PUGLIAMONDO- un viaggio in versi

Pugliamondo – un viaggio in versi
con disegni di Nadia Esposito
Edizioni Accademia di Terra d’Otranto, collana Neobar
agosto 2010

Canti e ombre su una piana che si affaccia al sole, al mare, radice tra tante, radici della memoria, scritta in lettere sospese tra tradizioni e contraddizioni dell’età contemporanea, rivelano, i testi, come un unico tessuto a più fili, una forza prodigiosa, quella capace di portare quei luoghi nel mondo.

La lettura è l’apertura di lettere preziose, dettati dell’anima e dell’intelligenza, che traggono dalla terra e dai suoi cicli, dalle tante realtà storiche, rivelazioni che allineano i classici, i miti, con una eroticità arcaica, con una eroica resistenza che lega ogni essere alla  vita,  rende sacro l’uomo e fa della morte e della ritualità il tempo che la sorte ha depositato nella collettività come esca per indurlo a vivere. Si cammina all’interno dei testi, come attraverso linee di mare e di terra, attraversando cumuli di storie come abitazioni prodigiose, sulla cui soglia c’è la porta di ogni parola, il suo portare  il frammento e trarne esperienza, trovando un collante che rende tutto il libro una terra nostra, fessurando la lingua per trarne  memoria oltre ogni detto.

A propormelo, come si potrebbe inviare un mazzo di fiori, o un cesto di frutta profumata, è stato Abele Longo, un compagno di percorso, nel mare tumultuoso della rete, che ha un particolare talento nell’accostare cose tra loro distanti e provarne la stretta relazione, nel fare luce su ciò che non si coglierebbe, nella fretta con cui ci rivolgiamo al quotidiano, fatto sostanzialmente di germi così passati da essere avanguardie del futuro. Lui sostiene che sia nato per germinazione spontanea, come accade nel mondo vegetale, o quello delle spore, ma credo che la parola sia un seme che necessiti di cure speciali, di terreni di coltura che sappiano accogliere  le sue peculiarità ma siano anche disposti alla luce e alla notte con una giusta angolazione. Anche lui poeta, con una vena particolare, che brilla tra i suoi testi, forse derivatagli dalla professione che svolge alla Middlesex University di Londra, ha saputo arrangiare, nel senso musicale del termine, delle sinfonie con canti popolari antichi, nuove dodecafonie  con frammenti di lingue depositarie di conoscenze giunte qui dalla Grecia, dimostrando come la migrazione sia un elemento fondamentale, per un popolo, per contaminarlo di una ricchezza che supera quella materiale. Possedere la propria terra è sentirla a qualunque latitudine, è saperla es-portare nel mondo che ognuno di noi è in se stesso. Per questo, credo,  le voci  all’interno di questo piccolo libro nel formato, un tascabile, misurabile con il palmo della mano, sanno farsi ascoltare, come si fa con il mare, il vento, le stagioni, le ossa, il pane, una canzone, le passioni e animano, anche a latitudini diverse da quelle geografiche in cui la Puglia si colloca, la gente, tutta la gente. La nazionalità è l’umanità, la sua dote migliore la capacità di collaborare, di lavorare insieme, nel seme che è la vita. Tutti i testi ospitati hanno questa caratteristica: sono fecondati e fecondanti, se li si ascolta nel profondo, se li si ascolta sentendoci noi stessi come migranti, sempre, in un unico mondo.

Molti gli autori presenti:

Franco Corlianò, Vincenzo Errico, Annamaria Ferramosca, Abele Longo, Vincenzo Mastropirro, Pierluigi Mele, Francesca Pellegrino, Pasquale Vitagliano.

Sono le voci di una terra comune che si fa  casa ospitante per tutti e i disegni di Nadia Esposito, sono chiavi per fare entrare, attraverso gli occhi, il gioco di quegli specchi.

Tra tutti i testi ne ho scelti due e questo non perchè non abbia amato gli altri, ma perchè in questi ho sentito distanza e vicinanza estreme, quasi fossero lo stesso volto, la faccia o il fare di un corpo radicato alle origini, ai riti dell’inizio della relazione che, ancora oggi, ci tiene sospesi in questo straordinario universo, ancora oggi suoi ospiti, senza altri meriti, penso, se non quello di cantarlo, come appunto qui, in questa Puglia, ampia come il mondo, accade.

f.f.- 2 novembre 2010

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Da Pugliamondo- un viaggio in versi

T’astèria

Tunìfta ì’ t’astèria pu me kanonùne
jatì ‘èn ècho tìpo ecès t’ammàddia-mu.
Amès to kòsmo èchi ‘i zoì
makà ‘i zoì-mmu.
Pos sòzo kanonìsi tin anghèra?
Pos ti sòzo milìsi pu ‘s emèna?
Evò ‘èn ècho tipo
jatì ‘èn ime tipo.
Ta guàita dikà-mu
ì’ poddhì plèon kèccia
a ta pràmata ‘s addhò.
Otikanè mu fènete dhammèno
puru t’astèria …
c’evò ‘è fitèome n’us kanonìso.

Le stelle

Sono le stelle stanotte a guardarmi
perché vuoti sono i miei occhi.
Nell’universo domina la vita
non la mia vita.
Come posso guardare il cielo?
Come posso parlargli di me?
Non ho niente
perché sono niente.
I miei problemi
sono piccola cosa
rispetto a quelli degli altri.
Tutto intorno è cambiato,
anche le stelle …
che io non riesco a guardare.

T’astèria  (in grico significa  Le stelle) – Franco Corlianò

*

E la dolcezza non la puoi prevedere.
Prova a dire di chi manca a quest’ora
o della voglia del cielo di mandarci a morire
senza fargli la questua, le carte.
Però ne hai dolcezza del cielo,
c’è che da solo non sai proprio restare.
Tu fingi almanacchi
poeta, tu menti la fine.
E un poeta felice deve ancora venire.

Pierluigi Mele

Riferimento in rete:

http://neobar.wordpress.com/2010/08/16/pugliamondo-un-viaggio-in-versi-festival-il-montesardo/

http://neobar.wordpress.com/2010/09/17/rosaria-di-donato-su-pugliamondo/

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14 pensieri su “PUGLIAMONDO- un viaggio in versi

  1. Pingback: Fernanda Ferraresso su ‘Pugliamondo’ « Neobar

  2. una presentazione accattivante come i testi che hai scelto
    vorrei leggerlo e poterlo condividere con una persona in particolare che un giorno mi parlò del grico

    Elina

  3. devi rivolgerti ad Abele Longo.Lo trovi in Neobar, il blog che cura e in cui presenta le edizioni,come Pugliamondo, che appartengono appunto alla casa editrice con lo stesso nome .f

  4. “Tutti i testi ospitati hanno questa caratteristica: sono fecondati e fecondanti, se li si ascolta nel profondo, se li si ascolta sentendoci noi stessi come migranti, sempre, in un unico mondo”.
    Trovo che Ferni abbia saputo cogliere lo spirito più autentico di questa antologia.

    Un saluto,

    Rosaria Di Donato

  5. un grazie a fernirosso anche da parte mia. è una intensa lettura quella che hai dato all’antologia.
    p.s.
    col mio ruvese come te la sei cavata?
    :-)))
    un caro saluto a tutti
    v

  6. Franco su FaceBook si dice “Profondamente colpito e commosso” . E’ quanto ho detto anch’io a ferni subito dopo aver letto la sua analisi. E’ un libro che ci sta particolarmente caro perché ci ha dato modo di conoscerci. L’idea era proprio quella di una “piccola imbarcazione” che prende il mare, libera e senza paure. L’unica nostra speranza era di trovare dei compagni di viaggio, di giungere in altri porti. E ferni e’ ora con noi e la Puglia sempre piu’ una metafora dell’incontro.
    Un caro saluto a Rosaria, anche lei valorosa nocchiera sul nostro guscio di noce, e ad Elina che so pugliese :))
    un abbraccio ferni
    abele

  7. un guscio di noce, abele, che ferni ha penetrato con occhi di poeta e dilatato di parole a braccia aperte al mondo.
    e’ così che il canto può farsi di tutti, con tutti.
    grazie anche da me, ferni
    annamaria

  8. Credo che, mai come questa volta, sia adeguato ricordare un grande,che aveva le medesime intenzioni:l’incontro, e che questo superasse le barriere del quotidiano. Avete capito certamente a chi mi riferisco, a quel maestro di tutti, senza peli sulla lingua, che s’è fatto inferno e purgatorio,un viaggio tra le umbratili parole e le ombre scure degli uomini, per poi ripagarsi con un paradiso piovuto in terra dopo così pericoloso viaggio. Credo che quanto lui scrive sia adatto, più che altre annotazioni.

    Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
    fossimo presi per incantamento,
    e messi in un vasel ch’ad ogni vento
    per mare andasse al voler vostro e mio,

    sì che fortuna od altro tempo rio
    non ci potesse dare impedimento,
    anzi, vivendo sempre in un talento,
    di stare insieme crescesse ’l disio.
    ….

    Tutti. Tutti, ripeto, senza escludere nessuno,perché tutti hanno nei loro versi una mandorla da scoprire e offrire,avete dato a me, come lettrice, quel desio di andare, insieme, oltre i confini di una regione, sentendo che ogni terra è tale solo perché vive in ciascuno di noi, a qualsiasi latitudine noi ci troviamo a vivere, ed è questa ampiezza che non pone distanza tra noi e nessun luogo.
    Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati al raggiungimento di tale meta, alla buona navigazione del guscio dell’amicizia e di un amore che, spesso,oggi, è difficile trovare.
    Grazie Abele, sento la tua viva partecipazione sempre,dunque tu sei Guido (la guida) e gli altri tutta la compagnia dei naviganti che ho sentito approdare qui, in me. Grazie a Franco Corlianò, Vincenzo Errico, Annamaria Ferramosca, Vincenzo Mastropirro (una grande difficoltà, per me nordica!Ma mi piace incontrare nuove fioriture delle lingue, persino le interpunzioni all’interno della parola, tra le sillabe, mi affascinano), Pierluigi Mele, Francesca Pellegrino, Pasquale Vitagliano.
    Vi abbraccio tutti. ferni

  9. la lettura di Ferni sa rendere benissimo quello che è anche di altri appassionati lettori (me, io, giusto per dirne uno a caso :)) nel leggere questo libro (e perciò molto la ringrazio e ringrazio gli autori di Pugliamondo):
    “Si cammina all’interno dei testi, come attraverso linee di mare e di terra, […] trovando un collante che rende tutto il libro una terra nostra, fessurando la lingua per trarne memoria oltre ogni detto.”
    (bellissimo!)

    ciao

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