Modigliani- Ritratti dell’anima

“Modigliani, ritratti dell’anima”
dall’11 dicembre 2010 all’11 febbraio 2011
a Castello Ursino, Catania

Orari:
da lunedì a sabato 10-19, domenica 9.30-20.30
11 e 18 dicembre fino all’1.30 (ultimo ingresso ore 24)
1 gennaio 15.30-20.30
6 gennaio 9.30-20.30
5 febbraio (S. Agata) 9.30-20.30

“MODIGLIANI, RITRATTI DELL’ANIMA” AL CASTELLO URSINO DI CATANIA.


In occasione del novantesimo anniversario dalla sua morte, anche la Città di Catania ha pensato di rendere il giusto omaggio a un caposaldo dell’arte del Novecento come Amedeo Modigliani (Livorno 1884 – Parigi 1920), in mostra fino all’11 febbraio al Museo Civico Castello Ursino.

Organizzata dal “Modigliani Institut Archives Légales, Paris-Rome”, in collaborazione con il Comune di Catania e la galleria Side A, “Modigliani, ritratti dell’anima” ripercorre la vita dell’artista livornese attraverso opere e documenti che ne ricostruiscono il suo percorso intimo e artistico.

In mostra 32 disegni, 3 oli su tela e 5 sculture, oltre a una quarantina di opere dei suoi più stretti amici tra cui Picasso, Toulouse-Lautrec, Jacob e di altri celebri artisti che ebbe modo di conoscere durante il lungo periodo trascorso nella capitale francese.

Evocativa la cospicua mole di immagini fotografiche, documenti, lettere, cartoline e cimeli esposti nelle varie teche. Ciascun visitatore ha la possibilità di soffermarvisi a indagare la vita, le abitudini e l’indole del Modigliani, ripercorrendone le vicende familiari, gli amori, le malattie, i viaggi, le amicizie e gli incontri, un viaggio che parte dalla sua infanzia sino ad arrivare alla piena maturità.

Le sue opere, dal tratto libero ed essenziale, eleganti, cercano di cogliere l’interiorità dei soggetti. Tuttavia, spesso evitava di raffigurare gli occhi perché riteneva di non potere rappresentare appieno l’anima di una persona.

Ma l’occhio, inevitabilmente, va alla ricerca dell’inedito “Ritratto di Agatae”, un disegno a matita e inchiostri colorati, su carta, che ha fatto alzare un polverone attorno alla mostra a causa dei dubbi sorti in merito alla sua reale autenticità. Il supporto, infatti, è il retro di una lettera risalente alla fine del 1800 a firma di un prelato di Noto. Lo scritto, però, non è indirizzato a Modigliani, il quale ha semplicemente “trovato” quel foglio su cui poi ha disegnato la santa etnea. Difatti, durante il primo conflitto mondiale si era soliti usare, in mancanza d’altro, ogni tipo di supporto, soprattutto se si trattava di carta pregiata come quella della lettera in questione, arrivata fino a noi piuttosto sgualcita e con evidenti pieghe.

La ragione di questa raffigurazione potrebbe essere ricondotta ai suoi studi sull’iconografia dei santi cristiani sui quali realizzò una serie di disegni, perlopiù dispersi. Riconosciuto e archiviato nel 1970 come autentico, e datato dalla figlia Jeanne al 1919, il ritratto porta comunque con sé un alone di mistero difficilmente sfrondabile.

L’allestimento, progettato e realizzato dagli scenografi e dalle maestranze del Teatro Stabile di Catania, lascia un po’ a desiderare. Le opere, infatti, si trovano sospese con dei fili di nylon innanzi a tende rosse da scenografia teatrale. Non sembrano ben collegate tra di loro visto il percorso che li vede alternate ai vari beni e reperti creando non poca discontinuità e confusione. Confido nel fatto che tutto ciò sia giustificabile per via dei vincoli museali e della struttura.

La mostra ha avuto un buon successo di pubblico, in un territorio comunque povero di eventi di rilievo, superando la quota di 21mila visitatori e a cui molti altri se ne aggiungeranno visto l’imminente fine settimana di festa dedicata proprio alla santa protettrice di Catania. Per l’occasione, nel pomeriggio di giorno 5 febbraio, uno speciale annullo filatelico timbrerà il francobollo raffigurante il tanto discusso Ritratto di Agatae sulla cartolina della mostra.

Giovanni Scucces

*

Riferimento:

http://www.lobodilattice.com/arte/modigliani-catania

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