ASPETTANDO UN NATALE CHE RITARDA- Anna Lombardo

LO STUPORE DELL’ATTESA

Vengo dal paese dell’attesa

vagito più lungo del respiro

vetrine stellate e candeline accese

vite targate a numero zero.

Vivo nel paese dell’attesa

volte, passaggi caudini, legulei occhi,

vischio, sfrattati, fornaci, noci, natale,

sogni schiacciati da pneumatici serali.

Vago nel paese dell’attesa

con comete, pioggia e pantana

a ricongiungere terra a cielo.

Veglio questo paese e sfuma il

verso sull’orizzonte mielato del tempo e ho

sempre addosso lo stupore dell’attesa.

(testo inedito)

Montse Valdes

Arrivasti giusto per Natale

con l’eccitazione della prima volta: Voglio

far bene, sai, mi sposo l’anno prossimo in aprile.

Avevi la bicicletta nuova – di un rosso, lo ricordo,

da fornace vera – risparmi forzati di tua madre.

Venisti con fiducia in quell’ambiente

che a me pareva sempre inferno e tu ci

rilucevi il tuo avvenire. Andavi e venivi

pronta a qualche ora di straordinario

e di straordinario, o cara, c’era

solo che eravamo tutti ben sfottuti.

La luna la vedevamo quasi mai

e il sole ci bruciava le narici;

tu dimagristi così improvvisamente

che un giorno ti coprimmo in una bara.

Fu quel lavoro maledetto

quell’abbracciare la produzione

e noi giovani vecchi

ti guardavamo increduli lottare.

Lì nell’erba fredda quei colori

non sanno di vegliare la tua stella

che prima di quel sognato aprile

ebbe il bacio tuo di terra.

La bici la riportammo quella sera.

Tua madre la ripose nella tua stanzetta

e più non smise di aspettare alla finestra.

Tuo padre rimase spento a fumare

seduto abbandonato all’onta della sera

e tutte le stelle attorno che stavano a mirare.

.

da ‘Quel qualcosa che manca’, ed.  Le Voci della Luna 2009

.

ANNA LOMBARDO

8 Comments

  1. Lo stupore dell’attesa è una veste che ci appartiene ,non la possiamo lasciare come cosa qualsiasi e quando la vita riserva amare sorprese, chi è vincitore, chi è vinto all’onta della sera ? Sono tutte le stelle intorno che stavano a rimirare :una immagine di bellezza anche nel dolore e nel sacrificio di una vita.Poesie sentite che guardano in faccia la realtà e non fanno sconti al sogno del Natale.
    Grazie Anna

    Fabia

  2. Cara Elina, Cara Fabia e a voi tutte
    grazie di cuore. Questo raccontarsi e raccontarci, penso, ci rende più vicine e ci rafforza per il nuovo anno (bisestile – ahinoi!!) che verrà. Con sempre più poesia,
    anna

  3. quando ho letto questa poesia ,è stato come esentire una melodia ,la profonda malinconia comune , ma ho sentito anche che basta poco ,anche un tramonto o un gioco di bambino ,il suo sorriso, e la speranza allevia l’attesa ,magari di un’eterna rinascita

  4. Due poesie strazianti nella loro lucida capacità di cogliere la deprivazione dell’umano. La prima, un elenco di oggetti e di cose senz’anima, il ciarpame che sommerge le coscienze soffocando ogni autentica capacità di relazione, una enumerazione in cui ogni elemento, affiancato ad un altro, perde ogni significato e ragion d’essere: vedo in questi versi l’eclissi dell’umanità…eppure ci portiamo addosso lo stupore dell’attesa e questa attesa ci traghetterà verso nuove possibiltà?
    La seconda con tutto quel rosso squillante natalizio sembra la promessa di un futuro che poi viene tragicamente disatteso ed ogni sogno e progetto bruscamente interrotti ricadono sui due genitori orbati della loro figlia, del loro futuro…resta solo quella bicicletta d’un rosso squillante nella cameretta deserta…bellissima l’immagine “tuo padre rimase spento a fumare”…quanto dolore in quel lavoro che uccide…le tue parole commuovono nel senso che mettono in movimento la nostra consapevolezza…grazie Anna!!!!

  5. Vi ringrazio con molto affetto e penso che finchè si leggono poesie possiamo essere certe che la vita scorre e lascia solchi anche profondi.

    Ne approfitto per ricordarmi che l’acqua non lava soltanto ma nutre e ci sostiene. Sosteniamo l’acqua: bene comune.
    Ancora grazie,
    anna

  6. Bere e avere ancora sete, non saziarsi mai di qell’acqua che è prodigio. Ultimamente sorgenti, fonti e reti di scorrimento, attraverso la distribuzione, stanno inquinando con l’utilizzo di solventi e soluti chimici di ogni genere.Causati da altri inquinamenti, alla cui origine personalmente pongo la deficitaria capacità di chi crede di avere un qualsiasi potere su un bene comune che è il pianeta e tutto ciò che lo abita e lo rende VIVENTE, non una mera materialità da cui scavare, produrre e vendere. VIVERE DI UN VIVENTE: questo noi facciamo, mentre anche noi ne siamo corpo. Ringrazio Anna per questi testi che portano a molte riflessioni, fernanda

  7. io ringrazio umilmente tutte e tutti voi per l’accoglienza. Grazie e spero di potervi incontrare a ‘viso scoperto’, visto che noi da questa parte del globo ancora possiamo permettercelo.
    un grande abbraccio
    anna

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