Sulle tracce dei cardellini- Lucetta Frisa

Emanuele Luzzati- Eden

Si tratta di un libro, dalle dimensioni contenute, illustrato da G. Carrozzini ( la copertina) e da Giuseppe Pellegrino. Bianco cangiante l’involucro esterno, quasi di neve come il fondo delle pagine interne, con scritte in rosso magenta e un’immagine centrale, un uccellino  anch’esso rosso dietro una rete metallica nera, inevitabilmente richiamano inquadrature visive e ricordi legati alla cattura e alla reclusione, se non altri più nefasti accadimenti.

Me lo ha inviato Lucetta Frisa, questo libro, che lei, immagino, ha sottotitolato: una flanerie. Come a dire che ci sono vagabondaggi, o forse anche  escursioni, in cui la temperatura del corpo, il battito del cuore e della passione variano a seconda dei luoghi visitati o abitati.  Percorre la storia, Lucetta, la storia del cardellino, sembra, mentre ciò che resta catturato dalla sua scrittura, nitida,  a sanguigna, ma pacata, è l’uomo, in epoche diverse per datazione,  che non evidenziano però un reale progresso, ma un’ invidia, una volontà di possesso e un’ assurda volontà di rinascita, attraversando le spoglie del corpo di questo meraviglioso cantore, che gorgheggia in virtù delle sofferenze patite.Viene infatti accecato, il cardellino, per farlo cantare più soavemente. Non sono riuscita a disgiungere la visione di quelle anime, per altro in condizione diversa (davvero?) che per scelta si sono rinchiuse in conventi di clausura e lì, inebriate dalla mancanza di relazione con il mondo, e inondate da mistiche visioni, cantano lodi al creatore. Mi domando come mai sia d’obbligo la cecità, prodotta da clausura, l’allontanamento e la reclusione, la mancanza insomma, per poter accedere alla parte più lieve e migliore di noi. Ma è davvero così?

Non risulta anch’essa, in qualche modo, falsa? Falsata e falsante perchè prodotta in una situazione di cattività di cui uno patisce e l’altro gioisce?

E il libro, nei suoi pellegrinaggi nelle diverse teche della storia, nelle diverse dislocazioni geografiche  che raggiunge in un volo, dichiara anche questo, secondo me.

Non mancano le citazioni: poeti, romanzieri, cantanti e pittori che, nel loro percorso, hanno incontrato canarini, cardellini, pettirossi, lasciandosi contaminare dai loro colori, dalle più-me che liberavano nella voce fattasi volo interiore.

Scrive memorie comuni, di noi tutti, Lucetta, dunque tra-scrive ciò che attraversa ognuno di noi, compresa la barbarie del sequestro, della violazione del diritto alla libertà, della sacralità della vita e della scelta, di ciò che ha snaturato le condizioni vitali e la percezione stessa della vita.

Porto l’ultima pagina, la chiusa che Lucetta Frisa utilizza prima di poter chiudere il suo libro,  per non chiudere  in noi, in realtà,  la possibilità a ripensarci, a rivedere quelle che sono le mortifere condizioni in cui ci relazioniamo con un eden che non si trova altrove nel passato, né vedremo mai nel futuro, se non cambiamo direzione, se non rompiamo quelle gabbie che ci portiamo dentro.

Forse, per chi cattura e resta poi catturato (già lo sostenne Dante nelle righe della sua commedia umana), si tratta di ricostruire un proprio eden in-cantato in cui si pesa sul corpo dell’altro, libero dalle nostre gabbie e dalle catene psicologiche, psicotiche o addirittura patologiche, e liberando altresì ciò che in noi non ha più suono.

Leggere il libro merita, per questo non ne ho portato nemmeno un frammento, non ne ho staccato nemmeno una piccola piuma, sarebbe stato come decomporre il corpo di una voce che va libera-mente, dalla foresta al giardino, dal cornicione dei palazzi di città fino all’orecchio dei passanti che, catturati, ne ascoltassero le note.

fernanda ferraresso- 28 dicembre 2009

Momo Takano- i colori del sacro

Riferimenti al libro e alla casa editrice:

http://www.edizionijoker.com/Pagine%20libri/LAR%20-%20Sulle%20tracce%20dei%20Cardellini%20-%20Frisa.html

3 Comments

  1. Il regalo più gradito di questa fine d’anno l’ho ricevuto da te, cara Ferni, con questa presentazione più che affascinante. Se non l’avessi scritto io il libretto , mi verrebbe voglia di…correre sulle tracce di…
    GRAZIE infinite e 1000 CALDI AUGURI da me e Marco
    lucetta
    e grazie a Elina per avermi segnalato questo tuo bellissimo testo così tempestivamente.

  2. Elina è stata nominata ufficialmente responsabile dell’Archivio e delle memorie, ora dovrò assegnarle anche la qualifica di Public relation vista la sua abilità di mettersi in contatto.La ringrazio davvero tanto.
    Quanto al libro ti ringrazio ancora una volta di avermelo inviato, è una dote da portare in salvo: l’essere capaci di raggiungere l’altro, uomo o animale o accadimento che sia, come luoghi di un sé che ci sostanzia. Grazie a te, dunque. Un abbraccio e tantissimi Auguri, a te e Marco, per un Anno che ci pro-muova tutti verso un nitore di cui c’è necessità.ferni

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