ASPETTANDO UN NATALE CHE RITARDA- Iole Toini

Lorenz G.

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C’è la soffitta – si comincia dall’alto – con legni a vista;

c’è una volta fatta di pietre , piccole, grezze,

staccate dalla montagna prima di lei; c’è il muro

a mostrare dove finisce l’ombra del larice; c’è

la curva dentro la strada, due sedie sul prato,

una finestra aperta alla neve – perché d’inverno si fanno case;

ci sono la pioggia, un tavolo, un pane spaccato a metà.

Sicuro, ci sono due voci che stanno distese, vicine.

Tutto lì.

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IOLE TOINI

5 Comments

  1. Bella davvero, hai creato con poche sapienti pennellate un’atmosfera, un luogo dove si potrebbe vivere veramente, nella serenità e nella vicinanza di “due voci”. i tuoi versi lievi (solo apparentemente “facili”) e musicali irradiano quella pace nella condivisione che tutti cerchiamo, credo, e ben di rado troviamo, se mai la troviamo. Un grande dono,questa tua poesia. Grazie, Iole

  2. grazie a tutti.

    in realtà questo testo è nato nel desiderio di tracciare uno stato d’animo che cerca la vicinanza, nonostante.

    poi il Natale è altro. tutti i giorni.

    Liliana, in realtà questo natale è mio, certo. e non lo è.

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