Non siete STATO, voi?

E’ la domanda che rivolge con forza, la stessa di un’ affermazione certa per quanto sostiene, un giovane rapper. Caparezza è noto per le sue composizioni stravaganti, ma qui la mira è precisa e come tale viene proposta.  A tutti, anche a chi non segue le parole di tanta letteratura, sommersa sembra, in questi tristi giorni,più dalla volontà di risolvere le sue lacune esistenziali legate all’editoria e a tutto quel comparto, piuttosto che a promuovere  e sollevare riflessioni sulle infelici anguste invereconde tragiche sorti di questo paese e di chi vi abita, ormai schiacciati e derisi da chi costruisce solo abusi e specula su questi pesi ingenti traendone i propri profitti e ulteriori illeciti guadagni .

f.f. -31 agosto 2011

.

Non siete Stato voi che parlate di libertà
come si parla di una notte brava dentro
i lupanari.
Non siete Stato voi che
trascinate la nazione dentro il buio
ma vi divertite a fare i luminari.
Non
siete Stato voi che siete uomini di
polso forse perché circondati da una
manica di idioti.
Non siete Stato voi
che sventolate il tricolore come in
curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non
siete Stato voi né il vostro parlamento
di idolatri pronti a tutto per ricevere
un’udienza.
Non siete Stato voi che
comprate voti con la propaganda ma
non ne pagate mai la conseguenza.
Non
siete Stato voi che stringete tra le
dita il rosario dei sondaggi sperando
che vi rinfranchi.
Non siete Stato
voi che risolvete il dramma dei disoccupati
andando nei salotti a fare i saltimbanchi.
Non
siete Stato voi. Non siete Stato, voi.

Non
siete Stato voi, uomini boia con la
divisa che ammazzate di percosse i
detenuti.
Non siete Stato voi con gli
anfibi sulle facce disarmate prese
a calci come sacchi di rifiuti.
Non
siete Stato voi che mandate i vostri
figli al fronte come una carogna da
una iena che la spolpa.
Non siete Stato
voi che rimboccate le bandiere sulle
bare per addormentare ogni senso di
colpa.
Non siete Stato voi maledetti
forcaioli impreparati, sempre in cerca
di un nemico per la lotta.
Non siete
Stato voi che brucereste come streghe
gli immigrati salvo venerare quello
nella grotta.
Non siete Stato voi col
busto del duce sugli scrittoi e la
costituzione sotto i piedi.
Non siete
Stato voi che meritereste d’essere
estripati come la malerba dalle vostre
sedi.
Non siete Stato voi. Non siete
Stato, voi.

Non siete Stato voi che
brindate con il sangue di chi tenta
di far luce sulle vostre vite oscure.
Non
siete Stato voi che vorreste dare voce
a quotidiani di partito muti come sepolture.
Non
siete Stato voi che fate leggi su misura
come un paio di mutande a seconda dei
genitali.
Non siete Stato voi che trattate
chi vi critica come un randagio a cui
tagliare le corde vocali.
Non siete
Stato voi, servi, che avete noleggiato
costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete
voi confratelli di una loggia che poggia
sul valore dei privilegiati
come voi
che i mafiosi li chiamate eroi e che
il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno
di voi, implicato in ogni sorta di
reato fissa il magistrato e poi giura
su Dio:
“Non sono stato io”.

2 Comments

  1. Bravisssima ferni a proporre questo testo! Capareza non è un poeta ( e si potrebbe aprire un lungo discorso su poesia e canzone d’autore), ma non è nemmeno un cantautore (nel senso dei De Andrè, Fossati, Conte, Guccini ecc ecc), eppure raggiunge l’obiettivo, eccome! quale? Quello di dire, nel suo ritmo e linguaggio- quanto mai efficace e tagliente, almeno qui – la verità. La pura e semplice verità sulla politica, i media, la società-spettacolo in cui viviamo e che ci ingozza di abusi e ingiustizie, falsità e orrori (piccoli e grandi) ogni giorno, tanto che si rischia l’assuefazione, l’incapacità di distinguere e discernere, in un ottundimento generale creato ad arte. Ecco che allora se arriva UN TESTO, anche di un cantante rap o di chiunque altro, a risvegliarci dall’assopimento sempre in agguato, sia il benvenuto! Non si dica: ma non è poesia! Credo che sia sì un modo (uno dei moltissimi) della poesia. E di poesia così o, comunque, di parole così, Dio sa se ne abbiamo bisogno! Ciao, ferni, e ancora complimenti per la tua acutezza indagatrice che tutto vaglia e nulla disdegna

  2. OBIETTIVI del blog
    Questo blog vuole essere un luogo aperto, un luogo dello scambio, tra il territorio interiore e quello abitato, che indossa le vesti della società,dell’economia,della politica, dell’ideologia di ogni genere e origine. Ambiente “diurno e/o notturno” cercherà di riportare le voci che , nel mondo, dicono o cercano , attraverso la libertà, la ricchezza dell’umanità, qualcosa che non ha a che fare con profitto e tassi di interesse, ma si sviluppa germinando da uno scambio tra e all’interno dell’essere: inter-ESSE.Non si farà silenzio su ciò che accade, ai cardin(al)i del pianeta , ma si traccerà una mappatura di quanto avviene per affondare, oggi, quella che è l’unica risorsa dell’uomo: L’UOMO STESSO. Prenderanno così forma delle mappe, nei territori dell’umano, le CARTE SENSIBILI, appunto, con le quali siamo abituati ad inter-agire quando si tratta di percorsi stradali, e qui saranno percorsi della mente, dello spirito, delle idee, dell’arte, della ragione, della logica, disciplinate secondo i diversi punti di vista che compongono il vasto oceano dell’essere,in un pianeta che comunemente chiamiamo uomo.

    Anche questa scrittura e questa diffusione allora sono degni di nota. Ciao Francesco,ferni

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