INEDITI di Pietro Pancamo

Ciaurro

Due sono le raccolte da cui sono stati scelti alcuni testi proprosti in lettura: GLI INTERCALARI DEL SILENZIO e I SOTTOMULTIPLI DELLE ORE . L’autore, Pietro Pancamo, che ci li ha inviati, sembra voler sottolineare, sia nell’una che nell’altra, l’assenza di un mondo che si è volutamente riportato a mediazione della  parola  e come presenza, in qualche modo tangibile, in dialogo con la marcata mancanza dalla vita inquadrata in queste scene, attraverso la scelta delle opere pittoriche di Ciaurro con cui la proposta poetica è stata edita nel post. I testi di Pancamo pullulano di oggetti, di cose e quando ancora non sono materializzate resta pur sempre la nominazione di oggetti e l’oggettivazione dei pensieri, come se tutta la nostra esistenza fosse tale solo in virtù di una relazione con tale mondo di materiali e materia. Manca, nei suoi luoghi, illuminati dalla parola, il respiro di quanto è vita di un mondo naturale, che sembra esiliato da queste pagine come dalle nostre case, dalle nostre abitudini, chiusi tutti noi in gabbie logiche che razionalizzano tutto, ma che precludono l’ampiezza dello sguardo interiore, per cui tutto, alla fine, è silenzio,  come titola la prima raccolta e tutto è sottomultiplo di qualcosa che ci sfugge.

f.f. -marzo 2012

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Da GLI INTERCALARI DEL SILENZIO

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QUALCHE INDIZIO DI MATERIA

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Aeroplano

Se tento
di raggiungere il cielo
la distanza rimane invariata.
M’avvicino
soltanto alle nubi.

*

FILOSOFIA

Parole e frasi sono gli intercalari del silenzio
che smette, ogni tanto,
di pronunciare il vuoto.
Allora qualche indizio di materia
deforma l’aria,
descrivendo le pause del nulla
prima che il silenzio
si richiuda.
(Le mani s’infrangono
contro un gesto incompiuto)

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DELUSIONE

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La bravura simbiotica delle rime a incastro.
Il sogno è un conservante,
l’additivo artistico
per rimodernare
ambizioni letterarie,
o speranze, sopite ad honorem.
Comunque il sole
non è bello come prima.
Adesso mi pare una vecchia fotografia.
Il particolare, anzi,
di una vecchia fotografia
… ritagliato via
dall’alone di un sorriso.

*

DECOMPOSIZIONE PSICHICA

Il destinorizzonte

Stracci di sonno coprono,
masticano il corpo della notte
diafano di tenerezza;
lo avvinghiano
sinuoso di buio
– flessuoso di membra stellate –
e lo attraversano d’amore.
Poi, fosforescente,
lo sguardo della nebbia,
scosso di stanchezza,
si espande lento nel cuore
come un gas di desideri
volatilizzati.
Mentre il mio destino,
guantato dalla notte,
scende nei sobborghi dell’anima:
strade oscure di pensiero
e siepi d’amore
s’intersecano nel mio nome.
Il destinorizzonte
s’attorciglia
a questa landa di tempo.
«Chi» – si domanda –
«striscerà nella roccia del canto
la gioia, turgida
come i seni di un fiore incantato?».

.

.

Da I SOTTOMULTIPLI DELLE ORE

.

Trattatello

PREFAZIONE:

le parole seguenti
sono un fango di cellule nervose,
tenute insieme dal silenzio.
Il silenzio è un’isteria di solitudine
che genera e accumula:
prodotti temporali,
energie cinetiche,
reazioni di gesti a catena.
I sogni, inseriti nella rassegnazione
come in un programma di noia pianificata,
sono gli arti di questo silenzio;
o, se preferiamo,
li organuli ciechi del silenzio
che lavorano a tastoni
dentro il suo liquido citoplasmico..
Il silenzio può anche essere
la cellula monocorde
di un sentimento spaventato,
di un amore rappreso,
di un guanto scucito:
in tal caso
trasforma la solitudine
nella raggiera cerimoniosa
d’una nausea che procede,
maestosa,
con moto uniformemente accelerato.
(Si registra un’accelerazione a sbalzi
solo quando
un’effervescente disperazione
s’intromette con scatti sismici
a deviare il corso
dell’accelerazione stessa).
Per concludere,
l’evoluzione della nausea
può secernere un vuoto,
avente più o meno
le caratteristiche della morte;
o germogliare per gemmazione
quella strana forma di vita
identificata col nome di indifferenza,
la quale risulta essere (da approfondite supposizioni)
il chiasmo di paura e odio.

POSTFAZIONE:
le parole precedenti
sono un fango di cellule nervose,
tenute insieme dal silenzio.
Ogni allusione
a sentimenti e/o fatti reali
è voluta
silenziosamente.

.

PENSIERI TERRA TERRA

I

Mi rovino l’appetito,
prima di far cena,
mangiando fette di pandoro.

Che pensieri terra terra
vengono in mente
mandando giù bocconi
pastosi di burro:
pensieri… stomaco stomaco.
Tipo: «Sono stracco di vivere
a mia rovina;
sono stracco di vivere
alle mie spalle».

II

La gente rimane sbalordita al sentire le mie risposte così lapidarie (quindi troppo categoriche). Ma io per nessuno provo cattiveria: perché la mia rabbia è confusione.

Insomma è un malessere transitorio che bisogna pur soffrire passando, tutto d’improvviso, dalla gioia al dolore. È un po’ come il malore successo a quelli che han volato da un fuso orario all’altro. Poi, quando la rabbia finisce, il mio pessimismo è solo rassegnazione.

*

CIOE’?

Tornando dal treno
che ho lasciato alla stazione
riprendo la mia Lupo
e guidando verso casa
ascolto l’autoradio,
che annuncia proprio adesso:
«Azienda commerciale
ricerca venditori
esperti ed ambosessi».
«Cioè ermafroditi?»
– mi domando in un sorriso
d’umorismo sviscerato –
«Che stranissimi piazzisti!».
Ma intanto vedo fuori
che il buio ad ogni curva
è sempre più marcato.

*

MA POI…

Hai voglia se voglio
ogni tanto.
Ed anche in passato
ho voluto
(lo dimostra ad esempio
lo slogan-mascotte
che inventai
– “Volley, sempre volley,
fortissimamente volley” –
per il mio liceo,
il Classico “Vittorio Alfieri”,
e più precisamente
per la sua squadra
di pallavolo).
Ma poi
nonostante i miei tentativi
di costituirmi brillantemente
pubblicitario di successo
o schiacciatore famoso,
son finito calciatore sconosciuto
nella Pol. dil. Casteltodino
– ad affrontare da terzino
avversari scorretti
che non sono di certo
(para)stinchi di santo.

.

RELATIVAMENTE ALL’AUTORE

Pietro Pancamo (1972) coordina il portale «L(’)abile traccia» (citato in un volume della Zanichelli); è redattore del blog collettivo «Viadellebelledonne», nonché direttore editoriale e conduttore di un programma che, intitolato «Poesia, l(’)abile traccia dell’universo», va in onda ogni giovedì alle 22:30 su Pulsante Radio Web, emittente digitale di Milano.

È autore di «Manto di vita» (LietoColle, Faloppio, 2005), una silloge di versi che ha suscitato l’interesse di Giancarlo Pontiggia. Compare nelle antologie «Poetando. L’uomo della notte» (Aliberti editore, Roma-Reggio Emilia, 2009) e «Mentre un’altra pagina si volta» (Giulio Perrone Editore, Roma, 2010) curate rispettivamente da Maurizio Costanzo e Walter Mauro.

Fra le riviste da cui è stato recensito – o su cui ha pubblicato (talora in inglese) poesie, articoli o racconti – figurano «La poesia e lo spirito», «Tuttolibri» (inserto de «La Stampa»), «Poesia» (Crocetti Editore), «Poesia» (blog del canale televisivo Rai News), «Scriptamanent» (Rubbettino Editore), «Poeti e poetastri» (sito a cura dell’Agenzia letteraria “Perroni & Morli Studio”), «Gradiva», «Atelier», «La Mosca di Milano», «Stilos», «El Ghibli», «Corpo12», «Lettera.com», «Subway Letteratura», «Sagarana», «Il Paradiso degli Orchi», «BooksBrothers», «TerraNullius», «Oubliette Magazine», «Progetto Babele», «Tangram», «InFonòpoli», «Books and other sorrows», «Filling Station» (quadrimestrale canadese) e «Snow Monkey» (periodico statunitense).

Recensioni a sua firma sono uscite sia nel sito della rivista «L’Indice dei libri del mese», che in quello dell’edizione fiorentina del «Corriere della Sera».

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Un pensiero su “INEDITI di Pietro Pancamo

  1. Interessante forma di espressione,un verso libero che però non ha concetti “liberi”,ma taglienti,acute,diciamo acuminate osservazioni della realtà.Passando dal metafisico,la filosofia ed il nulla,alla visione quotidiana della vita,al pratico parlando anche del teoretico.Un augurio di continuazione per questo tipo di lavoro,fra cielo e terra,fra materialità ed infinito.

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