dentro la voce di Andrea Zanzotto- Anna Maria Farabbi

mioke

 

VII.

Non è il refolo che accarezza

il trifoglio.

Qui a Montelovesco,

è la terra che si muove. L’odore.

Allegro con fuoco. Preistorico.

 

Qui è mezzanotte: lune e stelle

sono in calore.

Il sole è sotto.

Nelle incisioni sul mio palmo,

tra gli inchiostri,

brillano gli schizzi salini del tsunami.

             dentro la voce di Andrea Zanzotto:                                               26.12.1997,   ore 23,20

da Adlujè, Il ponte del Sale, 2003

 .

Scrissi così dopo una nostra lunga, solita, telefonata, come a segnare
con un dito in terra la congiunzione e la distanza tra la sua e la mia poesia.
Io sento i maestri al presente,
e li sento con riconoscenza, senza abbaglio e senza adorazione.
Abbaglio e adorazione è un modo consumistico che non mi appartiene.

Se la buccia del corpo cade a terra, raccolgo in me i loro vivissimi frutti.

Anna Maria Farabbi- 21 ottobre 2011

10 Comments

  1. “Se la buccia del corpo cade a terra, raccolgo in me i loro vivivissimi frutti.”
    Se non ci fosse, questo cedere, non ci sarebbe pro. Grazie Anna. f

  2. Non posso che condividere completamente. Si fa un grande strombazzare da tutte le parti, anche da quelle per cui era una voce scomoda, anche se rotta dall’età. I suoi testi, sempre un poco discosti, persino dalla parola che ricostruiva, come la recinzione di un segno d’orto. Grazie Anna Maria, con il cuore e la mente.cecilia

  3. Sono tornata! Ho anticipato di qualche giorno.
    Vi abbraccio per tanta luce e lucidità. La morte dovrebbe sgomberare le inutilità, anche quelle dei pensieri funesti, anzi funerari e inutili. La terra è fatta di humus e anche la poesia è fatta di buona cedevole parola. Ringrazio Anna Maria Farabbi per questa esposizione. Annabelle

  4. Se la parola è trasparenza allora questa è limpidezza della profondità e supera il narcisismo di ognuno di noi che ,anche nel nome, segna o vorrebbe segnare un piccolo punto, un riferimento. Sì.Niente abbagli, né giochi di specchi, sfrondare le bende e trovarsi radici in terra, assi della sua rotazione.

  5. Non ho avuto molta simpatia per Zanzotto, per questo era come morto per me.Eppure, da un po’ di tempo, attraverso l’ascolto delle videointerviste di Paolini ho iniziato ad apprezzarlo.La morte non genera dimenticanza se ciò che si è lasciato è un buon seme per chi resta. Marco

  6. Se la buccia del corpo cade a terra, raccolgo in me i loro vivissimi frutti.

    Anna Maria Farabbi- 21 ottobre 2011
    grazie Anna!!!!!!!!
    Sei meravigliosa!
    E questo senso del dire del Maestro è umano, concreto, vero,il grande vero insegnamento umano trasmesso…
    ti abbraccio.
    A.

  7. Faccio anch’io coro agli altri commenti letti nel ringraziare la signora Farabbi per questa lezione di umiltà e per questa vicinanza, non al poeta, ma alla vita e alla sua unità. Nora

  8. Lo conosco bene Montelovesco. Ci vado spesso a fare passeggiate nella pace e nella quiete di quei monti. E’ come stare in equilibrio dentro la vita e specchiarsi nelle impronte vive della morte.Tersite Cartieri

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