Trasmissioni dal faro N. 21 – A. M. Farabbi:Monica Palma, Frankestein e dintorni

ilmondodiarthur

Di solito, salto le introduzioni e mi tuffo direttamente nella poesia perché, terra acqua aria fuoco che sia, mi piace accogliere direttamente l’incontro  a petto spalancato, con attenzione vergine.

In questo caso, ho permesso l’eccezione, perché l’annunciazione di Frankestein e dintorni è firmata da una maestra faro: Giulia Niccolai.

Una delle qualità più preziose di Giulia Niccolai è quella di piantare il proprio seme autobiografico, potenziandolo intensamente, con sapienza, per raggiungere la sensibilità del lettore viandante: vene polmoni tempie cuore. Ricordo tra le sue opere, due capolavori, entrambi editi da Archinto: nel 2001, Esoterico biliardo e nel 2006 Le due sponde, Spazio/tempo Oriente/Occidente.

Giulia Niccolai spalanca immediatamente  la sua introduzione assimilando la velocità, la sonorità, la varietà cromatica delle biglie di vetro alla colta giocosità delle parole che creano la poesia di Monica Palma. La trasparenza cangiante delle biglie parole  schizza con imprevedibilità, con respiro originale, con cambiamenti repentini di registro, sostenuta da un’interiorità in cui convivono luci profonde, armoniche, e tenerezza vibratile, emotiva, epifanica dell’io bambina monicapalma.

Dalla scarna biobliografia dell’autrice, estraggo segni essenziali: la passione per il teatro di ricerca (dentro cui ruota permanente il tornio …nel lavorare la parola, dirla, viverla, praticarla, esporla con tutto il corpo, pubblicamente; nel lavorare la relazione con l’io profondo, con il tu, con il noi, con il voi, con tutti quei pronomi personali che ammagliano la nostra vita;  nel lavorare il peso e il senso delle scelte, con onestà e libertà), e il nomadismo (dentro cui pulsa l’io bambina accogliente viaggiatrice di terra esistenziale e geografica). Va riconosciuta, sia nella persona stessa di Monica che nella sua poesia, così come Giulia Niccolai conferma, una purezza bella tenace e gioiosa, in grado di affrontare le tre sfingi tragiche occidentali – separazione lutto dolore – con ironia e leggerezza, nel senso più pregnante del termine.

Con sensorialità femminile, sensuale, generosa, innamorata, la poesia danza, colma di invenzioni lessicali e di accenti, misura la distanza dell’io dal tu, tra  congiunzione e scarto.

Bella la copertina che l’autrice stessa ha composto.

Monica Palma, Frankestein e dintorni, Lietocolle, 2011

Scelgo una sola poesia esatta dedicata al poeta Alberto Cappi. Anche perché tanto caro a me.

Anna Maria Farabbi-  20 giuno 2011

Da Frankestein e dintorni-

Giugno 2009

                                                                                                          a Cappi

 

Scìvolati

Pàrtiti

Arrìvati

Tòrnati

là in città

qui in città

Laicità

Quiicità

su un arancio piumato

il suo corpo

piiccolo

piiccolo

Pronto per il vento

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