Nella cas(s)etta della posta. Scambio di posta tra Iole Toini e Fernirosso N.15

james jean

Breviario   uno spacco nel ceppo
lo sguardo accecante  sul volto
prima del canto che ti fa presente

il buio
compie un secco tragitto
e il suo arrivo
sospende alla gola
un groppo. Prima del fiume
il tuo stare – mai vista –
prima luce che piomba
sul nodo uno scroscio
e il  battito sul ramo più alto
e scuote e rompe

e poi

di taglio entri

entri

**

se tu non avessi sentito
la mia voce dentro un foglio
la carta  non avessi toccato e del mio nero
come inchiostro sparso
non ti fossi sporcata
se non avessi punto la mia mano con la spina del tuo occhio
mentre lontano ti portava dentro la neve nel raggio che la scioglie
e se, come solo il caso sa fare, non si fosse annodato il nostro fiato
da una capo all’altro della nostra vita
certo avremmo scavato sulla roccia insieme così a lungo
che acqua sgorgherebbe palmo a palmo

fino alla sete

mia e tua.

**

Oggi
è una mattina strana
ciondola a mezz’aria qualcosa
forse nostalgia anche se non c’è storia o figura
forma nel cavo del respiro un filo che si annoda alla gola
e fatico ad aggrapparmi a me stessa
quella piccola barca in transito distante
sempre troppo distante perchè io possa salirci. Così la lascio
un giorno qua un giorno là
fino a che fa ritorno e battendo legno contro legno
scardina la porta. Non ho cuore di lasciarla fuori
in fondo mi ha salvato
quando di me    spesso
non avevo più nemmeno un segno.

f.f.

11 Comments

  1. Tra tutte mi è piaciuta l’ultima dove,credo, il tema è lo stesso delle altre, vita, poesia,parola,infinitezza,…ma c’è una resa di particolare efficacia, pur con la semplicità della parola poetica.
    anghelica

  2. “se tu non avessi sentito
    la mia voce dentro un foglio
    la carta non avessi toccato e del mio nero
    come inchiostro sparso
    non ti fossi sporcata”
    oltre la parola fino all’incontro che urge
    bellissimo scambio

  3. Molto ispirato scambio poetico: bellissimo sempre il vibrare della lingua italiana e questo generare immagini che risalgono dal profondo e verso il profondo ritornano.

  4. le tue lettere, Iole, sono sempre letture a doppio filo di lama, e io ogni volta ne resto imbrigliata, come acqua che cade del monte, liberata dalla sorgente. f

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