‘Quel che tu vedi, scrivilo in un libro…’ Apocalisse, 1.11- Aldina De Stefano

kelly moore

.

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Da LA CULLA SOSPESA di Luisa Gastaldo

.

sai quell’inerzia?…

quello che fai perché lo devi fare

l’agenda l’orologio il calendario

truccarti cucinare

fare telefonate di lavoro

gesti di convenzione e cortesia

e quando azzeri tutto

cosa resta?

.

kelly moore

la radio trasmette un’operina

risuona senza fare compagnia

acciughe peperoni gorgonzola

vino rosso

eppure la cena non ha gusto

forse è la merce dell’ipermercato

forse la solitudine del pasto

.

kelly moore

è ora di finirla

con questa devozione

come cane e padrone

assecondo veloce

ogni tono di voce

come gatto di casa

le sue piccole prede

depone sul tappeto

le mie righe ti lascio

sopra la scrivania

kelly moore

**

Sono le 6,30 del 3 gennaio 2012. Non più notte. Non ancora alba. Piove. Fitto fitto. Piove come una volta, quand’ero piccola. E come una volta mi lascio sorprendere dal suono della pioggia. Ogni goccia che cade sull’erba, sulla pozzanghera, sulla strada asfaltata, ha un suono diverso. Ovattato, sferzante, delicato, insistente. Insieme, diventano musica. ‘Musica per le mie orecchie’, stanche di rumori. Questa pioggia è vivifica, salvifica, catartica. Attesa. Come le parole di Luisa Gastaldo. Ho scelto queste poesie, tra le circa sessantuno, perché le sento in sintonia con il ritmo della pioggia. Esigono, entrambe, attenzione, ascolto, silenzio. Partecipazione condivisa. E tempo. Un tempo quieto, sensibile. E allora ogni sua poesia, a volte imperfetta…qualche verso, è vero, a volte s’inciampa. Accade ai bimbi d’inciampare, quando muovono da soli i primi passi, emancipati ormai dalla culla! Ma le cadute sono… portali di scoperte! Ogni sua poesia, scritta per sé, diventa mia, nostra. Ci guarda. Ci riguarda. Con ironia e autoironia affronta la realtà, la vede, la descrive. La svela e rivela, senza censure o manipolazioni letterarie. Pulita, onesta, coerente, libera. Quando una parola diventa poesia? Credo accada quando trascende e trasfigura il dolore. Quando nomina le cose come fosse la prima volta.

Ora è giorno. Il prato qui accanto sembra incantato. Mi ci metterò in mezzo. Lo percorrerò camminando piano piano. So che lì dentro, ora che non piove, riprenderà più accelerato il pulsare della vita. Troverò vita, e morte, e rinnovamento. Troverò assenze e presenze. Grida e fruscii. Attese e abbandoni. Cadute e voli. Dolore e tranquillità. Troverò ciò che è accaduto, che accade, e che accadrà, nell’incessante voglia di rinascita che ha sempre la Natura ed ogni essere vivente.

Mi sembrerà di stare in mezzo alla poesia di Luisa Gastaldo.

Aldina De Stefano

LA CULLA SOSPESA, edito dalla KappaVu Poesia, Udine, marzo 2011. La cura grafica è di Paola d’Elia. 97 pagine. La misura? 11.5 per 17 cm. Il peso 127 grammi. Tredici euro. Postfazione di Marina Giovannelli. Lieve la bibliografia delle immagini. Riconosco i simboli della Dea Madre.

L’autrice :

LUISA GASTALDO, vive a Buia (Udine), paesino collinare, panoramico, e ancora bello, nonostante il terremoto in Friuli del 1976. Qui, dopo molti traslochi e diverse attività lavorative, ha messo le radici, e le ali. Ha ripreso l’università, non giovanissima, e si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali. Cura con passione un orto didattico. Ogni anno nella sua casa, ristrutturata anche da lei, organizza Orto-grafie. Poetiche tra le aromatiche, frequentato sì da intellettuali, ma rallegrato da bimbi e bimbe, e gente comune! Fa parte della Rete di Orti di Pace e del Gruppo Anna Achmàtova di Udine.

10 Comments

  1. Orto-grafie grafie dell’orto o oro che sta in bocca o nel piatto
    e mi viene da dire il mattino ha l’oro in bocca come queste passeggiate apparentemente facili cui porta questa parola
    la parola può essere culla nel momento in cui “nomina le cose”?
    e sospesa quell’aggettivo mi porta al gesto della madre di vegliare accudire, radicare per poi far volare
    orto-grafia è il gesto del distacco dal seme-parola

    grazie per questa proposta
    elina

  2. la radio trasmette un’operina
    risuona senza fare compagnia
    acciughe peperoni gorgonzola
    vino rosso
    eppure la cena non ha gusto…

    dopo giorni in cui il giorno lo vedi nascere e poi sparire e dopo anni in cui quei giorni si ripetono come fosse sempre la prima volta che tutto si rimette nelle ossa e nella fossa dopo tante amenità e tante fesserie dopo menzogne cuciteci addosso e che abbiamo accetato di es-perire …dopo ancora nascite e morti in un continuo dì-venire queste parole sembrano davvero, come scrive Aldina, gocce d’acqua,perline che corrono come vetri pieni di riflessi e non importa che qualcuna sia rotta o sbeccata, c’è comunque l’arco, di una vita, in una sola giornata. Grazie ad entrambi e spero di avervi ancora con noi.
    ferni

  3. La pioggia, che cade sempre meno spesso, e poi ammazza dove tracima l’acqua oltre gli argini e i ponti e la parola, spesso meschina, di chi non governa e si appropria della vita della gente, che non sa e non si difende da chi non riconosce, o non vuole vedere come nemico. Qui i nemici sono passati in rassegna: dalla radio alla moda, ai modi di essere e di fare,di ascoltare se stessi e gli altri, fin dalla culla,sospesa dalle interazioni famigliari, con più madri e più padri che finiscono con l’essere nessuno, che ti accompagni lungo l’iniziato percorso.Iniziato e già indiziato, dentro un mondo cavatoci dagli occhi, dal cuore, dalla parola insieme, che non suona più che non ci ride più come un bene. Grazie

  4. Come Aldina “sento” profondamente questo libro e leggo, rileggo d’un fiato, le poesie di Luisa. Rinnova in me infiniti ricordi personali, dolori, disagi, dubbi profondi, piaceri. Lo fa in modo leggero, sensibilissimo. Questo é il tipo di poesia che più amo, così semplice da capire, così diretta e bella. Mi ha incantato il titolo: questa “culla sospesa”, a immaginare tanto di una attesa, di un arrivo, di una mancanza…E le sue parole:

    ogni nuovo trasloco
    nuova stanza da letto
    accanto al mio cuscino
    oscilla nei nastri
    la culla sospesa

    °°

    Ricordo di avere visto, in Trentino, fuori da una casa di montagna, quasi sul tetto, davvero sospesa, una culla bianca ricoperta di pizzi e nastri. Mi dissero di un bambino che doveva nascere o era nato, non ricordo. Il bel libro di Luisa, con quel titolo misterioso, le immagini della Gimbutas così familiari e care, l’ho ricevuto come un regalo importante.

    davanti a noi giorni dorati
    tua culla il mio zaino
    viaggiatrici senza bagaglio
    nostre tutte le strade
    bambina della notte
    serene ciglia chiuse
    mia costellazione

    L’ho vissuto questo stato di solitudine necessaria e sufficiente con il proprio piccolo.
    Andare via da soli, lasciare il troppo doloroso, il troppo complicato..Sensazione di libertà, di onnipotenza, di forza ritrovata.

    E leggo ancora:

    il male abita il corpo
    cerca dove annidarsi
    tende trappole
    gioca a gatto e topo

    °°

    di lei conosco l’amore
    materno esercizio costante
    quel tanto che tolga il respiro
    ma lasci la vita stagnante
    figlia pur viva sebbene
    impiccata impigliata
    nel rosso cordone
    °°°
    Davvero grazie a Luisa, ad Aldina, a Fernanda… Vittoria

  5. Carissima Aldina, grazie di avere segnalato, ossia “donato”, questo amoroso testo di Luisa (che ho anche ricevuto per via “cartacea”, e che leggerò presto). E grazie, Luisa cara, di averlo scritto.
    Ringrazio, naturalmente, anche le preziose amiche Fernanda e Vittoria. Insomma, GRAZIE! Un grande augurio per un bel 2012 a voi tutte.

    1. Cara Mariella noi speriamo, ed io per prima, di averti tra noi con tuoi scritti, allora sarebbe certamente come aprire ancora di più la soglia di queste pagine di scrittura, che cercano la strada per arrivare lontano, il più possibile tra la gente, la gente comune, con problemi spesso gravi e troppa tristezza, dove ormai non dimora quasi più la gratuità della bellezza. Auguri anche a te, un abbraccio,ferni

  6. Carissime,
    vi scrivo da un orto oggi pieno di sole… Accostarmi alla poesia è stato un atto generativo, la scoperta e la pratica di un modo di stare al mondo accogliendo finalmente la vita e gli altri, le altre: perché l’emozione più bella è stata scoprire rispondenze, echi, consonanze. La poesia ricerca l’essenziale e dice il necessario con poco. Per me è un viaggio dall’io al tu al noi che mi/ci sostiene nella fatica, nell’incertezza, nella solitudine dell’andare. Grazie e un abbraccio a voi tutte. Luisa G.

  7. Davvero, sì, un abbraccio a tutte. Cara Mariella, tra i tuoi tanti bellissimi scritti, mi ritorna insistente il tuo libretto prezioso, “I Balestrucci”, che dà il segno della tua particolare sensibilità e bravura.Sarebbe bello rileggerlo insieme. Il mio incontro con te é stato importante anche da un punto di vista umano; di questi tempi, è fondamentale avere qualche scambio vero. In Cartesensibili mi sento bene, a casa, e quindi grazie ancora a tutte.

  8. è una gran gioia sentire e vedere queste stanze abitate, con persone che vengono lasciando di sè qualcosa di sonoro, che le stanze raccolgono condividendole con tutti gli altri che ancora verranno. Grazie a voi e a te VIttoria un abbraccio e un ringraziamento particolare. ferni

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