ASPETTANDO UN NATALE CHE RITARDA- Alberto Barina

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NORD-EST (Dopo il 31 Dicembre 2010)

Il traliccio
spezza
uno specchio d’acqua livido,
quanto questo cielo.

Puro
è il degrado dell’amore.

L’inverno scorre su rotaie
che misurano la sera
il talento delle donne di strada,
o l’emissione di anidride carbonica
dei senza tetto,
dei senza contratto.

E intanto un altro soldato muore.

Cattedrali industriali
assordate dalla pioggia,
come uteri in affitto
rimaste
ischeletrite dalla speculazione…

…La conta dei danni,
dei ricavi,
di chi non torna.

E intanto un altro soldato muore.

ALBERTO BARINA

5 Comments

  1. Il dolore e l’aridità di un nord-est che non è solo una latitudine, ma una condizione dell’essere, o meglio del non-essere…un percorso doloroso attraverso una waste land in cui l’abuso si compie sul paesaggio come sul corpo umano. Grazie Alberto.

  2. Molto bella davvero questa poesia, Alberto. Perfettamente centrata, scarna, quasi scheletrica, un ritmo essenziale e spezzato che denuda e accusa il vuoto terrificante, il delirio del nordest che vediamo ogni giorno, ogni giorno sempre più ossessionato nella sua corsa idiota e cieca ad un benessere che massacra tutto, terra, valori, uomini. Versi come questi sono oggi più che mai necessari, non mi stanco di ripeterlo, la poesia deve dire anche questo, soprattutto questo, con tutta la forza che può e, in questi versi, ci sono forza, rigore e determinazione. Ti sento molto vicino. Grazie

  3. Puro
    è il degrado dell’amore

    Penso che ci sia tutto e non siano rimaste fuori che le conseguenze, perchè sì, c’è ancora altro purtroppo, eppure quel passaggio, quello che ho riportato in alto, mi ha fatto venire in mente un periodo in cui il degrado era davvero alto, c’era miseria, ignoranza,analfabetismo, eppure c’era anche qualcosa che non rendeva spregevoli le persone come accade sempre più spesso oggi, e non si tratta di poveri, ma di miserabili di un altro livello, “fuoriserie” che si credono di alto livello e usano il cervello per produrre quelle che definisco come nefande bassezze, ma sono spesso scelte che portano sfacelo e morte. Zampanò, anche se vile, è un mansueto. Qui invece on esistono mansueti. Grazie, ferni

  4. Grazie a voi tutti… I primi abbozzi di questo testo sono nati in autobus tra Marghera e Venezia in uno dei primi giorni di gennaio 2011, con il pensiero a Matteo Miotto il soldato ucciso in Afghanistan… Il resto è venuto a ruota. Grazie davvero per l’accoglienza sensibile! Alberto Barina

  5. quadro del degrado “morale” di un’ epoca che divora i suoi figli: in un modo o nell’ altro, li divora. testo che incide e graffia fin sotto la pelle.
    Grazie, dmk

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