Trasmissioni dal faro N.14- A.M.Farabbi:Franco Buffoni Laico alfabeto in salsa gay piccante.

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Davanti al mare inquinato, sciapo, scolorito dell’editoria grassa, dentro cui le barchette vanno e vengono bellissime fino all’abbaglio, nella loro esteriorità patinata, nella loro scrittura ad alta digeribilità, perché priva di sostanza, naviga questo prezioso libro scritto da una delle più importanti penne del nostro povero paese italiano. Noto al pubblico, per la sua poesia (edita, tra gli altri, da Donzelli, Mondadori, Guanda), per i suoi romanzi (pubblicati da Zona e Marco y Marcos), come direttore del semestrale Testo a fronte e, non ultimo, per i suoi interventi di critica in occasioni pubbliche, sempre di raffinata essenzialità e pregnanza, Franco Buffoni www.francobuffoni.it offre questa sua opera per squarciare il velo ottuso dell’ignoranza, della volgarità, della passiva ubbidienza ai comandamenti del potere, qualunque, ovunque esso sia: clericale, governativo, consumistico. Gli ingredienti con cui imbastisce il suo alfabeto sono quelli cari alla sua identità di scrittore: rigore documentato, ironia elegante e graffiante, sintesi, scelta dei nodi forti contro cui battersi con il fioretto preciso della propria intelligenza, frontalità nell’attraversare pregiudizi, orrori, ingiustizie, retoriche. Il perno tematico su cui ruota l’opera è: rivendicare il rispetto della diversità, della singolarità, intesa come patrimonio culturale e sociale. Diversità come omosessualità. Diversità come diritto creaturale di vivere in pace la propria identità. L’alfabeto scelto da Franco Buffoni è tessuto da un filo laico che cuce di occhiello in occhiello parole fondanti, da cui scrostare ruggine, dimenticanza, abitudine. Vale la pena citare la soglia d’ingresso in cui avviene l’incontro con il lettore, proprio per estrarre immediatamente la qualità artistica che si annuncia

Laico alfabeto: laibeto. Una raccolta di alti lai in ordine alfabetico, che vorrebbero custodire le caratteristiche del lai medioevale: la brevità e la grazia. Pensando di rivolgersi sempre a dei cittadini: superate le fasi della plebe, del popolo, del pubblico e del  gregge.

Ho evidenziato e sottolineato molti passi e pagine intero del libro, per la preziosità. In particolare, quelle dedicate a Calamandrei (dal suo discorso pronunciato durante il III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950), altre in cui l’autore interviene nitidamente, altre in cui riporta, ricorda, cita, dissotterra.

Ritengo che questa opera dovrebbe essere non solo conosciuta ma diffusa, anche nelle aule scolastiche, e nei corridoi vaticani.

Da questa piccola lavagnetta virtuale, continuo a raccogliere semi di autori e case editrici che eroicamente gettano nutrimenti verso questo paese che si sta desertificando interiormente, e non solo.   Laico alfabeto fa parte della collana diretta da Marco Rovelli per Transeuropa (mi piace anche la denominazione scelta da questa casa editrice) dal titolo Margini a fuoco. La collana si propone di raccontare un vissuto, un itinerario in luoghi che sfuggono al fuoco dello sguardi spettacolare, luoghi di margine, con un incidere tra il narrativo e il “teorico”. Raccontare il mondo attraverso storie, mettendo in gioco anche uno sguardo teorico, e categorie del politico. Dunque, mettere a fuoco il mondo con uno sguardo singolare.

Franco Buffoni ha risposto con eccellenza, schierandosi, usando una scrittura esposta, che nomina oltre le grandi testimonianze, anche i ladri del palazzo nella fabbrica attuale delle ruberie.

Anna Maria Farabbi- 25 novembre 2010

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Franco Buffoni

Laico alfabeto in salsa gay piccante.

L’ordine del creato e le creature disordinate.

2010 Transeuropa www.transeuropaedizioni.it

5 Comments

  1. penso che sia necessario, sempre più, sfrondare le false differenze su cui si fa leva per attizzare le guerre, le polemiche, persino la formulazione delle leggi, che poi creano discrepanze, negligenze, e spaccature là dove non dovrebbero. La differenza tra le sensibilità di cui il genere umano è dotato, e attraverso cui ci si esprime relativamente al mondo in cui siamo ospiti tutti, dovrebbe aiutare a progredire, non a rimanere fermi su antiche mura da cui lanciare olii bollenti fiamme e persone. Al rogo c’è già andata così tanta gente, indicando la grande ignoranza con cui facilmente si è fatta e praticata una falsa giustizia. E’ proprio ora che cambi direzione il modo in cui ci si propone e soprattutto serve che non ci siano paladini che producano impalati. Ringrazio Franco Buffoni e Anna Maria Farabbi per questa nitida presentazione.f

  2. leggo da molto tempo Buffoni e concordo pienamente sull’onestà, sul suo netto schierarsi, non per un semplice partito preso, ma per una logica e una sensibilità profonde. Fabio

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