Si è dimezzato il volto

italo lanfredini- soglia di viaggio


la luna    per affrancarsi

e    stanotte calando   tra  geografie clandestine  dell’andata e il ritorno

non voleva guardare.

Non voleva guarire dalla commozione

e dalle catene   dal  frastuono del canto    del pianto

non voleva del mare  il ricambio    del sogno di molti   affondati tra le onde

in alto non voleva sollevare

il velo del fiato    il risveglio  della terra  e l’incauto

passo    di quel gioco che la storia

ancora vive  nell’inganno    che addestra le parole    nude

a mordere il senso delle cose

irrigando il quaderno delle verità con sciolte parodie del linguaggio.

Non voleva    masticare il suo specchio

quello spicchio di luna  nascosta come un’ angusta realtà.

Ha un senso l’oscuro

l’altra sua faccia     il  cono gettato  come un faro

sull’altrove   un ponte sul labirinto di Arianna

che da  millenni si è persa    mentre filava la sua luce di lana.

In quale soglia del tempo sta  l’ingresso e l’uscita dallo spazio

in questo corpo d’ombra  che ospita l’oscuro

la forza della bestia  che divora il mio e il vostro sangue un battito alla volta

e un colpo dopo l’altro schizza dietro quel muro d’ossa

istante per istante l’ assenza

deponendo vita in me in voi  di aria e terra e mai non  sbrana

per intero la presenza.

Si è voltato il cielo questa notte

si è voltato su se stesso

per andarla a guardare

quella luna scalza dentro il labirinto del cosmo

mentre il carro avvicina i suoi buoi e i pianeti si accerchiano

in invincibili giochi di distanza.

.

f.f.- affrancature,2010- dedicata a Italo Lanfredini

.

Riferimenti in rete relativi alle opere di I.Lanfredini:

http://www.italolanfredini.it/Lo_scultore_mantovano_Italo_Lanfredini.html

http://foto.lucien.it/mostre_bn/italolanfredini/italo.htm

14 Comments

  1. interessante la scrittura, altrettanto belle le opere di Lanfredini,cariche di pathos, emerse dal mito,cresciute nel cosmo,non solo fatte di argilla.

  2. mi è piaciuto il modo in cui hai percorso cielo mare e terra sprofondandoti nel labirinto del corpo dove il minotauro è quel cuore che batte e si nutre di sangue, per dare vita e morte.Bellissimo l’intreccio con il viaggio dei clandestini e il movimento della luna, le sue maree,il porsi in relazione dei pianeti.Bellissima.cecilia

  3. non finisci mai di stupirmi,ogni volta che passo a trovarti. Grato per questo nuovo incontro con l’arte, con il dono dell’arte. Complimenti,nicolò frattini

  4. ho visto il labirinto dal vero, un’opera che sembra avere radici in terra e in cielo. La poesia sembra proprio notificare queste radici,sembra mostrare il mostro del labirinto, quella forza che ci vive e ci tiene in una spirale vitale.Alberto

  5. sono di Messina e dunque conosco Fiumara d’arte, ci vado in passeggiata da quelle parti. Peccato che non abbiano più cura del luogo,ma anche le opere, come noi, hanno un tempo,una durata.Vivono e muiono, stanno anche loro nel labirinto.Bellissimo testo.

  6. dalla prima all’ultima riga sono rimasta in sospeso. La chiusa è una proiezione incredibile di bellezza. Un labirinto ogni passaggio, mi sono persa perché è sottile, un’ombra ,qualche passaggio,pur nella continuità della parola che sembra farsi garante mentre tu la disdici. Le opere di Lanfredini:BELLISSIME e lui amabile. Grazie.giuly

  7. Non posso che ringraziare per questa nuova apertura sull’arte contemporanea, su un maestro che è davvero maestro, senza essere una star, come spesso si vede. Restare in ascolto, questo mi sembra il succo dell’opera, tutta, tua e di Lanfredini. Spero ci siano altri percorsi in comune

  8. Ringrazio tutti,ringrazio per l’attenzione posta per l’opera e la passione di Lanfredini che, per me che l’ho incontrato da poco, ha aperto la porta su mondi che credevo impossibili da attraversare realmente.
    Mi ha scritto, Italo Lanfredini, regalandomi una nuova festa. La condivido con tutti, per ringraziarvi d’essere passati di qua e aver lasciato ciascuno un segno, la propria scrittura come una voce.
    Italo mi ha scritto :-…ho deciso di incidere la tua-mia poesia sul labirinto e il mostro che sta in noi , nell’argilla. Poi, la affiggerò sul muro di casa per tutti.-
    Chi passasse da quelle parti lo troverà lì, soggetto alla pioggia, alla luna e al vento, al battito del magnifico animale, quella balena d’alto mare, quello universale, che tutti ci tiene nella pancia.f

  9. Ho visitato il sito di Lanfredini. Una visione del mondo lontana dai riflettori,attenta alle voci della terra,dell’aria,vivi anche i richiami mitologici. Credi che lei, fernirosso, si sia trovato a proprio agio in questo mondo,visto che la sua scrittura è sempre ricca di riferimenti a tempo spazio e mito, in una continuità in cui anche le spaccature, i momenti di crisi,risultano proficui all’umanità.

  10. Un testo da percorrere più volte fino a trovarne i bandoli, fino a trovarne il respiro che al centro,nel midollo, si dirama ovunque capillarmente, come in una pianta la linfa vitale.

  11. Un gran bel dire, una scrittura particolare, come del resto le opere di Lanfredini, ricche di una nitida aura, di un’anima che le lega profondamente al luogo in cui sono accolte o da cui nascono o rinascono.

  12. E’ la prima volta che metto piede qui, in questo blog, l’ho trovato ricco di tante proposte.Questo testo mi ha avvolta, richiamata come solo può fare la luna, una voce che si espande nella notte,come dentro una casa antichissima.

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