia intrattenuti con gli altri paesi del mondo, altamente civilizzati, gli apportino considerazione e ricchezza.
Terzo, per il torturatore: Funzione detta del Medicatore di piaghe
Che la vittima successiva soccomba meno celermente alla sofferenza, al fine che la verità esploda con la massima precisione, in contemporanea con i testicoli.
Quarto, per i paesi che hanno commesso dei crimini razzisti: Progetto Tutti fratelli.
Che il prossimo massacro, avendo ricevuto il marchio “genocidio”, permetta d’affermare, come nel caso precedente: «Mai più questo!».
Quinto, per l’individuo che non era presente: Legge dell’Indeterminatezza specifica.
Che quand’anche la prima palla lo manchi, la seconda lo farà tuttavia barcollare, per fare buona misura, nei rilievi delle fosse comuni abituali. (“abituali” o “eterni”2 la parola era in parte cancellata ed il lettore non riusciva a decidersi). Seguiva, per una dozzina di pagine, una lunga lista di speranze, tutte una più contraddittoria dell’altra. Egli cercava inutilmente la data in cui queste definizioni, appesantite da capovolgimenti, erano state inserite nel Grande Libro. Nel corso della sua ricerca, fu preso da una risatina nervosa (sotto l’occhio rimproverante degli utenti silenziosi della sala di lettura). In effetti, qualcuno aveva scribacchiato una postilla:
Oggi Anno di Grazia 2004, occorre conservare il seme della s-pera-nza3.
Per l’Individuo cosa significava la nozione di speranza?
Lui intinse la penna nel calamaio e con il porta penna, che non era utilizzato che per questo scopo, consegnò al fondo della dodicesima pagina la propria definizione, come, da secoli, la tradizione esigeva o la regola imponeva, quando si era giunti ad aprire il G.L.D. Egli annotò:
Che le due specie principali della creazione, il lupo e l’uomo, oggi in via d’estinzione, siano separate e protette dentro delle riserve lontane le une dalle altre e circondate da alte pareti.
L’Individuo chiuse il Grande Libro delle Definizioni. Gli restava da sperare che il caso sistemasse le cose; giudicava il proprio pensiero infantile o disinvolto, passò per la porta del 30esimo secolo, ripromettendosi di essere ancor più attento ai discorsi coi quali, d’ora in avanti, si sarebbe alimentato il futuro, e pianse.
S’intende un primo sparo. Al secondo l’Individuo stramazza sulla via. Gli altri lettori sollevano appena il naso, sprofondati nell’esegesi dei Grandi Libri dell’Utopia Universale. Due colpi, sordi come quelli con cui si richiude violentemente un libro voluminoso: il peso dei fogli scaccia l’aria, solo l’eco risponde, un po’ di polvere gira, esita, un istante in sospensione, si posa più lontano, non senza aver fatto starnutire una mosca nel silenzio religioso della vasta e quieta sala.
Questo mondo avanza.

1 L’autore fa leva qui sull’assonanza tra le espressioni “Séance” e “Science” accostate al termine “fiction”: nel primo caso la traduzione sarebbe “Sessione della finzione”, nel secondo “fantascienza”: si è quindi cercato una mediazione tra i due termini.
2 In francese le due parole sono molto più facilmente confondibili, avendo entrambe la desinenza “els” (N.d.t.)
3 In francese si tratta di un gioco di parole con il proverbio “il faut garder un poire pour la soif”, modo di dire che indica il custodire riserve per ogni evenienza futura: il gioco di parole è tra il termine “espoir”, tradotto in italiano “speranza”, e quello del proverbio “poire”, tradotto “pera”. Qui l’autore gioca costruendo il termine “es-poire”, anteponendo il verbo essere al nome del frutto e facendone nascere così un ipotetico “essere la speranza”.

traduzione di Damiano Grasselli
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