ASPETTANDO UN NATALE CHE RITARDA – Cristina Bove

angel bev hodson

Natale è una parola impronunciabile.

Oggi mi sento quasi disperata
i quarti d’ora di consolazione hanno perduto
e
non ho più voglia di pensare
__troppe cose da niente__
divino o tutto umano il senso
restituisce con azioni sconce
attraversando secoli d’amaro esistere
i baratti tra uomini e l’eterno
una promessa mantenuta mai

il caso o la necessità
dubitativa locuzione, siamo presi d’assalto
dalla vita
ci troviamo perdenti
davanti a un simulacro antico
se mai sarà avvenuto quanto dicono
e l’uomo ebbe un giaciglio nella paglia
e croce poi

basta guardarsi in giro, oggi
mangiatoie dappertutto
e non di quelle riscaldate a fiato
forse piuttosto truogoli
per musi duri all’abbuffata
e vengono pastori ciechi
che sentono belati e non salvano più
quelle che sui dirupi
perdono lana e sangue.

È solo e nudo
chi nasce nelle strade
chi s’aggira furtivo alle vetrine
guarda
e sgomento torna nella stalla
salvandosi dai corvi
neri
che l’hanno becchettato fino a morte.
CRISTINA BOVE

5 Comments

  1. Testo d’ una drammaticità devastante che l’ immagine rende in pieno.
    La tradizionale atmosfera o meglio “anima” del Natale viene a sbattere con crudezza realistica contro l’ altra faccia della medaglia. dmk
    PS. minima considerazione personale: l’ universo mondo é responsabile di questa disfatta. Quelli che l’ hanno direttamente causata. Quelli che l’ hanno ignorata nel suo farsi, quelli che hanno capito, ma hanno taciuto.

  2. Davvero forte, lacerante, verissima questa poesia, Cristina. MI è piaciuta molto, mi piace il coraggio di trasferire nei versi un disgusto amaro e tagliente verso questa realtà così vuota, svuotata di qualunque senso. La tua poesia lascia un senso di vertigine, di mancanza di appigli, punti di riferimento, scava e denuda e mostra la nudità nostra. Triste e disperante, ma terribilmente vera ed ho sempre pensato che il compito primo della poesia sia mostrare le cose come sono. E questi tuoi versi, che condivido pienamente, mettono il dito nella piaga/piaghe che ci circondano e ci portiamo dentro, oltre le “vetrine” e l'”abbuffata”…

  3. appprofitto di un attimo di stabilità della connessione di fortuna, per ringraziare Ferni e i benevoli commentatori.
    mi scuso della latitanza, non volontaria.
    un caro saluto a tutti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.