Edizioni dell’Ombra: LO STRANIERO

Un caro amico, Gaetano Bevilacqua, ogni tanto ci invita a passare dalle sue parti, un’officina di bellezza, e quando poco tempo fa mi ha mandato un’informazione sui suoi ultimi nati, anche se bisogna dire che lui…li passa al torchio subito, appena anti appunto, sono immediatamente passata dal suo laboratorio. E:ho fatto un furto! Eccolo qui, perché ci piace condividere un bottino come questo!D’altra parte anche Gaetano è felice che le sue creature non restino dentro la  bottega ma camminino,vedano la luce di altri occhi.

f.f.- Grazie Gaetano.

*

Tre frammenti dal Libro VI dell’Odissea nella versione di Salvatore Quasimodo e tre xilografie di Valeria Brancaforte tirati a torchio da Gaetano Bevilacqua su carta Hahnemühle. Formato libretto: mm.200×127. Misure xilografia centrale: mm. 197×235. Tiratura: 35 esemplari legati a mano e cinque prove. Salerno, 17 Marzo 2011.

I versi della traduzione di Quasimodo sono stati stampati con il gentile consenso del figlio Alessandro, che ringraziamo sinceramente.

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[…] così, vinto dal bisogno, andava nudo Odisseo
incontro alle fanciulle dalle belle chiome.
Selvaggio apparve ad esse, aspro di sale marino,
e smarrite fuggirono, chi di qua, chi di là per il lido.
Solo la figlia di Alcinoo rimase: Atena
le diede ardire nel cuore, le tolse ogni paura.
E ferma restò davanti a lui. E fu incerto Odisseo,
se pregare la vergine avvinto alle sue ginocchia,
o così da lontano con dolci parole, se mai
volesse indicargli il paese e dargli una veste.
Questo a lui parve, pensando, il consiglio migliore:
pregarla così da lontano con dolci parole,
che non muova sdegno in cuore alla fanciulla
l’abbraccio alle ginocchia. E sùbito le disse soavi, accorte parole […]

.

[…] E a lui così rispose Nausicaa dalle braccia splendenti:
“O straniero, tu non sembri un uomo malvagio
o privo di senno: tu sai che Zeus Olimpio
dà, quando vuole, felicità agli uomini,
ai buoni e ai malvagi; a te diede dolori,
e dolori tu devi soffrire. Ma ora sei nella mia terra,
giungi alla mia città, e avrai certo una veste
e ogni cosa che occorre a un infelice
quando viene implorando qui da noi. […]
.
[…] Così disse; e richiamava poi le ancelle: 

“Fermatevi, vi prego; fuggite così vedendo un uomo?
Forse pensate che sia venuto qui come nemico?
Non c’è mortale avverso alla terra dei Feaci,
e mai ci sarà, perché molto ci amano gli dèi,
e abitiamo in disparte ai confini del mondo,
in mezzo al mare ondeggiante, e mai alcuno viene da noi;
ma questo è un infelice che giunse qui errando,
e ora ha bisogno d’ogni nostra cura.
Gli stranieri come i mendicanti vengono da Zeus,
e anche un piccolo dono è da essi gradito.
Offrite, dunque, cibo e bevanda allo straniero,
e fate che si bagni nel fiume al riparo del vento”. […]

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4 Comments

  1. Pregiate sempre le opere di Bevilacqua, curatissime le Edizioni dell’Ombra. Poesia e poesia del segno. Grazie per aprire le porte anche alle altre case editrici. Guglielmo Moses

  2. Cara Fernanda, oggi sono io a fare un giro dalle tue parti e trovo la bella sorpresa del tuo post. Grazie per l’occhio posato su Lo straniero e grazie a tutti per gli interventi. Gaetano

  3. Un piacere il mio Gaetano.Tu sai che faccio sempre i miei giri nelle tue…ombre e ogni volta trovo cose di cui m’innamoro. A presto,ferni

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