Trasmissioni dal faro N. 23 – A. M. Farabbi: Italo Lanfredini

ana kapor



–  Caro poeta, in un secolare tronco di pioppo ho scolpito una barca monossile di circa 7 metri di lunghezza. Dato il tanto legno levato, ho deciso di farla navigare nel suo brodo. I trucioli sgorbiati emanano al calpestio il rumore dell’acqua fino a diventare onde di mare.

La piroga trasporterà, chissà dove, brocche, anfore, vasi fotomorfi, zoomorfi e antropomorfi che conterranno non le solite granaglie, oli, profumi, ma essenze più pregiate, VERSI DA VERSARE. –

Con le parole di Italo Lanfredini, si apre lo scrigno cartaceo, ideato e curato da Il Ponte del Sale, utilizzando la figura della civetta, vera e propria scultura dell’artista.

Conosciamo sia Italo Lanfredini (http://www.italolanfredini.it/; https://cartesensibili.wordpress.com/2011/06/05/la-barca-porta-di-essenze-pregiate-il-corpo-universale/; https://cartesensibili.wordpress.com/2010/10/05/si-e-dimezzato-il-volto/ ) che la casa editrice Il Ponte del Sale  (http://www.ilpontedelsale.it/ ). In questa occasione editoriale, il pregevole lavoro dello scultore è stato fonte di altra creazione: non solo di un evento organizzato questa estate, in occasione della rassegna Verso il solstizio d’estate, a cura della casa editrice, ma di una vera e propria pubblicazione che vede molti dei migliori poeti italiani e internazionali. Ne nomino due che mi stanno profondamente a cuore: Umberto Bellintani e Pier Luigi Bacchini. La scelti degli autori è stata fatta dallo stesso Lanfredini, probabilmente per un suo intimo criterio di valutazione, sintonia artistica, amicizia, e corrispondenza interiore. Sappiamo quanto la poesia sia cara a questo artista, e quanto sia solito lavorare in coniugazione emotiva ed espressiva con i poeti. Invito ad incontrare la sua ricerca con attenzione, anche attraverso il suo sito.

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Per ciascun poeta, lo scultore ha ideato e composto una figura d’argilla, quasi come fosse un corrispettivo oggettivo lirico, come se la poesia di carta e/o di fiato tornasse a vivere di terra.

Il corpo di questa civetta di carta è fatto di tante cartoline, ogni poeta ha la sua faccia di argilla, la sua forma, la sua figura, mentre nel retro è scritta la poesia.

E’ così che troviamo lo stivale, ad esempio, con dietro la poesia dialettale di Tomino Baldassari, dal titolo, appunto STIVALIN

Pèdghi znin int la nèva

L’è pasé Federico

Cun i stivalin d’gòma

I piò bel dla su vita

Orme piccole sulla neve

E’ passato Federico

Con gli stivalini di gomma

I più belli della sua vita

Originale questo oggetto libro d’arte, sfogliabile, e così intensamente leggero da potersi spedire, poeta per poeta, cartolina per cartolina, scultura per scultura, a qualche destinatario lettore che sappia apprezzare gli innesti preziosi degli artisti.

Ecco ancora una volta il miracolo di una piccola casa editrice che, con fatica e cura certosina dei dettagli, intesse fili e nodi, testimoniando la resistenza della bellezza congiunta al rigore. La poesia intera, io di cuore dalla luce del faro, ringrazia il maestro Italo Lanfredini.

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Italo Lanfredini

Barca delle essenze pregiate

versi da versare, fischietti per sognare

2011, Il Ponte del Sale – Rovigo

€ 22.00 – Fuori collana

5 Comments

  1. Ciò che penso sarebbe interessante mantenere è l’apertura non verso ciò che è la propria produzione, verso cui essere autoreferenziali, e questo lo si vede in tutte le case editrici, ma verso ogni produzione d’arte, prodotta da soggetti diversi e con altra espressione rispetto la propria , nei confronti della quale disporsi con meticolosa e partecipata attenzione. Ormai è difficile che questo capiti, pare che tutti tirino l’acqua solo al proprio mulino.Di capitale importanza, oggi, è altro, non l’amore per l’espressione d’arte. Quanto a Lanfredini sono andata fin sui Nebrodi per vedere il suo labirinto e vedere di lassù quel mare da cui molte voci giungono, più lontane e profonde di quelle di ogni poeta e l’inquadratura della porta d’accesso al percorso, la spirale della perdita, fissa mirabilmente in una porta che è quella del nascere, soprattutto il nascere “nel sentire”, cosa che sembra ormai dispersa, come quei naufraghi venuti da lontano a cercare nella nostra terra- ferma, qualcosa che poi si è trasformato in una definitiva resa. ferni

  2. ho visitato il sito di questo artista e anch’io andai, durante un’estate in Sicilia, a visitare il labirinto citato da Fernirosso.ne restai affascinato.

  3. Di Lanfredini seguo il lavoro da tempo,mi piace quel suo passo attraverso il mito finchè si stempera o si tempera in poesia.Nora

  4. Me ne ha parlato spesso ferni, mi ha anche inviato i cataloghi in visione. Alcune opere le trovo molto interessanti e ricche di luci < contrasto, altre, invece le sento irriverentemente maschili.La barca è mitica, favolosa, arcaica e ,forse, anche un programma di salvezza.cecilia

  5. trovo che il Segno artistico di Lanfredini, non possa che essere maschile. La potenza che emerge dalle sue opere è comunque in equilibrio, o almeno io così la vedo, con tutto ciò che è Sacro in Natura ed ineffabile, come nella poesia. Per questo la sua poetica è forte ed al tempo stesso molto attenta, delicata quasi, nella capacità di vedere, sentire, segnare, in-segnare. Insegna lo sguardo, fa varcare soglie, invita a tornare a Sé, forse. Quell’esser parte che un “oggi di troppi bisogni” ha fatto stemperare e spesso violato. Indica una possibile Visione, che in fondo …è interna.

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