Monologo dell’uomo di dopodomani-Evgenij Evtusenko

Anke Merzbach- picknick


Non avevano un partito Adamo ed Eva,
l’arca fu ideata dall’apartitico Noè.
Tutti i partiti, con sorrisetto maligno,
l’inventò il diavolo — ha cattivo gusto.
E forse nel cuore della mela stessa,
qual verme era rinchiusa — verme e serpente in una –
la politica — professione di origine diabolica –
e gli uomini sono inverminiti poi.
La politica inventò la polizia,
la politica inventò i capi,
contò la persona viva con l’unità
e suddivise gli uomini in partiti.

Dov’è della vedova il partito, del mutilato, del pellegrino,
del bambino e della famiglia il partito dov’è?
Dov’è il confine tra Magadan e Majdanek,
e tra Oswiecim e Songmi?
Un giorno, un giorno, un giorno,
ai trisnipoti dei tempi odierni tutti i partiti
verranno a mente come una remota cosa,
come selvaggia, stragrande Babilonia.
E un mondo ci sarà senza mutilati sul sagrato,
senza storpi morali al potere,
e un unico partito in esso:
il suo semplice nome — uomo.

.

13 Comments

  1. Non conoscevo Evtusenko. Grazie di avermelo presentato. Sarebbe banale dire che, per quanto viviamo è attuale. E’ il ritratto del potere, quindi sempiterno.
    La chiusa, con la speranza del Regno dei cieli, è da sognatore, ma che altro siamo noi poeti?
    :)

    PS) Sebbene di nascosto seguo le Tue cose e ne approffitto adesso per farti i miei elogi più sentiti. I blog di poesia fioriscono come i papaveri dell’immagine a corredo dei versi, ma di poesia ne vedo sempre troppo poca.

  2. con tutta la passione e l’idealismo di cui spesso mi si affibbia l’etichetta, trovo che ci siano qui i punti vertebrali:l’ossatura di un uomo, l’uomo collettivo, che ancora non si è formato perchè è cresciuto nell’artificiosa visione di se stesso, come un potente, forse un semidio, qualcosa che è l’egato al passato, non certo ad una attenta lettura di cosa sia l’equilibrismo in cui vita e morte si dibattono ancora,con o senza l’individuo di cui va tanto fiero il piccolo esserino che dice d’essere TIZIO TAL DEI TALI.Grazie, per la lettura.Spero che un amico e scrittore, mi invii presto il filmato relativo a questo poeta, ripreso a Genova, al 16° Festival internazione di poesia. Alla prossima,ferni

  3. Grande poeta, con un forte spirito critico e libero,da vincoli! Anche se ha una certa età a Genova è stato trascinante, una personalità unica,mitico.Vale la pena di ricordarlo.

  4. la lettera aperta per tutti quelli che amano la poesia

    Noi siamo poeti provenienti da diversi Paesi del mondo, e partecipiamo a questo grande Festival che esiste e tiene duro da sedici anni, nonostante tutti i cataclismi politici ed economici.

    Questo Festival è miracolosamente sopravvissuto per merito del poeta genovese Claudio Pozzani e del suo staff, capitano di questa barca carica di tanti valori spirituali senza i quali la parola “umanità” perderebbe il suo valore.

    Questo Festival è una barricata di libri sul campo di battaglia della coscienza contro il cinismo, la volgarità e la peggiore censura dell’indifferenza.

    Noi difendiamo categoricamente questa barca creativa insieme al suo capitano e promettiamo di spiegare le vele soffiando con le nostre voci poetiche e i nostri fraterni respiri.

    Genova deve essere orgogliosa di avere questo Festival, un’oasi artisticamente poderosa e irresistibilmente educativa così importante per gli orizzonti spirituali e creativi dell’Italia e del mondo intero.

    Evgenij Evtushenko

    un uomo che non risparmia di dire ciò che va detto.Io c’ero

  5. grazie silvia e grazie anche a te Carlo:mi avete sentito allora? Stavo cercando proprio la sigla del festival. Grazie.f

  6. Un articolo un po’ diverso dal solito, adatto ai più giovani,ma anche a chi vuole ricevere una scossa.Credo che dovremmo davvero,come dice Veevera, avvicinarci anoi stessi, incontrando anche ciò che non ci va a genio.La varietà è ciò che compone la vita, fino alle sue radici mortali, per poi rigenerarsi,sono le stagioni delle forme,ecco sì, credo che questo sia il modo per dire ciò che penso della diversità:le stagioni delle forme dell’esistenza.L’abito è questa mutevolezza.O no? Rachele

  7. sì, mi ricordo che, prima dell’ottantanove, tornando da Weimar verso quella che allora era la Germania Occidentale, attraversando il confine di Wartha, paesino della Germania dell’Est, mi chiedevo qual era il confine — la differenza — con Herleshausen, il primo paesino dell’ovest, mah, singolari e infelici invenzioni di uomini non interessati alle sorti dei loro simili, ma rigidamente soltanto alle proprie. L’ottimismo di pensare all’unico partito dell’Uomo non è facile da condividere davvero. Speriamo che l’evoluzione darwiniana, della carne e dello spirito, ci porti in quella direzione. Grazie Fernanda di queste meraviglie di Evtušenko!

  8. c’è un film di Wender, Lisbon story, in cui il confine, il suo attraversamento, il cambio della lingua ma non del paesaggio montuoso, o dei paesi di campagna, l’abbandono di ciò che un tempo era fiorente, sembra riprendere quello che dici ,caro sparz. SE in tutti questi secoli,cultura,rivoluzioni,religioni,arte e ricerca e…chi più ne ha ancora ne metta..l’uomo è rimasto lo steso arcaico uomo di un tempo allora non credo che ci sarà altra alternativa che questa continua guerra, con numeri ed esiti ma sempre guerra. Grazie a te e a Evtušenko. f

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