CONTAR …de la catastrophe: Guido Carminati attraverso Sergio Fedele

sergio fedele

        “CONTAR”       

SABATO 26 MAGGIO

 Villa Alessi- Faedo di Cinto Euganeo – Padova

Sabato 26 maggio, alle ore 19, presso Villa Alessi in Via san Pietro 6 a Faedo di Cinto Euganeo (PD), verrà presentato il volume Contar di Guido Carminati, Runaeditore (Vicenza 2012). Questa seconda edizione presenta una seconda parte inedita.

 «Il progetto completo prevede che vi siano dei sensori applicati a speciali vele oscillanti dislocate in 5 punti del mediterraneo (Marsiglia, Valencia, Palermo, Cipro e Alessandria d’Egitto).

Ogni movimento dell’aria viene tradotto da ciascun sensore in un file di dati inviato in tempo reale attraverso la rete allo stilo che più propriamente è un pennello che reagisce alla pressione incrementando in proporzione lo spessore del segno.

C’è un aspetto che emerge sul piano grafico, in cui si potrebbero rintracciare nessi col pensiero musicale: c’è da attendersi una sorta di ripetitività con variazioni nel corso delle ore, a seconda che una bufera rimpiazzi la bonaccia a Cipro, mentre a Marsiglia la brezza continui a soffiare tesa.

E’ una macchina che più che nel laboratorio di uno scienziato si sarebbe forse potuta incontrare in una pagina.»

NOTE SULLA SERATA CHE SI SVOLGERA’ ALL’INTERNO DI CANTINE APERTE 2012

Sono previsti  tre tempi:

–         alle 19 ritrovo sul terrazzo di Villa Alessi per un aperitivo ascoltando Sergio Fedele, alias Guido Carminati, nella presentazione del suo libro mentre lo Scriba tradurrà il vento.

–         Alle 20,30 Ivano ci proporrà un appetitoso menù con rivisitate memorie culinarie:  risotto di coniglio al Pedevenda, gigli al pesto di Villa Alessi, gallina in “canavera”, verdure cotte e crude e torta farcita con chocowine.  In accompagnamento … vini “onirici”.

–         Alle 22 Sergio ci intratterà con nuove istrioniche letture tratte dalla sua opera.

Il costo di partecipazione alla serata è contenuto in 20 euro.

Info e prenotazioni:       Ca’Lustra 0429-94128 info@calustra.it

Villa Alessi 0429-634101 info@villalessi.it

  Contar de la Catastrophe– Guido Carminati -Runaeditore Vicenza 2012

UN ASSAGGIO DEL GUSTOSISSIMO CONTAR di Guido Carminati proposto da Sergio Fedele con una nota: a chi fa male ridere lo spettacolo è vivamente sconsigliato!!!

Il volume rappresenta la continuazione del Contar. Ne è prevista la pubblicazione, unitamente alla seconda edizione del Contar, presso Runaeditore per il 2012. Sono gradite prenotazioni e sottoscrizioni. Per informazioni: fede-ser@hotmail.com.

Per i seguaci nostri eccone prima il Prologo e di seguito il primo racconto e lo Stephanos XI

Prologo a lo lector raro

  Lo lector del primo Contar – lector rarissimo e audacissimo e che ben lontano dalla turba osato ha osare il passo, e già per questa sola impresa è degno d’entrorar ne l’Olimpo de li spirti eletti – ricordorae, che prima del Ciclo de li Amanti de la Glotta – digression grammatico linguistica (certo un bel popo’ de digression ostion!) – lassammo i nostri erratici nel ventre crogiuoloso e materno de un grot – l’Antro de le Nimphe in fuga – abitao dai vesperilli orchestradori e dallo muto e sapiente Discipulo; eben, propri da qua, verbigratia, ripren tosto lo filo interrotto de lo cammino errabondevole ritessendo labirintica la trama pucuppiana.

E ben propiziata è la nova via, poioché non solo dal savio Discipulo del Maestro de le Intabolature vespertine e dai cinco amorosi e vertuosi chiropteri è carezzato e benedicto l’andare, ma, vieppiù, da un Antro gemina, ovveramente da un ventre de la madre de tutti i viventi, la Ghea Grande che rigenerando genera e partorisce alle gesta e alle imprese esemplari i nostri sghembi et esapodi erranti.

Dunque, lector raro e alieno dai triti e ritriti percorsi, apri con amorosa speme i toi gustosi spirti indagativi e de le toe vogie pneumatiche l’ale versicolori tendi, donandoti tucto ali effluvi aromatici e cupucchiani de esto nobo Contar.

Esveille da antrico abyssal sogno y parca, di poi, quanto lautissima

colazion nimphica.

 Rosseggiaa l’aurora, e per entro l’antro, da gli ineguali varchi, la luce fendea, spada luminosa, l’atra dimora. I pucchi, dal profondo e breve sonno, se svliao in accordo, e, silenziosi, dopo alquanto sgranchirse de membra, lentamente, fora da la grotta, a brevi passi, a rimirar lo sphero de luminine, insieme, ‘ndorno.

E lo Pucco:

“Che sogni…OstiCup…Tanto vividi, che par un’ombra la veglia…!”

(Però che l’antro, essendo ricco de cavità, e aperture occulte in basso loco e in alto, e de polle nascoste de geminanti aque, e canali che giù da le recessità de la terra trae fochi o vapori o esalazioni molte, feconda i sonni de imaginifica vivacità e voluttà onirica …). E parve loro, de sognar per anni no par una notte; e tanto vive eran le imagini da stornar per ombra  – como disìa lo Puc – il giorno e la veglia che ne seguirno.

“Vesì…OstiPuc… Ratelulfug mistai listeifig glifilifig eus eus eriches stailus. Bumbum, tailifis, glifilifis, gai gus, ratelilfug list. Craiperifig tur tur ipnetifus guifus, eus eus lai taipor ropor tumidis, glichefis fag moir r tum tum gluck.” (OstiLector! lo Cup habla in intraducibil ipnopuc…).

“Trai grr [ultrasoni] zzfkhhhh [ultrasoni] zzfkhkkh. Broip lurk afaber, alfaberber, alfaberberber, truelestis crack tum, zfkhh [ultrasoni] zfkhhh zzzzzzzzz.” (E lo Puc idem…).

Lassem li studitosi glifomantici a decriptar l’ipnopuc, lengua quanto mai scontrosa e instabil bil, dialpoiché pollando dai sogni – e varissimi questi essendo e imperscrutabilissimi – la cambia col sogno (tanto che qua la par, ne castighi l’erudito se errem, glossolilalico…misteri de li idiomi erratici…). Andem invez a colazion co’ li erranti nostri.

Offerta da i nimphici pippi, consistea in una calda pastella oleosa e mielata, un dolce pan di resina – null’altro che rugiada antrica – che i vespertilli ciamea: sshhhqqqq[ultrasoni]mn[ultrasoni], e che a ogni boccon la dava un gusto diverso, e quanto poca e ugual la parea, tanto gustosa e varia la sentìa el palato, e de subito le membra parea nutrirsene e vigorire.

Lo discipulo ascetista se ne nutria de olfatto solo, nel senso che se ne imbibia fiutandola, ma molto se ne godea a quanto par, poiché l’alzava i sopraccigli de stupefassion e sorridea contento a ogni nasada. Insumma molto optimo l’iera sto pan de rugiada nimphica che tuti se ne imbibea giulivi de palato e nutrimiento.

Dopo esta tanto parca quanto lauta colassion, lo Cuppo dié de monito al Pucco, che sembraa no voler moverse da l’antro e da la ospital compagnia, e cullato dal pan antrico, da le risa ultrasoniche vespertillesche e dal giovial sorriso discipulico, a un ciodo appesa affatto la ventura, quasi innanzi a un fogolar materno parea irradicarse e indivanarse otioso, ciò che no l’è costume da nobili e affamati de cimento indomitosi erranti.

Fue lo Cuppo perciò a sradicarlo e a ricordarghe ne le re?? che i vespertilli avea del sonno l’editio maior – over letargo – da smaltir e lo discipulo le soe samadhi e gli errieri l’Erranza, al che, molto a malincuor, lo Pucco se alzoi e se fe’ forza e sprone a saludar tal inestimabili e inenarrabili ospiti.

Pippi e discipulo non lasciaron partir sanza un dono i loro erranti. I nottoli, per man de Asdrub, donorno una confezion famiglia extragigante dell’impronunciabil sshhhqqqq[…]mn[…], menter lo enimmatico discipulo regalò a li pucchi una non meno enimmatica collana o rosario o cintura, fatta de curiose petre de inusitata forma e vario colore e che lo discipulo chiamoi, semper a modo sojo, over in yogico-circense: Rosa mnemonica de pietrificati venti (como ebbe a tradur Asdrub); ingiungendo de tenerla al collo o alla cinta e de non perderla che sarìa all’uopo tornada utile. Lo discipulo, disse poi, che a trovar la giusta via sarìa bastado seguir…

  Lo vento che li avea giunti fin lì: Borea.                                

E che altro no restava che incoccar le vele e affidarse al vento tessitore.

Stephanos XI

   Sulla Concha (Canto del Maestoso Abdomine) abbiamo.

Verbale 63

Catecumeni del Digieridu. Grande giorno del Dig. Omaggio alle Onde Silenziose.

Verbale 64

Catecumeni del Digieridu. Anacarsi Winnunguy dice: «Questo il programma delle Esercitazioni: Articolazioni inspiratorie ed espiratorie. Circolazione regolare delle Grandi Onde. Circolazione irregolare. Grandi Onde in periodi di Sigizia di plenilunio. In Sigizia di novilunio. Grandi Onde in periodo di anticipazione. In periodo di postcipazione. Fusione amorosa degli anelli. Vortici passionali preciclonici e ciclonici. Archi e abbracci diaframmatici.»

Catecumeni del Digieridu. Quartetti doppi guidati da Rogerio del Piccolo Cielo e Anacarsi Winnunguy.

Verbale 65

Pranici del Soffio diffuso. L’impulso e il blocco di giada. Soffi di Primavera. Del soffio gentile quando il polso è leggero vuoto e liscio.

Verbale 66

Ortofoni del Borborigmo. Theathro del Ventre. Canto del Maestoso Abdomine.

Barnaba Balergrow Ventremagno Barlenbarlen Auau Booderblouth Groundgrund Grundbassground Blähbauch Van Binodarm dice: «Grognements sourds de la nuestra panza grouubbb, vizere umbrose grouubb, grouubb, altane del tenue e del crasso, gut grouubb, ground and ground bass grundbass und grundstimme, growl grouubb grouubb, liriche facezie des antres sonor grouubbb rowl groww argroughh ggraugghh guarda amplo lo mio ventro e abdomeno blblblblbloooo blblblblbloooo blblblblblooooo blblblblblooooo Duppernballern Duppernballern vodaphon phon vodabloub groub groub…»

E Barbara Outhphone Ventrilok Baubau Openclose Openclose Loquilok ricorda: « “Car la dans vien da la pans, caro el me Cup.”»

E Bellybellyful Cicalìo Musahorn Colascione Bellyphone Pivapiva Contrabass dice: «Vai col Canto!»

…..

RIFERIMENTI IN RETE:

http://www.sergiofedele.it/appuntamenti.php?lang=it

http://www.calustra.it/index.php?option=com_content&view=article&id=33:cantine-aperte-2012&catid=2&Itemid=101

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