Augusto Pivanti, Biografie della nuda voce- f.ferraresso

aurora ghielmini


La voce al telefono e. Un solo avverbio in mente: suadente. E’ iniziata così la conversazione con Augusto e ancora la continuiamo perché, dopo l’incontro, più volte procrastinato a causa del maltempo, dell’influenza e ancora altro, non abbiamo in realtà smesso di scambiarci una delle cose magnifiche che la vita offre: la parola. E la parola di Augusto Pivanti è morbida, avvolgente, ti cerca e ti convince  come il profumo di un fiore e dentro la sua trama di memorie, tante, lucide, che non hanno addomesticato il desiderio di semplicità, ci trovi il senso del pane, che è quello di rendere nitido il senso  di sé, quello che, insieme agli altri, si dovrebbe tutti continuare a cercare dovunque. Per questo, quando gli sei davanti, hai l’impressione netta di essere di fronte a qualcuno che è nuovo e antichissimo all’un tempo, e ci sono echi, nelle sue parole, che sono appunto memorie di altri, altri come te e in lui  sono poeti, o persone della sua infanzia, persone di oggi, forse anche, a volte, di un domani che lui già sente, tra una riva e l’altra delle tante pagine che gli rispondono come da sentieri praticati tante e tante volte, ogni volta fermandosi su un verso, su questo o quel dettaglio, che si fa’ nella sua parola sempre più famigliare, più intimo e segreto, perché  di quello, il fondo, non  snida che in sé  l’ultima essenza. Echi, tanti echi e come dentro un ruscello si riconoscono le variabili sonorità di una voce costante, fluente. Si tocca una riflessione,  sul fondo liquido dello specchio, l’acqua  salta, e in essa tutta la vita rimbalza a più livelli di coscienza. Cum-scire è sapere insieme, ed indicava in origine un particolare stato interiore, uno stato di sintonia, in cui ogni cosa portava con sé la conoscenza, quella che ancora oggi tutti andiamo cercando, per trovare l’integrità, l’interezza incorruttibile della nostra storia, completa in ogni frammento, in ogni anche piccolo pezzo dello specchio, in cui c’è lo stesso argento del calco, il nostro primo tratto, il vibratile accento del respiro in cui la vita ci sfoglia in cieli e acque, radici e notti, da un tempo persosi lontano, arcaico quanto la prima pietra, parola che brilla le sue scintille nell’aria e rende  tersa anche la pagina più oscura.
.
f.f.- 5 febbraio 2011
.
.
aurora ghielmini

OPPORSI DEL VENTO

È – nell’opporsi del vento –

l’idea di un tempo

assassino, che ignora

le provenienze per una sola

origine, un solo divenire

un unico manifestarsi: partire

dal proprio centro e ritornarvi

senza la compromissione dei luoghi

senza l’affanno delle comunanze

senza il dovere del ricordo.

*

LA STAGIONE IMPROVVISA

Avevo un osso di pesca

succhiato in anni d’infanzie sospese

sputato in tombini d’inverno, le acque

nemiche, figlie di neve infangata.

Eppure, macerava – zitto – l’autunno

fingeva l’ocra per ombre di grigio

dettando la legge del sonno, morendo

nel vortice dei nuovi colori.

Cantare – improvvisa, nel sole

dischiuso – la chiaroveggenza sbiancata

del fiore è stata pura violenza. Volere

inatteso di primavera, novità risorta.

.

aurora ghielmini


CANTO DI LAGUNA

L’invasa terra del bene

sopra campagne ed acque

tra radice e foglia silenziosamente

solco, di barena in barena.

Al tuo germogliare incerto offro

legno di gondola e verde goduto

degli occhi. Scivola il pensiero, al ritmo

del tuo canto di laguna.

*

NEGLI OCCHI DELL’ALTRO

Sentirai d’essere negli occhi

dell’altro più alcun sogno, quando

assaggerai la panchina dell’estate

divenire legno di tormenta.

Sarai albero piegato, avvertirai il vento

rauco di te farsi bora di confine. Allora

saprai d’essere l’uscio dal quale sgattaioleranno

i sensi dorati delle primavere.

Allora, avrai sentito tutto – il tutto

che intuivi di te, bimbo alla finestra

delle assenze presagite – avrai sentito

tutto – e tutto il niente, insieme.

.

aurora ghielmini

**
Relativamente all’autore
Augusto Pivanti è nato il 28 febbraio 1962 a Feltre, in provincia di Belluno: uomo di montagna, ma con solide, complesse radici nella pianura emiliana “di sole e vapore”.
“Memoria dell’acqua profonda” è il suo secondo lavoro poetico pubblicato, dopo l’esordio con “Nostalgia d’alberi” (LietoColle, 2005).
.

Augusto Pivanti,Biografie della nudavoce- Lietocolle Editore 2009

con illustrazioni di Alberto Casiraghi

2 Comments

  1. una lettura molto interessante
    non è facile entrare nello “spirito” della pagina quando non conosciamo la voce di chi la scrive ma, in particolare, “Negli occhi dell’altro” ha aperto una visione davvero particolare producendo un’immagine precisa
    grazie

  2. che dire.quando ricordi ed emozioni si impastano,per dar vita ad una voce lieve , lieve ,ci ricordi che ancora siamo vivi,,Nonostante faccia così male,,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.