N.1 ground under thirty- Veevera- SAND PAINTING and ANIMATIONS

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Presenziare, vedere, partecipare.

Fare proprio un gesto meraviglioso, farlo al limite del magico come solo  quando si è piccoli si ha la capacità di intuire, di rilevare ed è  lo stesso limite che da’  vita ad un’opera, la rende  sostanza, carne dell’arte.
Carpirne il segreto, da dentro, essere impastati noi stessi di quella materia, sentirsi corpi di quella sabbia in movimento, forme mutevoli, mutanti, effimere, ma di luce, corpo della luce e sentirla mentre prende forma tra le mani dell’artista,  si amalgama al significato  mai raggiunto del vivere  e all’emozione forte che questo racchiude.

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Credo  sia la sfumatura, quella impercettibile e marginale, si direbbe  impalpabile sfumatura, fatta di minimi dettagli, che si fanno grandi connotati, che rende tanto coinvolgenti le opere di queste artiste.
.. musicista?…pittrice?… scultrice?…Suona, sia l’una che l’altra, su un tavolo luminoso le immagini: le rende note.

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E’ teatro e cinema: é arte del dire e disdire visto, però, da dietro le quinte, come tutti noi vorremmo fare. E. Quale emozione poter essere lì a guardare da dietro-dentro e poter vivere il pensiero dell’artista.
Sono in pochi quelli che hanno il coraggio di creare istantaneamente e  senza alcuna rete di sicurezza un’opera così affasciante. Gli stessi monaci tibetani, che pur legano ad ogni granello di sabbia colorata un significato mistico ed intimamente legato alla loro religione, si prendono molto tempo per portare a termine il loro lavoro. Lei invece, l’artista della sabbia, è un’impressionista della luce e della terra.
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Lavora, di fatto, con gli stessi elementi, ne fa’ variazioni di luce che corrispondono a variazioni del quadro, istantanea di uno stato d’animo del caso e della tecnica. Ecco allora che non è una scultura, in cui la materia è direttamente manipolata dalla protagonista, ma un tramite affinché la parte intangibile si riveli in diverse forme. Creare corridoi, strade feritoie per lasciare che la luce giunga a noi lievitata tra i suoi pensieri. Essere lì, nel preciso istante della nascita, ci fa sentire parte dell’atto creativo e dell’opera stessa. Sarà forse questa la ragione per cui molti si scoprono commossi durante le sue performance ? Perchè si, è un dono unico, breve, effimero, eppure in sè comprende  e porta un germoglio di infinito e l’artista ci ospita nel suo giardino con la semplicità dei bambini.
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Veevera-10 marzo 2010

Riferimenti:

16 Comments

  1. un’emozione rara e preziosa poter attraversare mondi di sabbia
    un dono magnifico entrare nel giardino incantato e mutevole
    un nodo, un’origine, un gesto…
    memoria di un gesto che illumina la semplice visione

    una pagina da trattenere, custodire come filo di luce
    per impressionare gli occhi, per ritrovarli gioiosi come mai cresciuti, leggeri e vivaci

    grazie Vee, elina

  2. Davvero molto belli, nella loro straordinaria semplicità esecutiva. Ciò che cattura è il movimento, rapido o lento, in cui la mano dell’artista si trasforma da arto in arte, si capisce da cosa derivi la parola e come esca dal corpo un'(i)dea. Incide la sabbia, la trasforma in mille forme come un vento, anche quello della creazione.Forse è vero che serve un ritorno indietro, al gesto, al segno puro, semplice, nitido, serve tornare a quell’origine, all’infanzia anche dell’arte e provare a camminare con gli altri.Forse c’è bisogno della semplicità della narrazione, di stare in ascolto, anche con la vista. Grazie Vee. ferni

  3. Non avevo mai visto questo genere di disegni, molto belli e soprattutto mandano all’aria la concezione di “pezzo da collezione”.Jacopo

  4. Mi sono piaciuti tutti, è come se qualcuno avesse finalmente trovato una formula per raccontare a grandi e piccoli, la stessa storia, in forma di favola, di fiaba d’arte. fabio

  5. Un cinema in diretta, una storia di animazione condivisa sul posto. Comunque penso che serva una buona dose di raffinatezza, di capacità di disegnare e anche grazia, nel movimento, non solo tecnica. F.Razzetta

  6. Che belli questi video! Finalmente ho qualcosa da condividere con …mio figlio! Credo che anche a lui piaceranno moltissimo. Sara

  7. Ammirato! Li ho visti più di una volta, c’è anche in loro una specie di misticismo, quel fare e disfare, che fa crollare ogni verità chiusa e conclusa nella ragione, e offre spazio non solo alla fantasia, ma alla fragilissima sostanza dei sogni. Alex.

  8. Sarà contenta Veevera per questa accoglienza! Nel frattempo, aspettando che quella benedetta ragazza arrivi,vi ringrazio tutti anche in suo nome.ferni

  9. bellissime parole e splendide immagini. non rimangono sullo schermo ma svolazzano alla ricerca di mani e sguardi di bimbi, nei loro percorsi di manipolazione dell’essenziale.
    la cosa più vera! grazie a Veevera e a carte che la ospita.
    ferni, un bacio!

  10. Hai visto che belli? Sono rimasta a bocca aperta anch’io per quella capacità di trasformare i segni l’uno nell’altro, serve una vera abilità e una sensibilità particolare, e poi…è un sogno dei bambini creare con la sabbia…che anche quel preistorico dio fosse…bambino? Ciao Api.grazie,ferni

    PS: chiedo scusa un video non era comparso, ora è visibile.

  11. Non ho parole se non queste: bellissimo post!.Qualcuno lo porto con me, grazie,Gabriella. A presto e complimenti per il blog.

  12. …grazie a tutti per questo caloroso benvenuto…grazie di cuore…

    …amo entrare in punta di piedi…non sono solita occupare il centro della stanza…non fa per me… …mi scuso sin d’ora se questa “benedetta ragazza” farà sempre tardi…ma mi piace dedicare ad ogni cosa il giusto tempo….non credo nella fretta..perchè bisogna…
    …sono alchimista…da sempre..e so che parte fondamentale di ogni pozione…è il tempo di composizione e miscelazione…senza quello…nessuna alchimia funziona a dovere…

    …soluto e solvente…danno sempre la soluzione…

    …Paracelso era stato chiarissimo nei suoi manuali…

    …grazie di cuore a tutti…sarò di ritorno tra brevissimo…

    …v…

  13. Sai, Gigi, pensavo alle grotte, ai segni, ai disegni che organizzavano una visione del mondo in cui, un po’ alla volta, più forme si univano tra loro, originando una creazione di figure mostruose, solo perchè raccolte non in sequenza ma una sull’altra,oppure con chiarezza ritraevano ciò che legava l’uomo ad ogni altra specie:disegnavano relazioni. Qui, a mio parere, ancora sono le relazioni a tenere insieme fili così sottili, come queste trame. ferni

  14. E’ vero. In estrema sintesi, volevo significare anche che non c’è soluzione, che non ci può essere un gesto che conclude ma soltanto uno che ne avvia un altro. Per ciò la relazione precede il gesto. Ciao, Ferni!

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