Rileggendo Tonino Guerra- f.ferraresso

Leggendo mi sembrava di vedere il futuro. Sì, avete capito bene, non il passato ma il futuro di tanti ragazzi che il progresso ha voluto piombare in carri verso la miseria, prima culturale e poi materiale, niente occupazione poca possibilità per i meno abbienti (quante sono le famiglie senza lavoro?) per fare accedere i figli ad un percorso di studi, ad un titolo, omologati come sono tutti nei centri di chiamata, nei lavori a tempo determinato,  a contratto che significa congiuntura e fame, nelle flessibilità che azzerano l’esperienza e la voglia di continuare. Un tempo c’era la speranza di un futuro, lo si voleva costruire, oggi ciò che si vuole è la guerra totale, la fame globalizzata, un potere sull’intera sfera. Manca la grazia, manca l’umanità, manca una parola che suoni intera su tutta la faccia della terra. Leggendo i buoi mi sono resa chiaramente conto di cosa sia significato il cambio, la soma restava la stessa, la stessa la pratica usata e la stessa la trafila, per la consueta macellazione.

[f.f.- 3 dicembre 2012]

Jian Chong Min

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Da  “I bu ” di Tonino Guerra, Maggioli editore- Rimini, 1993 ;  Rizzoli, 1972.

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I sacriféizi

Se mè ò studié
l’è stè par la mi ma,
ch’la fa una cròusa invéci de su nóm.

S’a cnòss tótt al zità
ch’u i è in chèva e’ mònd,
l’è stè par la mi ma, ch’la n’à viazè.

E ir a l’ò purtèda t’un cafè
a fè du pas, ch’la n’ vàid bèla piò lómm.
– Mitéiv disdài. Csa vléiv! Vléiv un bignè?

.

I sacrifici

Se ho potuto studiare
lo devo a mia madre
che firma con una croce.

Se conosco tutte le città
che stanno in capo al mondo
è stato per mia madre, che non ha mai viaggiato.

leri l’ho portata in un caffè
a far due passi
perché quasi non ci vede più niente
– Sedetevi, qua. Cosa volete? Un bignè?

*

I scarabócc

Quést l’è al murài
e quést l’è i scarabócc
ch’a féva da burdèl
se calzinàz,
da mén da ch’ò tachè
andè dri me braz
par fè una réiga lònga
e quèlch invrócc.

Quést l’è al murài
e quést l’è i scarabócc.

.
Gli scarabocchi

Questo è il muro
questi gli scarabocchi
che facevo col gesso da bambino
quando ho imparato
a seguire il braccio
per fare una riga lunga e qualche svolazzo.

Questo qua è il muro
questi gli scarabocchi.

*

I bu

Andè a di acsè mi bu ch’ i vaga véa,
che quèl chi à fat i à fat,
che adèss u s’èra préima se tratòur.

E’ pianz e’ cór ma tótt, ènca mu mè,
avdài ch’i à lavurè dal mièri d’an
e adès i à d’andè véa a tèsta basa
dri ma la córda lònga de mazèl.

.

I buoi

Andate a dire ai buoi che vadano via
che il loro lavoro non ci serve più
che oggi si fa prima ad arare col trattore.

E poi commoviamoci pure a pensare
alla fatica che hanno fatto per migliaia d’anni
mentre eccoli lì che se ne vanno a testa bassa
dietro la corda lunga del macello.

Riferimenti in rete:

http://www.toninoguerra.org/

http://www.montefeltro.net/pennabilli/guerrantologia.htm

http://www.montefeltro.net/pennabilli/guerra.htm

9 Comments

  1. Ne sono lieta. Guerra ormai ha un’età e una vitalità che sembrano andare in un senso diverso l’una dall’altra : ne seguirà ancora un’espansione di certo. Grazie.ferni

  2. Grazie Ferni…sono sempre più sorpreso delle nostre “affinità elettive”…ora scopro che anche tu Ami uno dei più grandi poeti del ‘900. Tonino Guerra è il nostro Pessoa…in ombra, Grandissimo il suo impasto di lirica, umanità, amore e ironia. Il dialetto poi gli dona quell’aura magica che solo il suono può dare alla poesia…

  3. è come se la lingua, il suono con cui si pro-nuncia ogni parola da te all’altro, determinasse l’affrancamento dal tempo ottenendo in cambio vita, cioè davvero la relazione con chi hai a fianco, anche se quel qualcuno non c’è più.Ciao Donato, grazie per le tue note.ferni

  4. Concordo pienamente con la tua introduzione, Fernanda. Bellissimi i testi che hai scelto. Quanto vera la voce di Guerra. Grazie per questo suggerimento di rilettura.

  5. Ciao Gaetano,che gioia trovarti almeno in queste stanzette, prima o poi però dobbiamo incontrarci davvero, magari con Simonetta e Anna Maria.
    Guerra ha una parola pulita, netta, nitida, si sente da dove nase e cosa porta.Oggi è così difficile sentire una voce così, diretta,che senti chiaro chi è anche dietro la porta. Ti abbraccio,ferni

  6. Tonino è tra i miei poeti preferiti. Immediato, lirico, essenziale. Ricco di nostalgia e di verità, senza autocompiacimenti. Grazie per questa lettura che ci hai offerto. Gabriella Bianchi

  7. autocompiacimento? anche lui ne ha qui e là, ma c’è da ricordare da dove veniva fuori, da quale terra e da quale “storia”. In ogni caso ha nella voce sempre nitidezza, per questo mi piace Guerra. Grazie Gabriella,ferni

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