ASPETTANDO UN NATALE CHE RITARDA

il materiale relativo a questa iniziativa è stato trasferito nel blog  l’analfabeta il cui link è il seguente:   https://analfabetiere.wordpress.com
Il sito  nasce dalla polpa di cartesensibili per farsi luogo di raccolta di tutti i linguaggi che la poesia e l’arte hanno proposto da queste pagine e vorremmo diventassero stanze di ascolto per la costruzione di una lingua che accomuna, non che semplicemente si pronuncia per abitudine o scuola.

 

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25 pensieri su “ASPETTANDO UN NATALE CHE RITARDA

  1. Se lo ritenete opportuno posso postare sul mio blog le proposte, oppure inviare testi, ma non sono una traduttrice valente! Leggerò in ogni caso con molto interesse gli sviluppi dell’iniziativa. Complimenti!

  2. Domani parte per la tipografia un mio piccolo lavoro sul Natale che donerò agli amici (Fernanda, sei nell’elenco!) Sono 7 poesie. Felice di condividerle con tutti, ve le invio senz’altro.
    Cari saluti a tutti
    Fiammetta

  3. Pingback: ASPETTANDO UN NATALE CHE RITARDA « Neobar

  4. l’iniziativa dell’anno scorso è stata tra le cose più belle del mio Natale (passato a letto con la febbre). Quest’anno mi aspetto ancora di più, tanti bei doni…
    grazie di esserci
    abele

  5. Pingback: Aspettando un Natale che ritarda | daniela manzini kuschnig' s weblog

  6. SAI COME E CHIARA LA NOTTE

    Sai, come è chiara la notte
    quando passano gli angeli
    seguendo il suono d’un flauto
    che il vento fa vibrare
    sulle creste lievi di bruma
    assetate di sole.

    Sai, quante stelle spunteranno,
    in cielo, al suono di cornamuse.
    E quanti greggi passeranno
    sul filo bianco del sentiero
    che porta a Betlemme,
    nel silenzio d’una piccola dimora.

    Un bambino è nato, al caldo
    fiato degli armenti. Il colore
    delle sue pupille è del fiordaliso.
    Chi è? Dov’è? Un mormorio sottile
    come trina è la notte, svelando
    al fior di loto, al mirto, all’anemone
    rosa, fra le cortecce degli ulivi,
    l’evento che ci colma di stupore.

    Sai che gran fiotto di luce,
    come un sospiro d’inverno,
    quando i campanili suoneranno
    a festa per raccontare
    alle colline, dove la polvere
    danza tra le ombre,
    che è Lui il Risorto sulla croce
    a riempire i miei occhi
    ad ogni palpito.

    Scorreranno i ruscelli
    tra le rive gelate, ascoltando
    i sussurri della luna.
    Proclamando la beatitudine
    a coloro che crederanno.

  7. c’era, nella presentazione del tema ASPETTANDO UN NATALE CHE RITARDA, il filo conduttore di questa raccolta di voci, le più diverse ci si augura, non si doveva cioè presentare una elegia del natale cattolico, ma offrire, in chiave del tutto laica, in una sacralità propria di ogni nascita e per questo allargata a tutti, anche a coloro che hanno fedi diverse e ideologie differenti, uno sguardo sui motivi che hanno costruito l’attuale desolazione e non una nascita reale di relazioni durature tra le persone, poichè si nasce, a nostro avviso, ad ogni attimo in cui si vive, completamente immersi in un “prodigioso ventre” di cui nulla sappiamo realmente. Nascere significa partecipare terrestrità e cosmo, spiritualità e materia non relegandola in qualche strettoia religiosa,o in tradizioni che si ripetono senza portare in sé il reale senso del nascere, e allargandosi di quella carica travolgente che il nascere, in sé, rappresenta e dice a chiare lettere, permettendoci di relazionarci con l’infinito e l’infimo. Inoltre non va posto tra i commenti ma inviato all’indirizzo di cartesensibili (cartesensibili@live.it). Leggere serve a capire modalità di presentazione e contenuti. Ringraziando comunque. cartesensibili

  8. grazie Fernanda per l’invito a questa iniziativa che ci offre una valida occasione per riflettere su un tema così importante in una congiuntura così difficile…partecipo volentieri…cercherò di trovare le parole per dirlo…

  9. Grazie anche da parte mia, ferni, per l’invito! Mi pare un’idea molto bella e certamente manderò qualcosa in versi. Questo natale, più che ritardare, mi pare proprio essere sparito (ricordi lo splendido racconto di Buzzati “Ce n’è troppo di Natale!…aveva la vista lunga Buzzati). Siamo in un deserto gelido di solitudini, egoismi, vuoto terrificante. Che almeno la poesia, l’arte dica qualcosa, ci scaldi un poco. Ciao! francesco sassetto

  10. Troppo natale dici? Dal mio punto di vista non c’è proprio:la gente nasce,cresce,muore e …chi era? fantasmi, anche quelli che si credono potenti e non lasciano che una riga in libri di storia destinati al macero, una riga in un sito web destinato a inabissarsi nell’intestino crasso della rete. Non c’è mai stato natale perché non ci si nasce, si resta plasmati da questa o quella società, senza cercare chi si é, cosa ha l’altro che mi aiuta e aiuta lui/lei a crescere.Questo non appartiene nemmno ai meandri dei circuiti del cervello. Il labirinto l’ha inghiottito, è diventato il minotauro che ci mangia un po’ per volta. Aspetto il tuo scritto.Grazie,ferni

  11. Grazie, una iniziativa molto bella. Dove devo inviare la poesia?
    Un caro saluto
    Graziella

  12. Pingback: Due iniziative per Natale | Associazione PoEtica

  13. Pingback: elementari scritture

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