ASPETTANDO UN NATALE CHE RITARDA- Cettina Lascia Cirinnà

.

E continuano a violare.
Era d’estate
e in pausa pranzo
eri lì seduto
con gli amici di sempre
e si parlava di solitudine
e delle mode del momento
ti piacevano le mie pashmine
e gli accessori di bigiotteria
eri un creativo
e disegnavi sui tessuti
minuzie
con abilità straordinaria
accettavo la tua diversità
quella sensibilità speciale
mi faceva tenerezza
quell’espressione di dolcezza
nei tuoi occhi sognanti
tra la gente
un giorno
mi precedevi avevi fretta
eri lì  alla cassa
impaziente
collanine colorate
ti agghindavano
tristemente
Era d’estate
eri abbronzato: dove sei stato?
in Thailandia
è stato bellissimo
hai aggiunto.
Mi è sembrato di cogliere un guizzo negli occhi.
No non fermare il sorriso di un bambino
non servono collanine colorate
per carpire la fiducia
il suo mondo conosce la violenza
come sopravvivenza

tu vieni da qui, dal nostro mondo,

non rubare un attimo di felicità
non ti appartiene.
Ogni tanto mi sembra di vedere quello strano guizzo negli occhi
una piccola cometa,
vicino mi immagino
un bambino dagli occhi neri, grandi e profondi
che tiene in mano una collanina colorata
e spero  lo spero sempre
che non sia  la sua vita ad essere violata.
.

CETTINA LASCIA CIRINNA’

6 Comments

  1. è un testo che ricorda le tante vicende che appesantiscono il già pesante reso-conto che abbiamo sulle spalle, un’umanità senza rispetto, folgorata da passioni squallide che si prendono per poco prezzo. Le bambine di Kinshasa che si vendono per un dollaro, è apparso come articolo di Monica Ricci Sargentini e si chiede quale dignità possa mostrare chi viola queste creature. Le loro storie sono di una drammaticità inaudita.E sono storie che si ritrovano anche in altre latitudini, squallore di persone che si pensano ineccepibili.Queste dell’articolo cui mi riferisco hanno 14 anni,bambine, mai state a scuola e da quando le madri le abbandonano,per impossibilità di mantenerle, vendono il corpo. E a 16 anni affrontano una gravidanza, dopo che sono state costrette a prostituirsi per abbandono dei genitori divorziati, per troppe volte violentate dalle bande di ragazzi che pretendono di avere il controllo dei quartieri più derelitti. Kinshasa: capitale della Repubblica Democratica del Congo, con circa 14.000 bambini costretti a vivere per strada, dove si guadagnano da vivere con ogni mezzo. Il 26% è formato da ragazzine che si vendono per un dollaro o due, un po’ di più se gli uomini non usano il preservativo. A Tshangu, uno dei quartieri più degradati della città, il 79% delle prostitute ha meno di 18 anni, il 6% è sotto i 12. Sono ragazzine per lo più analfabete, la maggior parte è stata stuprata da soldati o da poliziotti, è rimasta incinta ed ha abortito illegalmente. E’ questa la nostra civiltà? Questo il natale? Quale è la chiesa?
    Grazie Cettina per aver guardato anche in questo nero, un lato oscur(at)o del natale.

  2. e qui da noi non è certo meglio vista l’istigazione alla prostituzione derivata dall’idea che il bunga bunga sia più efficace di ogni lavoro e visto che il lavoro l’hanno sterminato.

  3. vero: la poesia è anche denuncia ed impegno civile e in questa tua l’ una e l’ altro espongono uno dei tanti aspetti deteriori di una civiltà biecamente malata. malata dentro. Il tono in apparenza “quieto”, nella scorrevolezza dei versi brevi, non fa altro che sottolineare ancor più l’ infamia.
    Alcuni anni fa ho visto a notte fonda (li trasmettono sempre a notte fonda) un programma di denuncia sulla prostituzione infantile in Brasile, nelle grandi mete turistiche e ne emergeva un quadro non dissimile da quello sopra descritto da Ferni. Lo sfruttamento della povertà e della debolezza infantili assurti a modus vivendi, uno “stato” che le creature vivono come inevitabile e che nessuno (a parte, nel programma che ho visto, qualche anima di buona volontà e qualche missionario). E il resto del mondo… tace.
    Grazie, dmk

  4. …il resto del mondo tace, Daniela perchè è coinvolto in modo impensabile…
    oserei dire che bisogna denunciare per eliminare l’omertà sul fenomeno del turismo sessuale…sensibilizzare le “Agenzie di viaggio” dell’Occidente
    benestante e lussurioso a rinunciare a questi facili guadagni facendo leva sulla povertà e sottomissione di esseri umani sfortunati.
    Grazie Cettina

  5. cara Cettina, si tace di tutto ciò, si tace a ogni lvello sociale.
    potrei ripetere tutto il commenti di Ferni che condivido in pieno.
    la tua poesia mi ha fatto trasalire, ho visto cose che… non è meglio tacere, sarebbero da urlare.
    i tuoi versi lo fanno.
    cri

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