E Saramago arruolò Caino per la resa dei conti con Dio – Antonio Scurati

Tiziano- Caino e Abele

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«La storia degli uomini è la storia del loro fraintendimento con dio, né lui capisce noi, né noi capiamo lui». Probabilmente, però, c’è un fraintendimento anche all’origine di Caino, il libro con cui, tre anni fa, José Saramago volle riscrivere la più terribile e meno letteraria di tutte le grandi figure bibliche regolando, poco prima di morire, a modo suo, i conti con la religione del suo Paese e dei suoi padri. Il Nobel portoghese si scaglia, infatti, con furia iconoclasta contro il Dio del Vecchio Testamento – definito «vendicativo, rancoroso, cattivo e indegno di fiducia» – come se volesse strappare dal suolo d’Europa la radice prima della mala pianta da cui crebbe la sua storta civilizzazione. Contrariamente a quanto lascia intendere questo impeto da riparatore dei torti, la civiltà occidentale d’Europa non ha, però, alla propria origine dei testi sacri custoditi da una casta di sacerdoti ma due testi profani, due opere che oggi definiremmo «letterarie», composte da uomini per uomini, cantate e ricantate variando liberamente generazione dopo generazione. La cultura occidentale inizia con due poemi epici scritti in lingua greca. Nel primo si narra di una lunga guerra, nel secondo di un’avventura per mare e per terra. Il primo è poema della forza, il secondo dell’astuzia. Il primo racconta di uomini in armi intenti alla distruzione del mondo, il secondo di un uomo che fa vela alla scoperta del mondo. La storia del primo è senza ritorno, quella del secondo piega la linea retta del racconto fino a saldarla nell’anello del ritorno. Achille e Ulisse, non Caino, sono i primi uomini della civiltà letteraria d’Occidente. Essa comincia con la parola di Omero, non con quella di un dio. Non è un caso, dunque, se, secondo quanto ci ricorda Ugo Dettori, «nessun personaggio è stato più di Caino evitato da tutte le letterature: si direbbe che la terribile universalità del primo omicida abbia sempre reso perplessi gli scrittori e i poeti, incapaci di aggiungere nuovi valori e di considerare sotto nuovi aspetti la sua antica realtà biblica». (Caino comincerà a nascere come personaggio letterario soltanto nel Settecento, per poi svilupparsi nell’Ottocento quale figura eminente dell’insubordinazione cosmica romantica grazie a Byron, che gli dedicherà il dramma omonimo, sebbene derivi la sua figura più dalla tradizione greca di Aiace e Capaneo che non da quella biblica, e a Victor Hugo che gli consacrerà una celebre poesia). Saramago sembra invece voler a tutti i costi – anche a costo dell’equivoco totale, della polemica feroce e, talora, dell’irrisione offensiva, fino alla blasfemia fortemente voluta – contendere al Dio degli ebrei e dei cristiani il primato della parola creatrice. È con la parola di dio (che lui scrive ostinatamente con l’iniziale minuscola), non con quella di Omero, che lo scrittore portoghese, già entrato nella sua vecchiaia, ingaggia un antagonismo accanito. In quella che rimarrà la sua ultima opera di narrativa pubblicata in vita, si butta dunque a capofitto nella riscrittura proprio di Caino. E forse qui si delinea un possibile criterio per distinguere due grandi famiglie di scrittori: quelli che scrivono sotto l’influsso dell’autorità suprema della Bibbia (prevalenti nell’ambito di lingua inglese) e quelli che invece stanno sotto l’egida di Iliade e Odissea (prevalenti nelle letterature del continente europeo). In entrambi i casi, non può essere estranea a questo discendere da una matrice insuperabile una certa dose di angoscia dell’influenza, di rivalità magari mimetica. Quando, però, il rivale sia Dio, non c’è che la dannazione. È in quest’ottica – a partire da questa contesa per l’autorità a pronunciare una parola primogenitrice – che andrebbero valutati, non soltanto l’ateismo professo e militante della scrittura di Saramago, ma anche le indubbie tracce di anticlericalismo e perfino di antisemitismo in essa presenti. Nel caso di Saramago, e delle sue riscritture del Vecchio e del Nuovo Testamento (ricordiamo Il Vangelo secondo Gesù Cristo del 1991), la rivalità si modula, infatti, nei toni accorati e accesi di una vera e propria inimicizia ideologica. Saramago prende quasi a pretesto la figura del fratricida, del portatore di una colpa inemendabile, per un viaggio fantastico (i salti di spazio e tempo sono frequenti, data la brevità del libro, e consentiti da un elementare artificio narrativo) che passi in rassegna molte delle scene fondamentali dell’Antico Testamento, scegliendole di preferenza tra quelle in cui Dio si manifesta direttamente agli uomini. Il risultato è una galleria di orrori ed errori la cui rappresentazione letteraria viene reiterata e interrogata con acribia neo-illuministica ostinata e disperata, una collezione di gravi imperfezioni nella quale l’imperfetto è sempre un Dio collerico, ingiusto e, soprattutto, illogico del quale, però, fosse anche soltanto per poterlo sbugiardare, contraddire o biasimare, il vecchio scrittore José Saramago, giunto al passo estremo nei suoi quasi novant’anni, deve sempre presupporre, non soltanto la presenza e, forse, l’esistenza, ma anche e soprattutto la parola, il verbo. Una parola che, perfino nella versione caricaturale e ostile fornita dal suo tardo, involontario esegeta, suona come da sempre già pronunciata. Una parola il cui insondabile segreto anche l’ateo accanito Saramago José non cessa, volente o nolente, di interrogare.

Antonio Scurati

http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/445028/

José Saramago- Feltrinelli Editore 2010

disponibile in e book- anteprima http://wdn.ipublishcentral.net/feltrinelli/viewinside/10973106307280

2 Comments

  1. dopo “Cecità” e Lettere dal convento, uno dei suoi più godibili.
    per me sono viatico, lui e Odifreddi.

  2. Il tema e il mito di Caino è per me tra quelli che ancora incarnano la più arcaica storia delle origini in cui non la bellezza, quale oggi siamo soliti pensare, ma un atto di travolgente crudezza, innesca la vita e la morte nella stessa miccia.
    Le ultime due scritture su questo argomento le si trova ai link di fernirosso, il notes:
    http://fernirosso.wordpress.com/2012/02/20/per-amore-di-caino/
    http://fernirosso.wordpress.com/2012/03/11/era-arrivato-un-giorno-di-luglio/

    fernanda

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