Se una luna di traverso vi portasse a leggere

Simone Rea- Anansi et la mort

L’ho trovato navigando in rete, avevo la luna di traverso io stessa, non riuscivo a venire a capo di una ricerca che stavo facendo. Ho trovato questo porto e ho iniziato a salire la costa, forse sarebbe il caso di dire la costola, perchè si parlava di libri, o meglio delle tante ombre che sollevano i libri con l’intenzione di fare luce. Credo sia la natura della scrittura, e quindi di tutti i libri, e in generale delle parole, quella di essere notturni. Ogni parola è l’ombra delle cose, dunque, a ragione, Dante naviga spesso nella “commedia umana”, tra fiumi di ombre, o di “senza corpo”, che pur ri-conosce. Con lui è in navigazione, nei canali della memoria  e nelle profondità del suo sangue, dunque anche e soprattutto delle emozioni, delle passioni spesso violente e addirittura nefaste, ogni uomo e addirittura Dio. E quest’ultimo non lo vede in un luogo staccato, isolato da se stesso, ma nel cerchio della sua pupilla, come se tutto il suo viaggio, nei mari della poesia, della storia, della religione, della filosofia, dell’astronomia, dell’arte di vivere e della guerra, dell’amore  e dell’odio, insomma di tutto ciò che forma il luogo- umanità, fosse stato un continuo accerchiarlo, cercandolo e cercando quale fosse “stato”, quale fosse  e sia il dolo di ogni uomo in se stesso. Ma ciò che sempre lui ci ricorda è che il viaggio avviene tra ombre, perché questo sono i milioni di sostantivi aggettivi complementi, insomma l’intero vocabolario che Dante s’inventa, invenandoselo di-retta-mente  dal greco  o dal latino. Anche altri autori hanno messo in guardia chi scrive e chi legge, come in fondo ha fatto  il maestro della lingua. Nell’articolo, di Enrico Cantino, viene ospitata una voce netta,quella di Prezzolini, una voce che ripete, per altra via, lo stesso avviso ai naviganti.

f.f. – 23 maggio 2010

Leggete e (non) moltiplicatevi.

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere. Gustave Flaubert

Scrivere un romanzo. Scrivere narrativa. Scrivere in versi. Il mestiere di scrivere. Come scrivere horror fiction. On writing. Come scrivere fantascienza. Come raccontare una storia. Come si scrive un giallo. Consigli a un giovane scrittore. Consigli ai giovani scrittori. Scrittura creativa. Manuale di scrittura creativa. Negoziando con le ombre. A volte la magia funziona.
Sono in molti a dispensare consigli e istruzioni su come scrivere. Pubblicano libri in merito. Organizzano corsi. Niente di male. È lecito, oltre che legittimo.
Assai meno numerosi i titoli sulla lettura. Ne cito qualcuno: Come leggere la poesia; Come si legge un libro?; Come si legge un libro (e perché); Perché leggere i classici. Saper leggere.
L’ultimo è di Giuseppe Prezzolini, fondatore del periodico “La Voce”. Nel 1976 ha dato alle stampe una Storia tascabile della letteratura italiana (recuperata nel 1993 dalla Biblioteca del Vascello), nella quale riassume «le esperienze di venti anni di insegnamento in America.»
La rassegna letteraria, in sé, non è gran cosa. Dice poco e rimane sul vago. Ben diversa l’introduzione, che contiene i «consigli di un autodidatta agli studenti, agli ignari, ai semplici, ai sinceri verso se stessi (se ce ne sono e hanno il coraggio di manifestarlo).»
Ne ho estratto alcuni. Assorbiteli. Fatene tesoro. Vi torneranno utili. Vi faranno pensare. Perché sembrano scritti ieri. Oppure oggi. E arriverete a una ineluttabile conclusione: se certi “scrittori” li avessero letti, invece di scrivere…

1. Non vi fidate mai interamente di nessun consiglio, di nessuna autorità, di nessuna storia estetica, di nessuna antologia e nemmeno di nessuna storia letteraria, compresa la mia. Ma questa vi servirà a farvene una vostra, mentre le altre cercano di precludervi da una vostra opinione. Vi dovete fare una vostra estetica, una vostra antologia. Prendete delle schede, fate degli appunti di ciò che vi piace o dispiace, e che più tardi potrete confrontare con quello su cui avete riflettuto, e cambiare correggendo, migliorando o peggiorando, non importa purché nasca, o vi paia che nasca dal vostro intimo convincimento.

2. Leggete gli autori antichi, perché da loro deriva anche oggi quello che scrivete in italiano. Anche oggi li comprendiamo poco, ma può darsi che domani gli italiani non li capiscano più. Ci sarà forse in Italia una lingua come oggi è il latino: da Dante a Montale, e per quest’ultimo dovete già adoperare il dizionario,

3. Leggete quello che potete, se non potete far a meno di leggere; ma se non avete voglia di leggere, non leggete. Meglio analfabeti che semi letterati. Gli analfabeti lavorano, i semi friggono di dispetto e d’invidia perché il pubblico non li legge, e diventano cattivi e noiosi.

4. Leggete quello che vi piace, ma provate anche quello che non vi piace, perché, se non lo conoscete, non potete sapere mai se non vi piacerebbe e nutrirebbe.

5. Siate aperti a tutti e chiusi a nessuno; ma ricordatevi che non vi è spazio per tutti, e tutto quello che perdete può esser perduto, senza recupero. Però rassegnatevi sempre a perder qualcosa, e siate lieti che in compenso avrete delle sorprese. Una cultura letteraria è fatta tanto di vuoti che di pieni. […].

9. Leggetela [la letteratura] come potete, e soprattutto come volete, usate i dizionari per capire le parole che non capite, o che credete di capire; non importa nulla di capirle all’antica se non le capite alla moderna, con la vostra testa, col vostro desiderio, col vostro appetito, col vostro odio e col vostro amore di oggi, ma vostro, non preso in prestito alla rivista, al giornale, al pulpito, e peggio che mai al parlamento.

10. Ricordatevi che non vi sono opere soltanto d’arte, opere di solo contenuto, opere che vi commuovono, e opere che modificano la società: queste son tutte balle dei filosofi dell’arte e dei politici del sapere. Le opere d’arte del passato furono scritte in tempi passati e debbon esser giudicate, assorbite, respinte da voi di oggi (ma non di domani, ricordatevelo e non vi illudete). Lasciate ai posteri giudicare i posteri. Non crediate che il vostro giudizio durerà; durerà per poco o per molto tempo, non importa: finirà. Altre generazioni verranno che giudicheranno a modo loro. Con altre estetiche. O senza estetiche. Magari con il loro ventre, null’altro avendo. Il vostro giudizio esiste come è ora; non è eterno; anzi sempre più passeggero; più il tempo passa, più fitto il setaccio si fa.[… .].

12. I testi che: adoperate siano i più accurati, se: potete e volete; ma poco e. raramente potranno cambiare i testi incompleti, scorretti, deturpati (se non censurati), che hanno usato i vostri antenati, e ve li hanno trasmessi; e non valevan meno di voi. Credete che Foscolo sia inferiore a Sapegno?

13. Gli autori in sé non esistono; siete voi pubblico di lettori, di critici, di commentatori, di contraddittori, di falsificatori, che li avete fatti e rifatti, e non ci potete nulla, perché un dubbio, una interpretazione un’aggressione, una prevaricazione lascia sempre le sue traccie, Gli autori che leggerete della letteratura italiana furono tutti rifatti dal tempo; e, se siete capaci, li continuerete a rifare per le generazioni future, anche se la letteratura italiana dovesse finire, come italiana, e diventare, come la sanscrita, la greca, la latina e ormai anche la francese, la inglese, la tedesca, un disco di grammofono e un volume di classici con lessico.

14. Ogni autore ci arriva carico di osservazioni, di opinioni, di passioni, di interpretazioni, che l’hanno modificato partendo da esperienze, abilità e conoscenze tecniche diverse: talora straniere affatto alla nostra storia. È impossibile estrarlo da questo impasto che lo ha attorniato e che cresce. […]. Così è dei classici di molte letterature. […] Possiamo ancora parlare con loro. Ma non dimenticatevi che la loro loquela non era quella d’un tempo.

15. Ricordate che un autore non deve esser venerato, finché non l’hai familiare; deve prima esser affrontato, morsicato, contrastato prima che sia tuo; i più tigliosi son talora i più nutrienti.

16. Non pensare di poter ottenere subito da quella talora stupefacente gente che emerse dopo anni, o dopo secoli, qualche cosa che tu possa imparare. Tutto quello che si è capaci di imparare è una scoperta nostra. Se non capisci uno di quelli che si chiamano “grandi scrittori”, non è colpa dello scrittore, ma tua. […].

17. Scòrdati affatto della credenza che gli scrittori rappresentino l’età, di cui sarebbero il “prodotto”. Salvo pochi, adoperano il linguaggio della loro età […]. Quale altra lingua potevano usare che la loro? Soltanto oggi certi scrittori adoprano la lingua e la sintassi che essi credono dominerà nel 2000. Tutti gli scrittori hanno la propria epoca contemporanea, ma talora formano l’epoca che segue, magari con differenza di secoli. Sono le epoche che aspettano gli scrittori, e non gli scrittori che aspettano la loro epoca per essere riconosciuti, sebbene qualcuno ne abbia prima avuto il sentore magari ne abbia fatto la profezia.

18. A qualunque età potrai far delle scoperte di scrittori, e forse ti pentirai di non averli conosciuti quando eri giovane; ti sbagli. Ogni lettore ha la sua età, che è il caso. Quelli che ti metteranno in mano a scuola spesso per un contrattempo, avresti dovuto avere cinque anni di più o di meno per capirlo. Ogni autore che ti commuove o persuade ha la tua data: quella in cui lo hai trovato, non mai, quella cronologica delle storie letterarie che sono […] un sistema semplice per metter in ordine degli eventi che non sono semplici, né ordinati e nemmeno cronologici. Sono tutte improvvisazioni, talora adatte, talora adattate e talora sconvenienti […].

21. Leggi e poi rileggi: ecco il grande problema. Non si ha più tempo, Ci sono troppi libri. Sant’Agostino avrà letto forse cinquecento libri. Ci vuole una cernita. Ecco il risultato di una vera selezione 1etteraria: quello che si riprende in mano dopo che son passate tante esperienze, opinioni, illusioni, sconcerti, buffonate, reprimende, naufragi; e letture inutili. […]

Enrico Cantino

Riferimento all’articolo pubblicato con l’autorizzazione dell’autore:

http://www.lalunaditraverso.com/portale/index.php?option=com_content&view=article&id=113:leggeteenonmoltiplicatevi&catid=1:raccontirubriche&Itemid=2

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