ASPETTANDO UN NATALE CHE RITARDA- Annamaria Ferramosca

Gianmaria Testa – Comete

.

nascita che ritarda, ancora

grido che non raggiunge

eppure ogni istante si rompono le acque

ovunque il diluvio

(le colombe hanno ali atterrite

le foglie di olivo marcite)

nascita che ritarda, ancora

ibrido che stenta a farsi mosaico

un’ultima perfezione  intatta nella foresta

(uomini rossi fanno segno alla civiltà

di non passare, all’occidente di non diffondere

il suo senso del tramonto

senza rinnovo di alba)

ibrido sarà il profilo di chi si guarda accanto

si curva “dall’altra parte” del pianeta

ibrida è tutta la materia terrestre

stanca di attendere l’urlo del risveglio

(gli agnelli hanno occhi diffidenti

e paura delle madri clonate e del barbaglio

di micidiali fuochi intelligenti)

siamo arrivati alla grotta, ciechi

senza nessun pastore, nessun dio

dei rimproveri, degli aggiustamenti

a chi portare in dono il nostro cesto

effimero di voci, di monete

imbrattate di petrolio-sangue

eppure è a pochi passi l’albero della vita

che ha frutti di parole dense

e  rami lungo i continenti

e radici negli snodi del cuore

nascita che ritarda, ancora

eppure ancora una cometa guida

la testa curva sulla coda

ostinata di luce disegna un cerchio

via dell’abbraccio

avvento

 .

ANNAMARIA FERRAMOSCA

15 Comments

  1. Quale gioia leggere qui i Suoi versi! Purtroppo (per me) non ci conosciamo di persona, ma ammiro e leggo la Sua poesia; anche se questa (e giustamente) non è una palestra di narcisismi poetici o pseudo poetici, non ho saputo resistere alla tentazione di inviarLe un saluto e i miei complimenti; “mi trovo in quella barca, sono / albanese, pure / messapicagrecaegizialibica” potrebbero infatti essere altri Suoi versi a commento di questo Natale che ritarda.

  2. siamo in densa sintonia, Antonio. grazie per aver letto altro dai miei libri. ho lasciato un pensiero sul suo testo che rivela tangenti con questa mia rinascita. sono i ponti che la poesia sa costruire. attraverso canali inconsci, i più veri.

  3. Ferni ha uno sguardo planetario, che coglie ogni vibrazione dalle parole. l’accostamento del video La cometa, con quelle immagini-ferite e quella voce che le attraversa e le incide in petto, sono un sorprendente dono che illumina ancor più di vero i miei barlumi di intuizione. come dirti grazie.

  4. Avevo visto quel video un po’ di tempo fa e mi era piaciuto molto il testo della canzone ma non sapevo a dire il vero come utilizzarlo. C’è d’altra parte in me, da tempo, una consapevolezza e cioè che le cose vengono da te con un ordine che non è quello che noi pensiamo e organizziamo. Infatti quando Annamaria mi ha inviato il suo testo, quella memoria mi si è spalancata dentro la testa e ho capito, ho capito chiaramente quel taglio del video, in cui entrano altri suoni, le ridondanze delle eco, le interferenze delle voci, suoni intrecciati,con-fusi da altri luoghi e memorie, e poi quella luna che cadeva per terra, frantumandosi rimaneva intatta ed era meravigliosamente in sintonia con lo scritto presentato.Grazie Annamaria,un testo bellissimo, fin dall’inizio dove si rompono le acque del nascere.ferni

  5. un testo molto bello fin dall’inizio e nella chiusura della cometa guida : luce disegna un cerchio.via dell’abbraccio.avvento .
    grazie.

  6. Grazie Annamaria per questo testo pieno di speranza nonostante tutto.

    Auguri cari e affettuosi a te e Ferni!

    Rosaria

  7. “le cose vengono da te con un ordine che non è quello che pensiamo e organizziamo”. sì, proprio questo accade, per coincidenze ineffabili.
    è forse il disegno che ha suggerito a Ferni questa iniziativa, un cerchio che qui ci abbraccia tutti. così vi sento accanto, Fabia, Elina, Rosaria, e anche le amiche /amici che non leggo ma sento in trasparenza. buon cammino.

  8. Questo ritardo dagli immemorabili tempi ancora ritarda…Nella poesia si avverte il dubbio e la speranza nostra immensa forza. Versi densi di contrasti e luci che danno emozioni. Apprezzo il suo fare poesia…
    Auguri di bene.

  9. Testo poetico magistrale, dettato da una fine sensibilità rivolta al mondo odierno (pubblico e privato), alle sue ferite che costituiscono una sorta di controstoria dei soprusi e delle lacrime. La capacità eidetica della poetessa smonta il modello ottimistico e clichè del Natale mediatico e consumista, ne scopre al forza segreta: La nascita del Bambinello al freddo e al gelo. Ancora oggi, e nei nostri cuori che rabbrividiscono, siamo raggelati dal comodo e dall’abitudine che ci blocca in senso spirituale. Troppo spesso dimentichiamo la condivisione assoluta dei valori che la poesia ci Annamaria ci pone davanti, mediando attraverso quella forma alta e pura che la contraddistingue, al di là di ogni retorica di stile. Marzia Alunni

  10. purtroppo -sto partendo e rischio di perdere il treno- non posso soffermarmi come vorrei e leggere le vostre testimonianze e i vostri testi inviati. solo vi ringrazio immensamente dell’essermi state accanto. vi voglio bene.
    annamaria

  11. “nascita che ritarda, ancora
    grido che non raggiunge
    eppure ogni istante si rompono le acque”

    La ricerca di un senso nell’ordine del verso, in cui ogni traccia diventa parte di un disegno, ogni esistenza tassello di un affresco. Quella visione d’insieme che apre a uno sguardo attento a questo, a tutti, i Natali che ritardano.
    Un abbraccio anche a Ferni, instancabile e puntuale anche quest’anno (leggerò tutti i contributi con calma sotto l’albero)
    abele

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