A.M.Farabbi -Trasmissioni dal faro N.10- Sapienziali-G.Lucini

Rientro dopo una piccola nuotata tra i pesci del mar

moribondi disperati feroci    piccoli rossi squali    balene di pinocchio  tutti chiazzati e morsi ubriachi e inquinati. Vogliono esprimere il loro silenzio contro il petrolio, contro una terra ferma disastrata eticamente socialmente economicamente. Diventerebbero piragna se solo la loro natura interiore assomigliasse alla nostra: possessiva ottusa vendicativa.

Quando scrivo più che agli uccelli penso ai pesci, al loro linguaggio. A quel silenzio subacqueo comunicativo e profondo. Penso a una bellezza liquida del linguaggio così come nuota negli abissi, altra dal nostro rumore e invisibile ai nostri occhi consumistici.

Mi è arrivato un dono da due amici: Mauro Ferrari e Gianmario Lucini. Due creature carissime che condividono da anni con me l’allarme contro ogni forma di inquinamento, compreso quello scrittorio nelle sue manifestazioni più scadenti e presuntuose.

Dopo anni di lavoro estenuante, Gianmario Lucini, tra centinaia di letture rigorose, acute, generose (su www.Poiein.it), per nove anni organizzatore del Premio “David Maria Turoldo” con sede a Sondrio, ottimo regista di filmati culturali e lavori di fotografia, si apre ora con la casa editrice Puntoacapo www.puntoacapo-editrice.com in una collana da lui diretta Monografie di Poeti contemporanei. Nella redazione della collana partecipano Viola Amarilli, Letizia Lanza, lo stesso editore Mauro Ferrari.

ARNOLD DE VOS, l’ascetica dell’eros, note critiche di Gianmario Lucini, con 27 inediti dell’Autore, puntoAcapo, 2010, sette euro e cinquanta

Il primo numero è dedicato ad Arnold de Vos.  Tutte le note critiche sono proprio di Gianmario Lucini. L’opera si presenta davvero molto bene, in un’ampia e articolata rete di approfondimenti e affiancamenti al lettore, bibliografia e tagli autobiografici, regalando inoltre 27 freschissimi inediti. Conosciamo già lo scrittore olandese, nato nel 1937, tradotto in molte lingue e in Italia pubblicato, oltre che in varie antologie, da Gazebo e Lietocolle. Questa essenziale monografia accompagna il canto del poeta olandese in perfetto equilibrio con  una partecipata analisi testuale.  Mi piace l’idea e l’impostazione della collana: seria e agile e mi piace pure il lavoro editoriale tipografico. Scelgo una poesia tra quelle offerte:

e n’rena fondo, e scrivo in vento

(Petrarca, son 212, v.4)

Ha un minareto a spirale

la grande moschea di Samarra:

punta il cielo, ponte d’arenaria

torreggiante sulle sabbie.

Una volta la preghiera era verde

e serpeggiava verso il blu

in una lingua fresca di Babele:

ora fonda nella rena dei poeti.

**

GIANMARIO LUCINI, Sapienziali, PuntoAcapo, 2010, dieci euro

Voglio segnalare anche l’altro dono: la poesia stessa di Gianmario Lucini. Sempre edita da Puntoacapo, nella collana Altre scritture, dal titolo Sapienziali.

Qui la poesia chiama a voce lirica con tutte le sue forze, riprende le vene bibliche, come ritmiche sapienze in grado di scandire la coscienza e il flusso del sangue. Qui la poesia chiama persone con nome e cognome come pietre miliari di testimonianza viva contro il cancro della mafia. Qui, la terra trema perché ammalata. La terra e i pesci. Non solo la nominata Calabria, ma l’Italia intera. L’Occidente. E cantando la poesia riacquista la sua interità in cui la bellezza è etica, un unico corpo e un’unica danza.

Loro sono morti

perché noi non siamo stati abbastanza vivi

Giancarlo Caselli

a Stefania Grasso

Riposa in pace Vincenzo Grasso

nel camposanto di Locri

a Bovalino Lollò Cartisano

e in mille e mille cimiteri riposano

in pace gli ammazzati e nelle Serre

sull’Aspromonte, nella Piana dormono

i morti che non hanno tomba.

Io so che dai tumuli

a volte i morti si chiamano

nelle sere d’inverno quando falcia il maestrale

e chiedono conto ai loro assassini

di tanta ferocia. Li senti parlare

carnefici e vittime senza rancore

ora che è passato il dolore

le senti perdonare e chiedere perdono,

li senti piangere come bambini

nella disperazione di non poter disfare

il male compiuto i morti assassini

e sull’Aspromonte dai dirupi rispondono

i morti senza lapidi e senza ricordo

li senti consolare con quella nota

che solo i giusti possono cantare.

Il vento di maestrale

porta queste voci da ogni sepoltura

ed è un coro sapienziale

che soltanto i vivi possono ascoltare.

4 Comments

  1. Ringrazio te, cara Anna, che sei una che io ammiro da sempre per la tua voce, che mi desta ammirazione ed echi profondi, aperture di senso. La sento, questa nota, molto amica e incoraggiante, fraterna.
    E dunque continueremo a fare del nostro meglio, con la nostra voce che ha per ambedue l’imperativo etico (naturale e convinto, di pelle e non kantiano) di avere un ruolo anche sociale e individuale-profondo, coniugando in diverso modo le diverse sensibilità che hanno quell’unico punto di riferimento etico e insieme estetico, così caro agli antichi e che la contemporaneità dimentica – a torto.

    Un caro saluto e l’augurio di tante altre nuotate in acque sempre meno torbide, chiare come i tuoi versi.

    Gianmario

  2. il silenzio dei pesci diventa voce per chi sa ascoltare

    in attenzione, in ascolto assoluto e non mediato da alcun rumore, in libertà
    questo il mio augurio agli autori per le opere evidenziate

    un grazie ad Anna Maria per la lettura proposta

    Elina

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