PROGETTO: ALBERO DELLA POESIA – Daniela Terrile

Marianne Swan

Prima un po’ di storia

1. Il parco Leopold a Bruxelles, capitale europea, grazie al suo posizionamento nel centro della citta di Bruxelles, ha rappresentato da sempre un luogo di scambio scientifico, culturale e turistico. Affinché mantenga tale ruolo, occorre individuare un insieme di azioni e interventi che, valorizzandone le potenzialità, concorra al rafforzamento di tale posizione. I nuovi scenari dovuti al cambiamento climatico ed alla conseguente sensibilizzazione dei cittadini riguardo alle tematiche energetiche a vari livelli (regionale, nazionale ed europeo), hanno sollecitato la curiosità e mi hanno spinto a dare vita ad un percorso di partecipazione strategica che, partendo dalle esperienze precedenti e integrando le iniziative in atto, indichi una strategia che possa guidare il processo di sviluppo di questa area verde. Contemporaneamente, la nuova programmazione comunitaria (2007-2013) individua nelle città i nodi e i poli di eccellenza territoriale, chiamandole ad assumere un ruolo propulsore dello sviluppo anche nei confronti dei territori di riferimento, guardando alle vocazioni e alle opportunità locali, progettando e promuovendo reti di alleanze e di complementarietà con altre città. Le aree urbane, inoltre, sono chiamate ad affrontare una seria sfida rispetto ai processi di segregazione ed esclusione sociale, in termini di sistemi abitativi ed infrastrutturali e di sostenibilità dell’ambiente urbano. Tali questioni non possono essere affrontate in modo isolato, ma richiedono un rafforzamento della cooperazione e del dialogo tra i diversi livelli di governo.

 – Breve presentazione del parco

Il Parco Léopold, il cui stagno costituisce una delle ultime vestigia della valle del Maelbeek, ha conservato il carattere particolare di un parco paesaggistico all’inglese malgrado le pressioni urbanistiche cui fu sottoposto. L’insediamento del Parlamento Europeo e del Centro Internazionale di Conferenze sul vicino sito della Gare du Luxembourg e della Brasserie Léopold pone il Parco Léopold al centro dello “Spazio Europeo”.

– Le sue caratteristiche e l’ambito amministrativo

Nel Parco Leopold esiste ancora un’enclave urbana ricca di patrimonio storico artistico del tutto abbandonata. La situazione di questa fetta di parco è di enorme complessità. Destinata per la sua stessa posizione ad essere un’area chiusa, cresciuta ai confini delle istituzioni europee e incuneata tra la collina e la strada con un solo punto di accesso: un’antica porta, ora abbattuta e rimpiazzata con una griglia di ferro a fianco della mia casa. Trattasi di una realtà molto circoscritta, abbandonata, selvaggia ed introversa, non vissuta dai suoi abitanti, una condizione che favorisce l’abbandono di sporcizia e di depositi clandestini da parte della popolazione. L’emergenza di questo territorio un po fragile e nello stesso tempo quasi dimenticato, ha trasformato quest’area antica, storica che non aveva nulla da invidiare al parco più classico stile ‘ready made’ , tanto da farla diventare del tutto invisibile. Le amministrazioni comunali di Etterbeek ed Ixelles, responsabili entrambe del parco, sono negligenti e optano per una politica di completo abbandono per stimolare interventi speculativi di costruzioni di abitazioni da destinarsi ad un pubblico borghese. Il comune di Bruxelles, supervisore di tutte gli spazi verdi della citta’ e quindi anche di questa parte di parco – che rientra sotto la giurisdizione dei comuni Etterbeek e Ixelles – e’ incurante della situazione e non risponde alle richieste da parte degli abitanti e delle associazioni culturali attive in loco. La Tour d’Eggvoorde che si trova al centro di questa porzione di parco abbandonata, e’ molto esemplificativa soprattutto se osservata da un punto di vista interventistico di arte contemporanea e di design. Questa torre e’ il simbolo di una operazione di coinvolgimento sociale, ed è molto esemplificativa di come un patrimonio storico, artistico possa essere motore di una rivalutazione di un intero quartiere, mettendo a sistema una serie di risorse esistenti ma a lungo sopite, un esempio molto interessante per spiegare alcune dinamiche di contaminazione tra livelli diversi: arte, turismo, design, economie locali, tessuto sociale. Resta la considerazione di fondo di come la necessità di un progetto sia una condizione ineludibile per il futuro sociale, culturale e economico del luogo e di come gli enti deputati a questo, ossia le amministrazioni locali, sono assenti e sordi.

– La sua storia

La storia del parco si può ancora rintracciare nel suo paesaggio attuale. In effetti, svoltando i sentieri tortuosi del parco collinoso, si trova ancora la torre Eggevoort, unica superstite dell’antica proprietà medievale. Il parco Léopold è diventato un piccolo museo d’architettura all’aperto, ad esclusione della parte abbandonata che e’ oggetto del nostro progetto.

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Marianne Swan

 

PROGETTO: ALBERO DELLA POESIA

 All’interno del progetto elaborato in vista della riqualificazione del parco del Comune di Etterbeek, Il Club del Libro si propone di creare uno spazio dedicato interamente alla poesia come veicolo di comunicazione interculturale.

La proposta iniziale nella realizzazione dell’ecomuseo prevede l’attribuzione di un ruolo particolare agli alberi e a quello che le loro radici rappresentano: una rete dinamica di relazioni interculturali.

In questa ottica si vorrebbe scegliere uno o più alberi all’interno del parco per farli diventare luoghi di poesia.

Il progetto consiste nel coinvolgere poeti di ogni cultura attivi a livello locale o internazionale invitandoli a inviare i loro scritti da promuovere. Questi verrebbero, una volta selezionati e supervisionati, appesi ai rami dell’albero dando vita a un “Albero della poesia”, dove  le poesie verrebbero ciclicamente sostituite per dare voce alle varie anime della città.

L’albero come soggetto attivo dell’ecomuseo diventerebbe un punto d’incontro per le diverse identità culturali del comune e altresì un mezzo di conoscenza e di confronto.

Il progetto dell’”Albero della poesia” prevede inoltre la promozione della poesia e dello scambio interculturale attraverso giornate di incontro, eventualmente anche con gli autori, incentrate di volta in volta su una tematica differente.

In seguito si potrebbe istituire una “Festa dei popoli” a scadenza fissa (una o due volte l’anno), la quale darebbe completezza alle attività riunendo in una sola giornata la promozione delle arti coinvolte nel progetto dell’ecomuseo. Durante queste giornate di festa alla poesia si affiancherebbero l’arte, l’architettura del paesaggio e la promozione dei vari prodotti alimentari e artigianali caratteristici delle componenti etniche della comunità.

Installazioni:   due sono le possibilità (ma altre immaginabili)

1. L’albero. Secco o verde, non altissimo, a portata di mano e di vista. Si  appendono le foglie/fogli di rame a forma di pagina in proporzione con l’altezza dell’albero, con sopra le poesie scritte a mano con i colori indelebili quindi resistenti alle intemperie.  All’aperto con il vento le foglie metalliche fanno un bellissimo suono, molto musicale. Il canto del vento. Se il suono non da fastidio, dipende dal posto, possono stare fino alla caduta dei fogli (delle foglie), circa un anno due:  diventano attorcigliati, scuri, bucherellati, tormentati, vissuti insomma. Si raccolgono man mano che cadono dall’albero dalla persona amica. Poi si fa un’installazione con le foglie cadute: Les feuilles mortes.

All’interno di uno spazio chiuso si potrà fare un’installazione ad hoc che funge da scenografia per recital di poesia e musica. Basterebbe una parete. Anche temporanea in carton/gesso oppure un muro.

2. Poesia a strappo. Si possono attaccare a diversi alberi i fogli disposti su un cordino che pende oppure intorno al tronco principale oppure sui rami. Queste saranno allo stesso tempo poesie da cogliere, strappare. Oppure si potrebbe appendere le poesie (soluzione che è stata apprezzata qui a Bruxelles dal sindaco) su alcune corde tirate, stile panni da biancheria.

Riferimenti in rete:

http://organicpark.eu/index.php?p=1_7_Albero-della-poesia

http://danielaterrile.wordpress.com/2011/09/02/parco-organico-friche-eggevoort/

http://latelasonora.blogspot.com/search/label/albero%20della%20poesia

6 Comments

  1. Do il benvenuto e ringrazio vivamente Daniela Terrile, autrice di questo articolo, che, con questo primo intervento, si presenta ai lettori di cartesensibili. Daniela si occupa da molto tempo ormai sia di poesia sia di eventi legati alla poesia, in radio e in rete. Ma non solo. E’ portavoce appassionata di ogni attività cerchi di salvaguardare il nostro pianeta e l’umanità che con il pianeta dovrebbe dialogare, non guerreggiare. La sua attività è vivissima, una rete di cui internet riporta documentazione di ogni intreccio e passo. Una voce e un’attenzione, la sua, con cui allargare il nostro occhio e il nostro linguaggio.Grazie Daniela.
    fernanda f.

  2. grazie fernanda per questa opportunità e per aver avuto fiducia nelle mie opere. devo ringraziare tante belle persone che ho incontrato nel mio cammino e un bacio speciale a anna maria farabbi la mia ‘portatrice di pane’ nella sorellanza. che le radici degli alberi possano beneficiare di questa linfa sacra e gioiosa che sgorga dalle penne di voi poeti della parola

    se volete contribuire al progetto firmate la petizione on line
    http://10358.lapetition.be/

    grazie

  3. sono lieta di leggere dell’albero della poesia dalla voce di Daniela che porta in questa pagina una umanità viva e serena che dovremmo ricomporre e alla svelta
    ci sono parole che restano poichè si chiamano dialogo con la vita e non possiamo fare a meno di scambiarle e trattenerle come la sola merce rara di cui abbiamo bisogno
    benvenuta Daniela

  4. Una iniziativa da promuovere anche qui, in Italia, dove molto pochi sono i parchi nelle cittò, ridotte a piccole aiuole spartitraffico e a qualche giardino pubblico in cui l’erba non è mai calpestabile, pena la multa,in cui non c’è la possibilità di avere grandi spazi alberati che nelle diverse stagioni offrano lo spettacolo delle colorazioni. Da noi c’è la mania del sempreverde, alberi bellissimi, ma he non danno la sequenza del tempo, del mutare del tempo nelle stagioni.

  5. Mi piacerebbe che al posto delle strade cittadine e del traffico ci fossero corsie di alberi e code di rondine, mi piacerebbe percorrere a piedi o in bicicletta le piste tra gli alberi e annusare l’aria, non lo smog o la densità delle polveri sottili.Mi piacerebbe avere piazza come prati e grandi querce secolari come uffici, mi piacerebbe avere piccole vasche d’acqua e getti di fontana come compagni del silenzio ritrovato. Sogno, lo so, sogno da tempo una città così. Roberta S.

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