Viaggi dentro la musica- Agnese Gatto: L.van Beethoven, opus 81,Les Adieux, pianoforte.

Le-be-wohl:
sol/mib – fa/sib- mib/sol . Una terza Maggiore, una quinta giusta, una sesta minore.
Tre bicordi,all’ultimo la risoluzione evitata, sospesa con il do ottava al basso, sillabando la parola tedesca di ‘addio’,’Le-be-whol’,situata,nella sua sillabazione, sopra ogni bicordo in semiminima fino all’ultimo,col do raddoppiato al basso -mano sinistra-.
‘Adagio,piano ed espressivo’, nel silenzio della lontananza e dell’addio l’uso della malinconica e nostalgica ‘quinta dei corni’ – fa/sib- preceduta dalla terza e risolta nella sesta minore, un intervallo dal sapore dolcissimo e generoso,sincero ed intimo sono l’esordio,seppur breve,ma sempre in  ‘ bewegt’ , camminando’ presente lungo la strada  semantica che percorre la sonata opus 81- della maturità,quindi,di Beethoven stesso.
E’ un miracolo l’opus 81 di Ludvig van Beethoven. Una sonata tra le più belle dell’ultimo periodo che si conclude con l’op. 111.
Di un’intensità parlante,’bewegt’,ancora,si muove parlando e antropomorfizzando- in quello stile tipico di scuola tedesca ereditato da Ludvig da uno dei figli di Johan Sebastian,Carl Philipp Emanuel Bach,l’autore del celebre trattato non solo sulla prassi esecutiva su tastiera, testo ricchissimo di indicazioni di ogni tipo,anche interpretative, oltre che compositive.
Qui tre semiminime ‘parlanti’ che danno luogo ad  un piccolo incipit melodico-tematico intensissimo,portante di tutta la sonata costituita da tre tempi.

.


La risoluzione sul sesto grado,terzo intervento ed ultimo, è sospeso,atteso,ritardato: una luce incommensurabile, meravigliosa ed ingenuamente attesa- ché si sa cosa sia la lontananza -necessita di un piccolo respiro di sospensione prima di essere detta e toccata dalle dita, lì, finalmente,dopo l’attesa, con il gesto delle due mani,non solo più una,la destra.Sentendolo sotto le dita , ancor prima di suonare, e nella morbidezza dei polsi,un marmo statuario levigato in tutta la sua rotondità di una carezza bianca.
Un primo tempo,che inizia con un ‘Adagio’,anche se per poche misure.Ma che viene continuamente evocato.
Ci sono delle aspre dissonanze, ancora parlanti,assolutamente espressive, nello stile tipico beethoveniano .
Prima dell’esplosione gioiosa ed esorcizzante del ‘ritrovarsi’ dopo l’addio.
‘Abwesenheit’ – l’Absence- Andante espressivo
In gehender Bewegung, doch mit viel Ausdruck
a seguire:
Das Wiedersehen – Le Retour-Vivacissimamente
Im lebhaftesten Zeitmasse , in 6/8 ,velocissimo. E allegrissimo, di un’allegria chiassosa e gialla, come il ritorno, dei fiori del colore del sole.E’ il terzo tempo,l’ultimo della sonata,un vortice di note allegrissime e velocissime.
Das Lebewhol è l’addio,ma la sonata ha la dicitura francese ‘ Les Adieux’, scritto nel 1816 .
Nella sonata op.81 (Les Adieux), di Beethoven , tutto il primo movimento è costruito sulle tre note Sol-Fa-Mib presentate nelle prime  due misure,non solo nell’Adagio iniziale,ma anche nell’allegro a seguire.
Lo stesso Ludvig appone al testo non solo la consueta dicitura in italiano,come in uso nella scrittura musicale, degli ‘stacchi’ dei tempi- Allegro, Adagio, ecc.-, ma didascalie esplicative sul ‘modo’ sentimentale, affettivo, con il quale si debba interpretare il testo musicale stesso:

In gehender Bewegung, doch mit viel Ausdruck.

[In continuo movimento, ma con molta espressione.]

Im lebhaftesten Zeitmasse

[Nel modo e nel tempo più vivace possibile.]

a paradigma di quel modus dell’ ‘Affektelehre’ tipico della scuola sassone e della nuova maniera tedesca e continentale del suonare.

Chiaro che nel racconto ci siano tutti gli elementi dell’affettività umana del distacco, della nostalgia, della speranza di un possibile incontro e del ritorno.
Un lieto fine,quindi,’Im lebhaftesten Zeitmasse.
E un augurio di buon ascolto.

Agnese Gatto- 20 gennaio 2011

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2 pensieri su “Viaggi dentro la musica- Agnese Gatto: L.van Beethoven, opus 81,Les Adieux, pianoforte.

  1. porgere la musica come scrittura, aprire le stanze “privilegiate” e fare entrare chi vuole ascoltare
    meravigliosa occasione di avvicinare non solo con la sensibilità la sonata
    grazie Agnese per la proposta da cui estrapolare sensazioni e domande
    Elina

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