TRASMISSIONI DAL FARO N.29 A.M.Farabbi: Paola Febbraro, Stellezze

Michael Schlegel

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Stellezze è stato stampato il giorno del compleanno di Paola Febbraro, lo scorso 9 gennaio appunto, proprio per battezzare a voce alta la sua nascita e quella della sua opera, con gioia piena, partecipata, corale. La gioia sta nell’aver sfondato la morte una seconda volta e reso alla luce pubblica ancora la sua poesia.

Paola Febbraro è nata a Marsciano, in provincia di Perugia, il 9 gennaio 1956 ed è morta a Roma il 22 Maggio 2008.

La casa editrice Empiria, nel settembre 2008, pubblicò Turbolenze in aria chiara. Opera postuma di bellezza e significato importante. Io stessa ne ho scritto qui, in queste cartesensibili invitando l’acquisto.

Ora, riusciamo a far risorgere per la seconda volta la poesia di Paola Febbraro, con l’autorizzazione della madre che ringrazio infinitamente per il cuore, per la testimonianza di energia, di lucidità, di tenacia, di certezza rispetto alle qualità artistiche della figlia. Quel noi prima persona plurale di riusciamo è riferito alla madre, a Paola stessa, a Michelangelo Camelliti editore, a me, alla vita che ci ha consentito di convogliarci insieme nella creazione di questo libro.

Elogio l’editore per la scelta, la cura complessa e rigorosa con cui ha realizzato l’opera.

A me, questa eredità è colata addosso. Come quando si esce con il bel tempo, disarmati, senza ombrello, e si viene travolti dalla pioggia. Si beve senza scampo, con tutto il corpo.

Paola Febbraro è stata, è, una creatura che vive nella mia vita. Anni di telefonate, ospite mia, io a casa sua una volta, ricevuta come presenza sacra. Baratti di scrittura e poesia a tutto campo. Non è stata solo la madre a convincermi di ricevere lo scrigno delle sue carte. Né il conforto accorato di Andrea Trombini e Elio Talon, suoi fratelli eletti. Né la mano stretta stretta di Vittoria Ravagli. Ho passato trenta anni della mia vita tentando con tutta me stessa di raccogliere qualità artistiche sommerse, sofferte, scartate dai poteri dittatoriali canonici. Con un cucchiaino di latta o direttamente con le mie mani. Sono tornate in libreria, così, le opere di Kate Chopin, di Madame d’Aulnoy. Ora, nel mio retrobottega, tesso Marie Noël e Peter Russel. Solo per fare qualche nome. Per uno spirito di giustizia, per un gesto politico che combatte per il prigioniero del reame … più grande del re … lavoro a servizio dell’opera. Mi sporgo su queste carte per invitarvi ad incontrare Paola Febbraro, in questo libro e in quelli precedenti.

In questo testo, Stellezze, scorre un flusso di paesaggi diversi, di differenti registri di scrittura, dal carteggio all’autobiografia alla poesia. Poesia che è cima poverissima, essenziale, sapienziale, risultante da un tornio interiore senza tregua, ossessivo, scarnificante. Incontrarla significa entrare dentro un orecchio femminile assoluto, purissimo, senza compromesso. Significa meravigliarsi di tanto nitore dentro cui ci si cala a picco, inevitabilmente. E si trova il canto nella sua sostanza lirica.

La copertina è stata fatta a mano da Paola stessa, con inchiostro rosso autoironico, allegrissimo.

E il titolo Stellezze l’ho rubato a una sua poesia: ho baciato il suo neologismo per imprimere un volume cosmico.

Tutto il resto, l’annunciazione significativa dell’opera, i criteri con cui ho curato questo tesoro, l’ho narrato nell’introduzione di Stellezze.

Ho la sensazione di aver portato il testimone oltre la mia vita. Ora tocca a voi.

 .

Anna Maria Farabbi- febbraio 2012

**

Paola Febbraro

Stellezze- Lietocolle 2012

a cura di Anna Maria Farabbi

Altri riferimenti in rete:

http://www.lietocolle.info/it/stellezze_di_paola_febbraro.html

25 Comments

  1. Come non raccogliere questo testimone offerto con tanta passione, con tale pienezza di sguardi, con contagioso coinvolgimento? Non tace l’impegno, la testimonianza, e questo la rende ancora più veritiera.

  2. C’è un altro bell’articolo che ho riletto oggi, in attesa di questa pubblicazione, sempre curato da Anna Maria Farabbi e di cui ha lasciato nota.Riguardava l’altra pubblicazione di Paola Febbraro. Sono ancora in attesa del libro, penso siano in ritardo le consegne causa maltempo.ferni

  3. ogni volta che leggo di Paola , non posso fare a meno di commuovermi…il ricordo di lei, ancora così vivo e profondo e indelebile…. come la sua scrittura nutrita di strani bagliori di leggerezza e di estreme profondità..
    ora riesco a dire grazie a chi, come Annamaria, ha saputo r-accogliere , scrivere di lei , per lei..
    Anna Bellini

  4. Vi ringrazio tutti, a nome di Anna Maria, che tanto ha lavorato per questo libro e con la quale mi auguro che i testi di Paola vivano tra noi per lei così tanto amata. ferni

  5. Come, se non più della poesia, a volte vale la rete di comunicazione intima, di profondi rapporti che essa riesce a costruire. Ci sono donne, persone, anche versi e pensieri, che la poesia di Paola ha messo in contatto; lei, Paola, così in disparte (perchè conosciamo tante sue cose belle solo dopo che è morta?), ha creato coi suoi versi una -si può definirla così?- comunità che si riconosce nello scoprirli e goderne. Che almeno questo le venga a grande onore e riconoscimento da parte del suo tempo di uomini distratti.

  6. anch’io ti ringrazio, Anna, di questo tuo lavoro che ci permette di portare ancora fra noi Paola, di farla leggere, in tutta la splendente e stellare bellezza della sua poesia.
    loredana

  7. … la tua poesia, i tuoi racconti, le tue impressioni, hanno sempre frescura di rugiada. per questo e tant’altro GRAZIE Anna

  8. Sono contentissima e emozionata per l’uscita di Stellezze.
    Quando Giovanna Febbraro (la madre di Paola) mi ha telefonato giorni fa per annunciarmela, mi è venuto spontaneo provare a pensare se a telefonarmi fosse stata Paola. Ogni volta riusciva a contagiarmela quella sua contentezza mista a inquietudine per ogni suo lavoro in uscita.
    Perché Paola non ha scritto solo Turbolenze in aria chiara, ma anche piccoli libri che produceva da sola e che erano, non solo a leggerli ma anche a guardarli, opere bellissime.
    Spero che mi arrivi presto il libro, ne ho acquistate due copie ma ancora non mi sono arrivate. Attendo.
    Grazie. E a risentirci col libro in mano.
    Cristina Delogu

    1. sono felicissima per questo contatto, anche perché offre a noi tutte/i la possibilità di avere possibilità ulteriori di sentire la sua voce in tutti i semi che ha lasciato in vita, e sono lei in noi. fernanda f.

  9. gentile cristina delogu , la conosco attraverso le parole di paola. sarei felice di incontrarla almeno con la voce, un giorno. Forse il libro creerà l’occasione.
    Nella bibliografia dell’opera ho nominato ogni pane, anche le preziose briciole: tutto quello che ho scoperto, comprese le meraviglie che lei ha citato.
    a presto dunque
    anna maria farabbi

  10. Stellezze é un libro speciale. E’ come se Anna avesse riportata tra noi Paola. Ha curato i suoi scritti con un tale amore, una così grande cura, da rendercela presente. I suoi appunti, i suoi brevi e lunghi scritti, le sue idee raccontate in amicizia, le sue poesie e quel suo saluto speciale “ritorno”,
    ( per come Anna l’ha raccolto dalla Madre di Paola), sono molto più di un libro, uscito dopo la morte .
    Stellezze è anche un bel libro da guardare, da toccare. La copertina é viva e calda, accogliente; vuole essere aperto. I disegni di Paola ci invitano alla lettura .
    Ti ringrazio ancora Anna per questo e per tanto altro: per le mail “a tre” con lei, per la nostra amicizia, per questo tuo insegnamento alla cura delle cose che si fanno, per il tuo vivere nella coerenza , dove il dire e il fare coincidono.
    Grazie anche all’editore, a Camelliti, che mostra, in questa edizione, una grande e rara sensibilità.
    Copio tra le molte poesie, in attesa che chi legge acquisti Stellezze, Ritorno.
    Vittoria R.

    ***

    RITORNO

    A quanto scrissi io non so andando poi a scoprire che così

    facendo m’infilavo una perla passata di mano in mano, che

    m’avrebbe onorata di appartenere ad una stirpe che s’era

    messa su a dichiarare il verbo della sua mente nel giardinetto

    in cui strisciavano vesti e piedi scalzi il popolo del mistico

    verde canterino, ma io non udì campane né trilli né ruscelli

    tutto era muto e aperto a non finire c’era anche una forma di

    desolazione e sopra l’arcobaleno quanto avevo pianto!

    E così lasciavo.

    Avevo un fagotto che ciondolava dal bastoncino ma il bello il

    bello il bello il bello me ne potevo andare senza dover partire.

    .

    Il paradiso é dove nessuno chiede chi sei e cosa fai.

    Si fa e fa altro insieme.

    Il paradiso é dove le domande sul tuo conto sono

    a forma di lamponi e fragole di bosco.

  11. Cara Anna Maria Farabbi,
    ci siamo conosciute tanti anni fa a una lettura tua e di Paola a Orvieto, e ho anche una foto di voi due dietro il tavolo delle letture. Ma certamente ci siamo conosciute ancora meglio attraverso Paola e anche attraverso le tue poesie che Paola mi ha sempre passato con amore e passione.
    Spero proprio che Stellezze possa creare una nuova occasione.
    Intanto, ancora grazie.
    Cristina

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