Federica Galetto Nightingale- due testi inediti

Ama la poesia e ascolta la poesia, Federica Nightingale, la percepisce come un luogo senza limiti di spazio tempo legami, lacci che precludano l’andare, attraversando anche i luoghi meno accoglienti dell’essere, sia quello individuale che quello collettivo.Tra i testi inviatici ne ho scelti due e, volutamente, li ho intrecciati con due opere di un artista polacco surrealista, T. Setowski, di cui spesso ospitiamo  “le visioni”. Scaturisce una frattura fertile, secondo me, da questo innesto e la drammaticità della parola, nel grottesco di quel colore assegnato alla vita, alla farsa comicamente tracciata del vivere odierno, assume connotati di una lucida sintesi critica su cui riflettere.

f.f.- 5 febbraio 2010

.

T. Setowski

.

Mi preme forzare
quell’ombra fuori dall’uscio
Sentirne scivolare via lo strascico
zoppo
E ritornare indietro nel pensarla
integra
Rimango spenta come fuoco
esausto fra braci
Abbandonata dal tremulo stupore
dei picchi arancio
Altrove sussurrano le migliaia
d’offese e le arie d’opera
come un simposio eclettico delle membra
consumate nel vizio
A tratti non conosco che un suono
Smorzate le pupille incendiate e arse
Perché il crepitare solenne di un tonfo
raggiunge le vette dei sensi a perdere
Come quando sfogliavo la vita per scorgere
la morte
Di un sogno
Pentito

.

T. Setowski

.

Ci sono le lampade accese
dentro quel portico lastricato
Le regole hanno ampliato archi
e le volte contornano roghi sospesi
Avevo legato alle travi migliaia d’ossa,
concentrico pendente sui nomi offesi,
ad asciugare le bizzarre sacche d’acqua
che lambivano il sole
E allora si trova nel mezzo un solo modo
Una sola precisa determinazione
Ma si rendono deboli gli occhi e le mani
I corpi non camminano
S’affronta uno spazio ristretto come in una
chiesa gremita
In silenzio e affanno
Perché non c’è più rima al suono della voce
Non c’è più nessuno seduto al tavolo
a desinare con noi
E noi neppure
Incapaci ormai,
digiuniamo.

*

Riferimenti:

http://lastanzadinightingale.blogspot.com/

5 Comments

  1. leggo ora per la prima volta
    mi colpisce la voce di Federica poichè scrive su fuoco
    nel primo testo sembra voler bruciare e liberarsi poi delle visioni/vissuti per difficoltà di perfezione/percezione
    nella seconda avverto una consapevolezza e punto di partenza diversi, come se si operasse una distanza che rende meno coinvolti, più stabili
    magnifiche poi le “visioni” proposte “ad intreccio”

    un grazie a Fernanda per la proposta e il riferimento di pagina

    elina

  2. L’adesività di Federica Nightingale

    Mi ricorda un po’ l'”adesività” di Rosita Copioli che, nel regime notturno, dice quanto le strutture mistiche siano importanti nella sua scrittura: i passi sintagmatici hanno più che l’archetipo del “caldo” una sorta di intimità vissuta in superficie. Come nella coppa dell’immaginario della poetessa romagnola, lo schema verbale in Nightingale è quello del “Penetrare”, come se la notte fosse in costante discesa sui simboli e sugli archetipi sostantivi.E la scrittura, per quanto generosa, non si dà come essenza dell’intimità materna, miele o soma, bevanda offerta dalla dea Ator, appollaiata su un albero, all’anima del lettore.

    V.S.GAUDIO

  3. Cadenzata e dal forte impatto sonoro la prima, un recitativo? La seconda si apre come un’aria, piu’ lirica e meditativa. Tutte e due tuttavia incidono e chiedono di essere declamate.
    un caro saluto
    Abele
    (molto azzeccate le immagini)

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