TEMPIQUIETI – V.Ravagli: Joyce Lussu, sibilla del ‘900, a cento anni dalla nascita

.Oggi sono cento anni dalla nascita di Joyce Lussu Salvadori, una donna davvero speciale, una grande protagonista del ‘900 di cui ci stupisce la preveggenza, l’ incredibile attualità dei temi trattati, la chiarezza e la profondità delle idee: Joyce, che ci piace chiamare “sibilla del ‘900”.
La sua formazione atipica, l’ educazione familiare e internazionale, le hanno dato un’apertura mentale che, unita alla sua vivacità e intelligenza, le hanno permesso di spaziare, impegnandosi su più fronti. Una donna bellissima, dal portamento autorevole, libera e realmente emancipata, con forti regole morali, critica ed autonoma, dal carattere non facile, a volte sin troppo “schietta”. Nelle associazioni e nei partiti di sinistra che ha sostenuto, ha sempre avuto posizioni chiare, spesso scomode e controcorrente, ed é stata molto amata ma anche molto contrastata: per lei é stato largamente usato il “castigo” del silenzio, della dimenticanza, della rimozione.
La sua vita sembra il vissuto di tante donne. La mia conoscenza di lei ha avuto inizio leggendo le sue poesie, il libro “Inventario delle cose certe” (Andrea Livi editore) che condensa le passioni della sua vita: l’amore, la guerra partigiana, l’interesse forte e prioritario per i diritti delle donne, per la Sardegna, per il figlio, per i poeti in lotta dei vari paesi del mondo, per l’ambiente. Ho conosciuto il suo modo di intendere la poesia e la traduzione. Il suo essere concreta, l’uso della poesia come linguaggio che ci tocca profondamente e lascia segni nella memoria: il modo migliore per tramandare, per accendere passioni, interessi forti. La traduzione attraverso la condivisione delle idee e dei fatti.
Mi ha incantato il suo rapporto con i giovani, a cui ha dedicato parte della sua vita, la sua grande comprensione per loro, il sentirsi sorella più che madre, il sapere interpretare il passato recente e vedere a tinte chiare il futuro. Lei ha insegnato a leggere la storia dei popoli, non quella dei vincitori. E la società pacifica, possibile e giusta, in una terra rispettata, che Joyce propone come futuro praticabile, parte dallo studio delle antiche e pacifiche società evolute in cui le donne erano rappresentanti del divino, depositarie della saggezza popolare che tramanda e guarisce, che insegna; allora le comunità erano organizzate in modo paritario tra uomini e donne.
Bello, critico e forte, del tutto attuale, il suo discorso pressante sull’uso dell’acqua, sulla distruzione dell’ambiente, sulla globalizzazione.
Nel leggere di lei, mi incanta il suo amore per la casa, vissuto come luogo aperto, punto di incontro, quasi meta di un pellegrinaggio. Il piacere per la bellezza, per la nota poetica, un fiore, un oggetto, un ricordo. Quello che serve per poter vivere anche in una prigione, come lei scrive.
Tutto il suo lavoro, la sua vita, riguardano noi, oggi. Tante sono le donne giovani che si appassionano a questa figura di donna per anni tenuta quasi sotto silenzio. Ora lei sarebbe con noi, attivissima, tra le donne dei movimenti che si stanno impegnando per un cambiamento profondo. Ci darebbe quelle sue sferzate di energia vitale di cui spesso sentiamo il bisogno, depresse/i da una realtà non solo nazionale che a volte ci pare irrecuperabile. Oggi serve una lotta costante, una vera resistenza attiva. Quelle in cui lei era maestra.

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Da  Inventario delle cose certe, Joyce Lussu –  Andrea Livi Editore

La luna si è rotta.
si è rotta in cinque pezzi che galleggiano nel cielo
squallidamente
come cinque cocci di scodella.
Era una luna piena e luminosa
che aveva un’aria abbastanza felice.

Lì per lì ho creduto che i cosmonauti e i satelliti
artificiali l’avessero offesa in qualche modo.
Ma poi ho capito ch’era tutta colpa mia.
la guardavo fissamente con pensieri tristissimi e scomodi
e tutt’a un tratto – trac – si è rotta in cinque pezzi
quasi senza rumore.

Certo sono i miei pensieri che l’hanno urtata
in un momento in cui si sentiva particolarmente fragile.
Questi pensieri delle donne liberate sono una cosa complicata
e la luna ch’è tonda e semplice ci si trova male.
Preferiva le donne d’un tempo dalle pallide spalle
dai capelli lunghissimi
dedicate a tessere la tela dell’amore devotamente
e quando passeggiavano la notte coi loro amanti
lustrava loro gli occhi e i capelli
per farli sembrare più belli e aiutarle un poco.

Adesso ci sono le donne che camminano svelte e diritte
che prendono il tram e l’autobus per andare al lavoro.
Certo avrebbero bisogno della luna anche loro
di un riflesso più dolce nei capelli e negli occhi.
Ma la luna si è rotta
e nel cielo vagano i cocci.

Vittoria Ravagli maggio 2012

Nello scritto che segue Federica Trenti, studiosa giovane, attenta e rigorosa, amica stimatissima, racconta la vita di Joyce.

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Joyce Lusso in Africa e con Kenya

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Joyce Lussu, biografia- Federica Trenti

Immaginate una gentildonna inglese a cavallo, nella campagna marchigiana, immaginatela guardare un panorama di pascoli e colline a perdita d’occhio. Sentite lo sguardo di lei che continua a galoppare, sulla scia di un sogno, quello dell’Italia unita. Ora immaginate il tempo che scorre, la Grande Guerra è appena terminata, l’Italia è geograficamente unita: attraversatela, e dalla casa dell’amazzone, sull’Adriatico, arrivate a Firenze.
Vedete la nipote della donna che cavalcava nel Risorgimento? È una bambina biondissima, i capelli lunghi, gli occhi azzurri, la mano nella mano ad un genitore -scegliete voi se è il padre, la madre oppure è con entrambi- non sta andando a scuola ma si trova nel bel mezzo di una manifestazione socialista per il lavoro e contro la guerra. Immaginatela ora, questa bambina bionda di nome Joyce, al riparo di una colonna mentre guarda i fazzoletti rossi calpestati dalla repressione.
Attenzione, il tempo scorre ed il nero della dittatura avanza, è il 1924; Guglielmo Salvadori, padre di Gladys, Max e Joyce, marito di Giacinta, entra nell’androne del palazzo in cui abita con addosso i segni delle percosse squadriste: colpevole di essere corrispondente di un giornale inglese insieme alla moglie, identificato come antifascista.
Immaginate ora di avere dodici anni, e di veder aprirsi la via dell’esilio.
Quella di Joyce Lussu è una storia, ma soprattutto una formazione, che comincia così e che oggi risuona ancora in tante storie sparse per il mondo. Ma sarà meglio procedere con ordine.
Joyce nasce l’8 maggio 1912 a Firenze ed in questa città vive fino al 1924, quando la famiglia Salvadori, in opposizione al regime, raggiunge la Svizzera. Grazie all’aiuto economico di parenti inglesi, Joyce e suo fratello Max frequentano una scuola sperimentale gestita da intellettuali pacifisti, la Fellowship School; ma sarà completando la sua istruzione da privatista e lavorando che Joyce potrà iscriversi alla facoltà di Filosofia di Heidelberg, in Germania. Nel 1933, in seguito all’inarrestabile avvento del nazismo, la giovane sceglie di non proseguire gli studi e ritorna in Svizzera dai suoi genitori.
A Ginevra entra in contatto con l’organizzazione antifascista “Giustizia e Libertà” ed è partecipando all’attività clandestina che incontra per la prima volta l’antifascista sardo Emilio Lussu –figura di Capitano della Grande Guerra, protagonista di imprese clamorose come la fuga dal confino di Lipari- che alcuni anni più tardi, nel 1939, diventerà il suo compagno e che la sposerà nella Roma liberata del giugno 1944.
Tra il 1934 e il 1939 Joyce vive in Africa. Di tutti i ricordi da lei raccontati, di tutto il suo vissuto, questi sono gli anni velati dalla sua riservatezza. Ella ha sempre fatto solo brevi accenni a quel periodo ed infatti, per molto tempo, sono state fatte soltanto ipotesi a riguardo. Ma nel 2002 le ricerche della storica Elisa Signori presso l’Archivio Centrale dello Stato –pubblicate nel volume Joyce Lussu una donna nella storia, hanno permesso di conoscere -ed anche di comprendere- quel periodo così riservato della sua vita.
Dell’Africa dei suoi vent’anni è evocata la natura, nelle poesie che scrisse allora –poesie che nel 1939 comparvero nel volume Liriche, pubblicato con il patrocinio e la recensione di Benedetto Croce- alcune delle quali sono state incluse nella raccolta Inventario delle cose certe.
Rientra in Europa in nave, priva di documenti d’identità validi, in uno stato di salute affatto buono, clandestina: “L’Italia era una paese meraviglioso e sconosciuto, era mio ma mi veniva sottratto. Lo amavo con collera, con desiderio che diventava quasi una malattia.”  Dopo un periodo difficile, in cui deve capire in quale nazione sia meglio per lei vivere, trova lavoro presso la Società delle Nazioni grazie ai compagni di Giustizia e Libertà e incontra di nuovo Su Capitanu Emilio Lussu. Questa volta non si allontanerà da lui per tutta la durata della guerra, ne diventa la compagna e con lui va a vivere a Parigi, dove si è concentrato l’antifascismo italiano, una rete di oppositori al regime che dopo l’occupazione tedesca, nell’estate del 1940, si riorganizzeranno nel Sud della Francia.
A Marsiglia, Joyce ed Emilio si occupano di partenze clandestine e a tal scopo lei si specializza nella produzione di documenti d’identità falsi da fornire a coloro che devono lasciare l’Europa. Questo particolare impegno conduce la coppia in Portogallo per alcuni mesi e lì, nella capitale sull’oceano, Joyce studia la lingua portoghese. Durante la permanenza a Lisbona vengono convocati dal War Office inglese: raggiungono l’Inghilterra, con l’intento di avviare un piano insurrezionale per liberare l’Italia dal giogo della dittatura e dall’alleanza nazi-fascista. Ma da parte inglese il progetto non vede garantiti quei presupposti d’indipendenza sui quali Lussu non transige, preferendo bloccare pertanto ogni trattativa.
Joyce torna in Italia dopo il 25 luglio del 1943. Con l’armistizio dell’8 settembre comincia la lotta partigiana: mentre Roma è occupata dall’esercito nazista, compie per il Comitato di Liberazione Nazionale una missione di collegamento con il Sud per la quale riceverà la medaglia d’argento al valor militare, ma solo nel 1966. La sua esperienza nell’antifascismo e nella guerra partigiana la si può leggere in Fronti e frontiere: (1944), L’uomo che voleva nascere donna (1976), Lotte, ricordi e altro (1992).
Nell’estate del 1944 diventa madre. Giovanni Lussu nasce in una Roma libera, nel grande fermento della ricostruzione.
In settembre Emilio conduce moglie e figlio ad Armungia, il villaggio sardo nel quale è nato. È il primo incontro con la Sardegna per Joyce. È la terra dell’olivastro e lei, è l’innesto: “e così la raffia si strinse intorno all’innesto e cominciai a nutrirmi da radici non mie”.
Conosce autonomamente l’isola e la sua gente, incontra i contadini- pastori, gli stessi uomini che erano stati anche soldati della Brigata Sassari sull’Altipiano di Asiago. Ascolta i loro racconti, quelli delle loro donne e nel 1982 pubblica L’olivastro e l’innesto, una raccolta di racconti dedicati alla civiltà sarda. Nel 1951 –durante l’esperienza politica del  Fronte popolare– è insieme a lavoratrici provenienti da ogni parte dell’isola a Cagliari, per il Primo Congresso delle associazioni differenziate. Per quanto riguarda l’Unione Donne Italiane invece, nel 1953 se ne allontana, considerandola un serbatoio elettorale subalterno voluto dagli stessi partiti di sinistra che, sosteneva, avrebbero dovuto lavorare e sostenere di più l’integrazione e la partecipazione femminile in politica.
Negli anni che seguono viaggia per l’Europa a seguito del Movimento mondiale per la Pace. A Stoccolma incontra il poeta turco Nazim Hikmet del quale diviene amica e traduttrice, rendendo le sue poesie note in Italia. All’amicizia e al lavoro con Hikmet (scrive Il Turco in Italia ovvero l’italiana in Turchia; 1991), seguiranno traduzioni di poeti sconosciuti che raggiunge in Africa, Portogallo, nel Nord ed Est Europa, in Curdistan. In Tradurre poesia (1967) Joyce spiega come, permettendo alle parole di viaggiare, sentisse di portare avanti, di far vivere, i valori della Resistenza.
In Italia si immerge nel fermento studentesco del ’68 e nutre attraverso quei giovani speranze di cambiamento. Tra gli anni Settanta e Ottanta scrive i saggi Padre padrone padreterno (1976) e L’acqua del 2000 (1977). Si occupa di storia locale insieme ad un gruppo di studiosi del Piceno pubblicando due volumi per le scuole su La storia del Fermano. Studia la i luoghi e la figura della Sibilla, l’antica abitante dei Monti Sibillini e delle comunità pre-cristiane che li abitavano; va a cercare le divinatrici della Barbagia e nel 1982 scrive Il libro Perogno.
Da anziana incontra nelle scuole coloro che definisce futuro vivente, rendendo il racconto di quanto aveva visto e vissuto un’occasione per fare riflessioni sul presente, usando quindi lo stesso stile che contraddistingueva i suoi libri fortemente autobiografici.
Nel 1996 si racconta alla scrittrice Silvia Ballestra che pubblica le loro conversazioni registrate su nastro in Joyce L. Una vita contro.
Joyce Salvadori Lussu finisce il suo tempo in una clinica romana, il 4 novembre 1998. Chissà se oltre a chi le era accanto, fra chi l’ebbe in cura ad esempio, c’è chi ricorda quella signora dalla testa canuta sussurrare poesie fra spericolati e irriverenti anelli di fumo di sigaretta. Questa donna era “la Lussu”, questa signora che solo la morte ha fermato era Joyce, un’italiana del Novecento che raccontava la storia ma che aveva il pensiero sempre rivolto al futuro e all’utopia, intesa come qualcosa che non c’è perché non è ancora stato realizzato.
La sua storia e vicenda personale rischiavano di restare offuscate dal suo stesso alone di leggenda che ne esaltava il personaggio, gli aneddoti riportati da chi l’ha conosciuta, ma a discapito del contesto storico e dell’analisi di quanto aveva vissuto attraverso il Novecento.
Lo studio ed il lavoro di studentesse e studiose interessate alla sua figura e il lavoro di un’attrice (lo spettacolo teatrale di e con Rosetta Martellini, Capelli al vento, http://www.rosettamartellini.it) incuriosite dalla sua figura, dal un suo pensiero, dal suo tradurre poesia e dalla sua opera hanno illuminato quel che era giunto il momento di conoscere, restituendoci il profilo di una donna che ha vissuto: semplicemente, come ha sentito, come ha voluto, come ha ritenuto fosse giusto vivere, facendo del suo meglio.

Studi recenti su Joyce Lussu:

Simona Curci, La poesie e il mondo nuovo. Joyce Lussu traduttrice, mediatrice di culture ai confini dell’Occidente, tesi di laurea, Università degli Studi di Bari, a.a. 2010-11. http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=38110

Federica Trenti, Il Novecento di Joyce Salvadori Lussu. Vita e opera di una donna antifascista, Le Voci della Luna, Sasso Marconi, 2009.

Camilla Iaconi, Joyce Lussu narratrice della Sibilla, Tesi di laurea, a.a. 2006-2007.

Carolina D’Angelo (testo), Octavia Monaco (illustrazioni), Tineke e Marike. I cigni di Acqua Antica, Edizionicorsare, Foligno, 2008.

Sara Lorenzetti, Chiara Cretella, Architetture interiori. Immagini domestiche nella letteratura femminile del Novecento italiano (Sibilla Aleramo, Natalia Ginzburg, Dolores Prato, Joyce Lussu), Franco Cesati editore, Firenze, 2008.

Antonietta Langiu, Gilda Traini, Joyce Lussu. Biografia e bibliografia ragionate, Quaderni del Consiglio regionale delle Marche, 2008.

AA.VV., Joyce Lussu. Sibilla del Novecento, Atti del Convegno di Colle Ameno del 17 novembre 2007, Le Voci della Luna Poesia, 2008.

AA.VV., Joyce Lussu. Una donna nella Storia, CUEC, Cagliari, 2002.

AA.VV., Joyce Lussu. Il più rigoroso amore, Quaderni del Circolo Fratelli Rosselli, Alinea editrice, Firenze, 2002.

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Federica Trenti con Vittoria Ravagli-convegno “Joyce Lussu Sibilla del Novecento”, a Colle Ameno di Pontecchio Marconi

 


FEDERICA TRENTI:  Mi sono laureata in Storia contemporanea nel 2002 ed ho continuato a studiato per diversi anni la figura di Joyce Lussu. La mia tesi La vita e l’opera di Joyce Lussu, scritta con la supervisione della professoressa Anna Rossi-Doria, è stata la base sulla quale ho continuato le mie ricerche per la stesura della biografia che ho pubblicato grazie all’appassionato incoraggiamento di Vittoria Ravagli e alla pubblicazione curata da Le Voci delle Luna: Il Novecento di Joyce Salvadori Lussu, vita e opera di una donna antifascista. Amo scrivere e di mestiere faccio la coltivatrice diretta, produco frutta ai piedi dei Colli Bolognesi e sono impegnata presso la Confederazione Italiana Agricoltori di Bologna, per la quale mi occupo in particolare dei giovani agricoltori. In qualche modo i temi che ho studiato grazie a Joyce Lussu, ma in particolare le riflessioni e tutto ciò che lei, in me, ha seminato pur non essendoci mai davvero incontrate, continuano a far germogliare interesse ed impegno e questo non finisce di stupirmi. Così continuo a pensare a quanto sia importante non dimenticare, avere cura della Storia e delle storie, perché possano continuare a vivere e mantenere il contatto con il futuro vivente.

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Joyce Lussu, L’uomo che voleva nascere donna. Diario femminista a proposito della guerra, a cura di Chiara Cretella, Gwynplaine, Camerano, 2012, pp. 155, Euro 13,00.

Nel centenario della nascita di una delle donne più importanti del nostro 900 ecco finalmente tornare in libreria un classico dimenticato ed attualissimo

Che fa una donna che si trova nell’occhio di una guerra terribile, organizzata e condotta dagli uomini, che ha bruciato tutti gli spazi del confronto civile e non lascia aperto che il confronto delle armi, nell’alternativa tra la complicità e la lotta, tra la schiavitù e la vita?

Un excursus attraverso i conflitti, le rivoluzioni e i movimenti di liberazione del Novecento, alla ricerca di una domanda ovvia ma ineludibile: perché gli uomini fanno la guerra? E soprattutto, perché le donne si disinteressano al problema delle armi?

Joyce Lussu Salvadori (1912-1998) – Compagna di Emilio Lussu, è stata partigiana, traduttrice, storica, letterata, attivista politica e poetessa. Testimone eccezionale dei maggiori eventi del Novecento, dedica l’intensa sua vita alla lotta, unendo con rara maestria un instancabile lavoro d’azione ad una raffinata ricerca teorica. Nella vita fa di tutto: l’istitutrice a Bengasi, il servizio militare in Inghilterra, la clandestina in Francia, l’insegnante e la guerrigliera. Attraversa luoghi lontanissimi, conosce e traduce personaggi storici come Mao, Ho Chi Minh, Castro, Mandela, Hikmet, Neto. In vecchiaia non cessa di scrivere e si ritira nella sua tenuta marchigiana, una sorta di casa della pace, insegnando un nuovo metodo di didattica della storia nelle scuole.

Chiara Cretella – (www.chiaracretella.it) Dottore di ricerca in Italianistica, è Assegnista di ricerca in sociologia presso l’Università di Bologna. Tra le sue curatele su J. Lussu: con S. Lorenzetti, Architetture interiori. Immagini domestiche nella letteratura femminile del Novecento italiano (Franco Cesati, 2008); J. Lussu, Padre padrone padreterno (Gwynplaine, 2009); J. Lussu, Il libro delle streghe (Gwynplaine,2011).

EVENTI

CONVEGNO JOYCE LUSSU – Cento anni dalla nascita

martedì 8 maggio 2012 ore 17.30  Porto San Giorgio- Società Operaia , Sala Max Salvadori

Interverranno:

Nicole Robinson, University of California- Los Angeles

Patrizia Caporossi, Filosofa e storica delle donne, Ancona

Claudia Capancioni, Bishop University Lincoln

sabato 12 maggio 2012 ore 17.30- Offida Teatro Serpente Aureo

Interverranno:

Sara Lorenzetti, Università di Macerata

Alfredo Luzi, Università di Macerata

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JOYCE LUSSU – Una vita all’insegna della libertà-

 8 maggio 2012 ore 16.30- Firenze, Palagio di Parte Guelfa, Piazzetta di Parte Guelfa

Interverranno:

Cristina Giachi- Assessore Pari Opportunità

Maria Federica Giuliani- Presidente Commissione Pari Opportunità

Elio Turis- associazione Culturale Sardi in Toscana

Antonietta Langiu

Pietro Clemente

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ALTRI RIFERIMENTI IN RETE:

http://www.rosettamartellini.it/joyce%20lussu%20ballestra.htm

http://www.circolorossellimilano.org/MaterialePDF/joyce_lussu_come_ho_conosciuta_io.pdf

http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=54#n

http://www.fondazionemodigliani.it/index.php?option=com_content&view=article&id=100&Itemid=75

http://www.joycelussu.info/

http://www.rosettamartellini.it/intervista_s.fiori.htm

http://www.rosettamartellini.it/la_marxista_aristocratica_salvadori.htm

http://www.lankelot.eu/letteratura/lussu-joyce-portrait.html

http://www.mariacaboni.com/parole/ritra.htm

http://www.mentinfuga.com/web/index.php/vita-del-poeta-nazim-hikmet-di-joyce-lussu/

http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/2012/04/03/joyce-lussu-mi-parve-che-tutte-le-primavere-del-mondo-rifiorissero-insieme/

http://www.girodivite.it/sherazade/005/lussu.htm

http://www.abanet.it/papini/peccato/p10nives.htm

http://www.armungiamusei.it/index.php?option=com_content&view=article&id=68&Itemid=69

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PICCOLA GALLERIA DI IMMAGINI e VIDEO

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LIBRI:

 Da   Inventario delle cose certe , Joyce Lussu –Adrea Livi Editore

Fidati di madre natura, diceva mia madre,
fidati del sole e dell’ombra
dell’acqua e dell’aria
della terra e delle piante
infinitamente varie
e anche degli animali
che non ti faranno del male
se li guardi negli occhi e gli dai da mangiare.

Fidati di madre natura, diceva mia madre,
se hai una ferita t’offrirà un’erba speciale
per arrestare il sangue
e far ricrescere la pelle e la carne
Se hai un dolore
pensa alle stelle e al mare
alla tenerezza dei petali alla forza
del germoglio minuscolo che rompe la scorza
della ghianda e della castagna
e diventerà un albero immenso
pensa al vento e al tempo
alla terra che pesteranno i piedini
dei bambini non ancora nati
da te lasciata in eredità
e la sorgente del pianto si asciugherà
diventerà cicatrice.

Amavo molto questa grande madre
imprevedibile e imperfetta
ma così accogliente
così pronta a rispondere alla voglia di vivere
a riadattarsi a modificarsi
fluida e semovente
come l’acqua corrente
o i piatti di una bilancia
fatta di cose concrete
che si possono sentire vedere toccare
ma anche di fantasie impalpabili
della mente vagabonda
che girella attorno ai cancelli
dell’inconoscibile
giocando a far finta di aprirli.

Amavo molto questa madre femmina
duttile e democratica
e amavo molto il mio padre-compagno
che sapeva dire “ho sbagliato”
che odiava la caccia e la guerra
e non mi aveva battezzato
per non impormi un superpadre.
Mi apparivan vetusti e dannosi
i superpadri eterni o meno
che s’arrogano diritti feudali
a etichettare incasellare spillonare
mettere in fila e sull’attenti i propri simili
e ogni movimento vivente
distruggendo l’autonomia della gente
l’ossigeno e l’acqua potabile
proclamandosi superiori
umiliando il corpo e l’amore
e i ritmi della natura
dentro schemi rigidi artificiali
geometrie gerarchiche piramidali
di autorità paterne e obbedienze filiali
con la complicità di madri espropriate

Fidiamoci di madre natura
dei suoi messaggi della sua armonia
e anche delle nostre madri
purchè ci diano per padri
maschi-compagni e non maschi-padroni
e non aspettino un messia
che ha sempre ragione.

17 Comments

  1. Raccogliamo e diffondiamo un comunicato stampa in cui si avvisa della
    presentazione del libro “Un’eretica del nostro tempo. Interventi di Joyce Lussu ai Meeting Anticlericali di Fano 1991-1995” di Joyce Lussu, a cura di Luigi Balsamini ed edito da Gwynplaine (Camerano – AN) – martedì 15.5.2012 ore 18,30 – Casa delle Culture (Ancona).

    Martedì 15 maggio, ore 18,30, presso la Casa delle Culture di Ancona, in Via Vallemiano, 46, sarà presentato il libro di Joyce Lussu “Un’eretica del nostro tempo. Interventi di Joyce Lussu ai Meeting Anticlericali di Fano 1991-1995”, curato da Luigi Balsamini, Direttore dell’Archivio-Biblioteca “Travaglini” di Fano ed edito da Gwynplaine edizioni di Camerano (AN).

    L’incontro rientra nella rassegna “Enzimi-accelerazioni culturali” a cura della Casa delle culture. Saranno presenti il curatore del volume Balsamini e l’editore Gwynplaine. Coordinerà gli interventi Roberto Giorgetti del Circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Ancona.
    Nell’anno in cui cade il Centenario della nascita di questa grande protagonista del ‘900 italiano scomparsa nel 1998 all’età di 86 anni, si propongono i suoi interventi ai Meeting Anticlericali di Fano dei primi anni ’90, recuperati da registrazioni audio e video e presentati per la prima volta in volume. Joyce, lucidissima ottuagenaria, parla a braccio e il discorso fluisce sicuro, ricco di sollecitazioni ma anche costellato di interrogativi. L’argomento posto a titolo dell’incontro è sempre pretesto per andare a toccare temi a lei cari e sempre attuali: la riflessione su femminismo, anticlericalismo, pacifismo e antimilitarismo; l’impegno per un mondo migliore, più giusto e solidale; il rigetto della guerra e delle culture di morte; l’invettiva contro istituzioni antidemocratiche e totalitarie quali Chiesa ed esercito; l’attenzione verso l’educazione delle giovani generazioni; lo studio dei percorsi della storia che attraverso i secoli hanno determinato la costruzione del mondo contemporaneo; la denuncia della voracità del modello occidentale di sviluppo; la rivendicazione dello spirito razionale, del valore dell’esperienza e dell’approccio materialistico alla vita contro le costruzioni astratte e dogmatiche di religioni e ideologie.
    Il libro fa parte della collana RED, con cui la casa editrice Gwynplaine porta avanti la sua opera di recupero di classici del pensiero politico di opposizione. Gli interventi di Joyce Lussu sono preceduti dalla introduzione di Mimmo Franzinelli, scrittore e noto saggista che ha pubblicato con le principali case editrici nazionali.

    L’AUTRICE: Joyce Lussu Salvadori (1912-1998) – Compagna di Emilio Lussu, è stata partigiana, traduttrice, storica, letterata, attivista politica e poetessa. Testimone eccezionale dei maggiori eventi del Novecento, dedica l’intensa sua vita alla lotta, unendo un instancabile lavoro d’azione ad una raffinata ricerca teorica. Nella vita fa di tutto: l’istitutrice a Bengasi, la clandestina in Francia, l’insegnante e la guerrigliera. Attraversa luoghi lontanissimi, conosce e traduce intellettuali e personaggi storici come Ho Chi Minh, Castro, Mandela, Hikmet, Neto. In vecchiaia non cessa di scrivere e si ritira nella sua tenuta marchigiana, una sorta di casa della pace, insegnando un nuovo metodo di didattica della storia nelle scuole.

    IL CURATORE DEL LIBRO: Luigi Balsamini – è il direttore dell’Archivio-Biblioteca “Enrico Travaglini” di Fano, per gli studi sociali e il libero pensiero (www.bibliotecaliberopensiero.it/joomla).

    L’AUTORE DELL’INTRODUZIONE: Mimmo Franzinelli – Storico e saggista. Tra le sue ultime pubblicazioni: La provincia e l’impero. Il giudizio americano sull’Italia di Berlusconi (Feltrinelli, 2011), Il volto di Gomorra (Mondadori Electa, 2011) e Autopsia di un falso. I “diari” di Mussolini e la manipolazione della storia (Bollati Boringhieri, 2011).

    http://www.marcheinfesta.it/media/site/immagini/eventi/locandine/medium/10212-uneretica-del-nostro-tempo-interventi-di-joyce-lussu-ai-meeting-anticlericali-di-fano-1991-1995.jpg

    SCHEDA DEL LIBRO
    AUTRICE: Joyce Lussu
    TITOLO: Un’eretica del nostro tempo
    SOTTOTITOLO: Interventi di Joyce Lussu ai Meeting anticlericali di Fano (1991-1995)
    a cura di Luigi Balsamini
    introduzione di Mimmo Franzinelli
    editore: Gwynplaine (Camerano -AN)

    RIFERIMENTO IN RETE: http://www.marcheinfesta.it/evento/10212/un-eretica-del-nostro-tempo-interventi-di-joyce-lussu-ai-meeting-anticlericali-di-fano-1991-1995.html

  2. Che bell’omaggio alla grande Joyce Lussu. Credo sia il contributo più completo che si trovi in rete cara Ferni, b r a v a :) Ci voleva desiderio di cucitura paziente e amorosa. Lei è una delle donne più affascinanti, caparbie e innamorate della giustizia e della libertà che si possano incontrare. Ho letto di recente la sua autobiografia davvero imperdibile. E mi segno da qui tutti i riferimenti preziosi che mi mancano. Grazie, un abbraccio :)

  3. Grazie Alessandra, l’intento era proprio quello che tu hai indicato, ricucire il materiale presente in rete sia attraverso i riferimenti che direttamente, attraverso le memorie di quante l’hanno conosciuta e studiata. Baci.f

  4. è importante venire in contatto con figure come questa, per la mia generazione (sono nata nel 1976), a metà tra la cercata rivoluzione degli anni ’60 e il grande ‘caos’ iniziato negli anni ’80 e che sinceramente non riesco neanche ad immaginare dove ci porterà..le istituzioni continuano a insegnarci solo quello che vogliono e i genitori (per chi ha ancora la fortuna di averli) sono troppo impegnati a sopravvivere a questo oggi, per parlarci di outsider rispetto al pensiero comune! grazie, quindi, per questa conoscenza, certamente utile per un carattere, come il mio (anche io sono nata i primi di maggio), sempre considerato ed in maniera poco felice, estremamente “diretto”… un saluto

  5. E’ il commento di Iris Claudia Pezzali, rintracciabile in Archivi. Lo riporto qui poiché riferito a questo specifico post.
    – Grazie per avermi ricordato oggi la meravigliosa persona che era Joyce Lussu. La conobbi a Roma, dividevamo agli inizi degli anni ’90 la stessa pensione alloggio. La sera capitava spesso di rimanere a parlare delle cose del mondo o del mondo nostro di donne…la frase che rimane viva nel mio ricordo più di altre fu spiazzante per me: “come potrei iscrivermi a un partito? sono una persona libera, è inconciliabile la cosa”.
    Un abbraccio, cara Joyce. Grazie dell’ospitalità e buon lavoro Carte Sensibili-
    Iiris Claudia Pezzali

  6. Grazie per questo stupendo, articolato ricordo.
    Splendidi i post degli ultimi giorni (non che quelli del passato fossero da meno, sia chiaro!)
    Grazie per l’impegno di CARTESENSIBILI.

  7. Chiara Cretella e Antonietta Langiu il 12 pomeriggio a Torino parlano di Joyce: Chiara Cretella presenta “L’uomo che voleva nascere donna” di Joyce Lussu (ed. Gwynplaine), Antonietta Langiu (Centro Studi Joyce Lussu) parlerà di “Joyce Lussu a 100 anni dalla nascita”
    MARCHE – Programma eventi della Regione Marche – al Salone Internazionale del Libro di Torino – 10/14 maggio 2012 PADIGLIONE 3 – R121 – Q121

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