UN BAGAGLIO A TORRE

Andre Beuchat

Sono parecchi giorni
forse anni secoli millenni
che costruisco questa
infinita torre di gigli e
catene di parole fame frane
di neri capelli scarpe
scarpini farfalle asole
da sera le fate cavigliere
gonne tutte le misure
delle donne create su misura
per quegli abiti e i loro
attaccapanni ho incastrato
torri di castelli e messo
prigioni fossati alla gogna alberi
della cuccagna falli innumerevoli
galline topi pattumiere
auto da corsa rapine
le guerre i manifesti tascabili elettori
l’etica l’ etichetta i marchi di fabbrica
la paura e la fame
fotografie di morti battaglie
di misericordia e odio
trinitrotoluene pane sale
porte scalini acqua che sgorga
lavandini affari intasati
caffè andati a male bicchieri
plastica tovaglioli accartocciati figli
errori dei padri dei figli dei padri
dei figli dei figli dei
altari lampi candele oli santi
estreme funzioni bacheche
omissioni sarcofagi balene
coleotteri lucciole puttane strade
ingombri cassonetti cassetti di memoria
spazzatura fogli bianchi banchieri carta stracciata
pali della luce colle colline collant
mutande usanze costumi buffoneschi
telefoni cloni contanti conti della spesa
spose sovrane gatte da pelare
donne madonne lacrime sangue il feto
il letto da rifare chiodi e calendari
bistecche sangue stagioni croci
gelsi gelosie crocevia profughi corpi su corpi
scavati dalle braccia di altri corpi
del corpo della terra madre pianeta pineta tomba
dispersa dentro il cranio di una stella
rime lime cantine spranghe d’acciaio anelli
nubifragi catacombe piramidi calzari
pesi d’oro e parole manomesse
graffiti colori penne pennelli sonagli pannelli
schiuma una vertebra parlante date
sondaggi conchiglie spilloni
cose che pungono alla rinfusa effusioni
canzoni ninnenanne libri manuali tonnare
salmoni che saltano circhi cercati sopra sotto
fondazione ferri da presa e punti metallici
graffe griffe giraffe suoni impresari ossari catafalchi
e grifi cavalli zoccoli serpenti la mela rossa e
quella verde semaforo sciolina lini del saccello
scope scopetti tromboni funivie articoli e
sommari somari asini tracolla bandi bidoni
concorsi lettere l’oriente
l’occidente carie cariatidi carote messali dei idoli
capanne di canna e di cemento
unghie ali navi fasciami viti bottiglie
scalpelli vetri divieti denti occhi cave
d’argento piatti da portata osterie bordelli
parlamenti fumi grotte miniere sale catrame
petrolio unguenti sedimenti di calcare
travi navate di abbazie chiostri pennini latte
ferrovie stazioni di via crucis rosari roseti ardenti
libri tovaglie arche sopraccigli mostrine da ufficiali storie banali
vaniglia valigia banane crostate costati trafitti
baionette filtri d’amore rastrelli frontespizi
ospizi ostelli neve fresca elenchi
camere a gas tabernacoli oracoli indovini cretti
dei fiumi cretini aste steli stilo funerali statistiche fori
colonnati colonne sonore silenzio orge rammendi
rododendri rocce gnomi corsari corsisti corsie
comuni indigestioni particelle pronomi
virgole infissi montanti montoni sotto le corna
asterischi assiomi collusioni vitalizi
interstizi ulisse penelope la storia di medoro il minotauro
gloria rovina famiglie e casati draghi pirati medaglie medaglioni
forzieri forzati forzature imprimiture cassazioni cassate
gelati coppieri medioevi universiadi olimpiadi le fiaccole
grate servette condottieri agnelli e agnus dei falchi
bracconieri lancieri bengala fuochi d’artificio
botti raccolte di vino rocchetti di seta siepi serpi sentieri
sieri gli antidoti le specie dei batteri blatte anellidi muffe
funghi commestibili lieviti tegami cuochi mazzieri acuminati
aghi echi della memoria frantumi sparsi arse menzogne
zeri coltelli le vene aggrovigliate i battiti del petto
un sospetto un tetto senza la stanza sandali di cuoio ortiche
qualche poesia presa in fretta una presa di sale una scorza
di mare miele favi e fave castagni melograni mandorle
noccioli papaveri e papà fattrici anche l’ultimo stadio
il pallone tondo ovale un uovo
la semente una lente e ci sta ancora una lancia una dedica stipata
in fondo al fondo di un comune bagaglio la torre antica
che s’innerva dentro il tendine del mondo un mappale da catasto
senza confini e pertinenze solo migrazioni
sforamenti inconvenienti inconcludenti che hanno sfogliato
gli anni in questa foggia una comunità di eventi vivi per un nome
e un posto dentro la filza a giorno la sfilza di quelli che spingono
alla base del bagaglio un conguaglio che non chiude il viaggio dentro
il cono.

Andre Beuchat

1 Comment

  1. siamo costruttori di torri, le erigiamo le abbelliamo le invadiamo di cose non tutte necessarie
    anche noi siamo anelli della torre, spinti, sospinti verso l’alto bagaglio, peso che pesa su chi vive tra gli opposti
    ora una sensazione ricevuta dal testo o meglio un’immagine:tutte queste parole unite per assonanze e somiglianze come lo sferruzzare veloce e appagante e quando i ferri si incrociano svelti ecco una scintilla luminosa “senza confini e pertinenze solo migrazioni”

    ciao Ferni, un abbraccio

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