N.8 Groundunderthirty- Veevera:Ma cosa ci si mette in testa?

the style rookie

– Prodigio o abile mossa di marketing? Sta voi a deciderlo. Ma dall’America si celebra una nuova fashion expert, Tavi, voce del blog Style Rookie: piccolo dettaglio, la nuova penna della moda ha 13 anni. Celebrata in un editoriale del magazine Pop (quello diretto dalla ex modella nonchè moglie del miliardario russo Abramovich, Dasha Zhukova) che le ha dedicato la copertina, questa giovane e non proprio bella scrittrice ama farsi ritrarre con (improbabili) look, a volte molto agè per la sua età, e oramai riesce ad essere presente nei front row delle sfilate più importanti, vedi Marc Jacobs. Sospendo il giudizio e lo lascio a voi…-

…e  alla fine opto per la leggerezza! In tempi di crisi come questo, in un tempo di aumento di suicidi e omicidi, soprattutto tra i giovani, anche se le età si diversificano a ventaglio, in un tempo in cui la vita sembra non valere e forse non vale, visto dove ci troviamo ad essere installati, in quest’arca senza alleanze galattiche, in cui  le criminose attività dei nuovi duchi sembrano non pesare la vita altrui come la propria, in un tempo in cui l’infanzia e l’adolescenza sembrano essersi fatti precoce vecchiaia del sentire, rimaneggiati con la scure farmacologica, con l’ascia di pensieri drogati dall’asfissia di una condanna alla non vita,in un tempo come questo rivolgo il mio sguardo alla creatività. Mi affascina, anche se si tratta, come in questo caso, di qualcosa che non è alla fine necessario. Pure all’interno del gioco, dell’invenzione che è all’interno  del tracciato, si vede ed è chiara,una lucina, una lucina che brilla semi diversi dalla mercificazione, per questo mi permetto di proporre l’articolo in oggetto,  un articolo modesto, certo, relativo ad un piccolo frammento di un comparto, quello della moda, osannato, sollevato a vette in cui non dovrebbe stare.Tutto è umano, solamente e sempre umano, nessun apice, solo viaggio tra vertici di stelle che stanno in quel buio cosmico che ci resta sconosciuto, pur essendo la casa comune. C’è sempre, penso, a qualunque età, il tempo  per guardare in quelle direzioni dove, causa la crisi, ormai guardano solo quelli pieni di immaginazione e fantasia, come nel mio caso, ma chissà di quanti altri, oppure  quelli che se lo possono permettere. Per-mettere: è proprio il caso di dire così, perché  queste “cose” ce le si mette in testa, nel vero senso della parola, prima e dopo. Ci sono persone, i creativi, che le sognano, le disegnano da svegli, si fa per dire svegli, e poi le commercializzano a costi non sempre praticabili da tutti, svaligiando il portafogli dei patiti di questo genere, perché sono molti quelli che ricorrono alle folgorazioni della moda per fare uno scoop, per farsi notare, per sfondare e intanto sfondare le risorse personali. Però una cosa è evidente, oggi,e cioè che tutto, praticamente tutto, può trasformarsi in fashion, glamour, insomma globalizzare i nostri modi di intendere la moda nel mondo, anche se magari, a volte, e a volte spesso, a ben guardare è solo un bluff. Questo che presento è il settore: cappelli e, dopo questa brevissima introduzione, il mio cappellino, vi introduco per un breve tratto nelle vetrine e nei luoghi che anch’io ho trovato, vagando per la rete, rincorrendo alcune parole chiave, come dietro un cappello che il vento,  marzo ormai è alle porte, ciondolava davanti ai miei occhi facendosi lontano. Alcuni sono davvero di memoria letteraria, altri sono la traduzione di teoremi di geometria, altri li ho pensati indossati dalle donne dell’arte, di periodi storici diversi, altri ancora da attrici, da spie, da ministri e manager e poi anche dai bambini, grandi,grandissimi ideatori e creatori di cappelli, è il caso di ricordare che loro si mettono in testa di tutto e ogni cosa ha un universo, che lo mantiene meravigliosamente sospeso tra il mondo della realtà e il fantastico, dove abitano sicuri, come in casa propria.

Se avessimo quella leggerezza dentro,non sopra la testa, forse cammineremmo sulla terra con meno pesantezza, con meno tragica grettezza, con meno ferocia.

Veevera,22 febbraio 2011

altri,tanti altri,sono qui:

http://www.thestylerookie.com/

1 Comment

  1. chi ha le idee chiare indossa ampi cappelli…questa la aggiungo io
    mi piace particolarmente questa tua proposta Vee, denota maturità e singolarità di visione
    ne abbiamo bisogno, grandi e piccoli, per non restare sopraffatti da ciò che è fin troppo evidente
    Elina

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