La pietra racconta ai sensi mentre de-canta i suoni della sua interiorità- Pinuccio Sciola

Questo lo afferma Pinuccio Sciola . Per incontrarlo basta fare un giro per il suo paese,  S. Sperate, un  borgo agricolo non distante da Cagliari. Lo conoscono in tutto il mondo come  il “paese-museo”. E’ diventata una tradizione, per il ripetersi da quant’anni, delle esperienze artistiche di muralismo che si effettuano nel borgo, ma la sua fama maggiore è dovuta ad un artista di fama internazionale. Si tratta di Pinuccio Sciola. E’ infatti lui ad inventare il concetto di “paese-museo” e a tenerlo vivo nel tempo fino ad oggi.

Le sue sculture vivono all’interno del paese, il parco è un atelier visitabile mentre la casa-laboratorio dell’artista, sembra più un cuore che batte e, insieme, fanno di quei luoghi la casa dell’anima , in cui l’isola tutta, la Sardegna, si riflette.  Pietre Sonore, le chiama, ed è lui stesso a parlarne.

http://www.youtube.com/watch?v=qzTLbiMi5_4&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=RBwCutWPZvQ

Ma la realtà sonora, l’intima realtà che vive nella pietra, come se, avesse viscere fatte di parole  de-cantate, che noi, ancora ci ostiniamo a suonare, mache, forse, ha vocaboli ancora da tradurre in litolinguaggi.

Note sull’artista:

Biografia
Nato a San Sperate il 15 marzo del 1942. Scultore e pittore autodidatta.
Nel 1959 viene “scoperto” attraverso una mostra concorso organizzata dal Circolo La Rinascente. L’architetto Guido Vascellari gli assegna una borsa di studio per 4 anni e gli permette di frequentare il Liceo Artistico di Cagliari.
Nel 1963-64 organizza una singolare mostra all’aperto nell’orto di San Sperate dove fino a quel momento lavorava come contadino. Studia a Firenze e frequenta un corso di scultura all’accademia internazionale di Salinsburgo.
Nel 1967compie un viaggio in Spagna dove frequenta l’universita di Moncloa e approfondisce la sua conoscenza sulla scultura romanico-spagnola.
Nel 1968 su sua iniziativa e con la partecipazione di tutti i suoi compaesani progetta di trasformare San Sperate in “Paese Museo”. Sui muri delle case vengono dipinti i primi murales, le strade e le piazze adornate di sculture. Nello stesso anno gli viene assegnata la cattedra di scultura al Liceo Artistico di Cagliari.
Nel 1973 lavora con Siquerios a Città del Messico dove esegue dipinti sui muri delle strade del quartiere popolare di Tepido.
Nel 1976 partecipa alla Biennale di Venezia, esponendo “Le Canne e i Cadaveri” in Piazza San Marco. Le opere vengono poi esposte a Bologna.
Nel 1978 avvia il progetto di una scuola-laboratorio a San Sperate. Una sua scultura viene sistemata nel centro storico di Kirchheim Unter Teck presso Stoccarda come prima pietra del Parlamento Europeo.
Nel 1984 espone alla Besana e in Piazza Affari a Milano e nel 1985 alla Quinquennale di Roma. Realizza a Cagliari il gigantesco murale nel palazzo UPIM in piazza Repubblica , e in Piazza Affari a Milano espone il suo gigantesco presepe.
Tra le sue opere si ricordano anche, La Via Crucis in legno per la chiesa di Magomadas (1966), il Monumento ai Caduti ad Ozieri (1969), la Madonna del naufrago collocata sui fondali dell’isola dei Cavoli a Villasimius (1979), il Monumento ai minatori di Buggerru (1982), le Statue per i giardini pubblici di Arnhem in Olanda (1986), ed una serie di sculture e Pietre Sonore collocate in spazi aperti di vari paesi della Sardegna, a Barcellona, Città del Messico, Parigi, Liegi, Heidelberg, Monaco, Amburgo, Leverkusen, le sue Pietre Sonore a Bologna, Venezia, Assisi, Roma.

Riferimenti:

http://www.pinucciosciola.net/site/it-IT/

http://www.sansperate.com/content/intervistasciola.htm

http://www.sansperate.com/content/pietre_suonante.htm

http://www.cosaspreziosas.com/prodotti-sardi.php?articolo=pietre-sonore

6 Comments

  1. conosco i lavori di Sciola, alcuni sono situati in una piazzetta del centro. belli e interessanti se fossero più tutelati e protetti, visto che non si riesce a ‘salvare’ la piazza e le sue opere da stupide incursioni notturne…ma è storia vecchia: la piazza meravigliosa coi lavori di Nivola è nella stessa condizione, nonostante le sollecitazioni dell’intellighentzia del posto…
    conobbi le sue pietre sonore ad una mostra, ne rimasi sì colpita ma dubbiosa…un concetto che so appartenere ad altre parti del mondo. non solo, le pietre che suonano le trovi anche in natura, la stessa natura che dice, nel video, di aver violato coi suoi attrezzi da scultore.
    vedere massi scavati di linee perfette, sonori si ma profondamente raggiunti fino al loro più intimo centro…mi lascia interdetta. almeno per quanto riguarda il suo pensiero iniziale.
    ciò non toglie che Sciola e le sue pietre sonore fecero bellissime cose in musica, insieme a Paolo Fresu, che ammiro molto.
    …ma, sia chiaro, il mio non è un giudizio, lungi da me!giusto un pensiero. del resto, non possiedo strumenti per esprimermi diversamente ed in modo costruttivo.
    ognuno mostra, nelle sue cose, lo sguardo che possiede del mondo, e non sempre viene capito o solo intuito.
    ciao, api

  2. L’autore di queste sonorità dice anche che, fortunatamente, la natura si riappropria comunque di tutto ciò che l’uomo crede di aver colonizzato una volta per tutte, stoltamente.
    Penso che qualunque nostro movimento, compreso quello della parola,sia un inquinare ciò che la natura dice in un silenzio pieno e nitido, ma fa parte della nostra natura “animale”, tanto quella del castoro che costruisce dighe,ostruendo il percorso dell’acqua. Opera destinata,nel tempo a decadere,tanto quanto le nostre,piccole dighe di carta. Ciao api.f

  3. necessitano, allora, portatori di terra e semi per lenire, colmandole, le ‘ferite’ su quelle pietre.
    credo che inizierà lo stesso loro artefice…il tempo.
    api

  4. Non serve.Lui, come le pietre,resterà lavorato dal tempo,dal vento,dalla pioggia,da altri che cammineranno su quelle orme nemmeno riconoscendole come tali. Ciao.ferni

  5. dovevo andarci in sardegna quest’anno, poi mi sono infortunato e ho rimandato tutto a quest’anno. Mi segno il posto e ci vado, di sicuro e anche a vedere la Lai. Grazie per questi suggerimenti.seba

    1. nemmeno io ci sono stata, l’ho vista dalla Corsica e, dopo tanti inviti, forse ci vado anch’io, non me la voglio perdere. Ciao Seba,f

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