Alla domanda chi e che cosa siamo noi un vecchio saggio rispose così:- Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi,di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa, la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti.-
aruna rutkus

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Proposte di lettura di Milena Nicolini:
L’angolo delle poesie di Daria – a cura di Milena Nicolini
Ancora lei vi porto, nuovi testi di DARIA MENICANTI
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Proposte in ordine sparso
Da Un nero d’ombra
Stretta, direi affrescata, alla parete
ronzante della magica tradotta,
col gomito affilato del vicino
tra una costola e l’altra scompaio
in estasi e all’unisono con tutti
gli utenti del primo metrò.
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A.V.I.S.
…perciò donatrice di sangue
mentre parlo con te, scrivo poesie,
passeggio per i banchi rivelando
l’intima essenza dell’Accusativo,
una parte di me sta partorendo
al Mangiagalli
o sogna già tranquilla
dell’incidente
dietro un bianco oblò.
A volte, così ricca di persone,
proliferante,
mi chiedo s’io sia
un pallido tranviere
un mascalzone
uno del Sud affilato alla falce
di atroci gelosie
e – tout de meme –
la Daria Menicanti.
*
Estiva
Ogni sera le madri dai balconi
chiamano i figli con urli soavi.
Cadono i nomi gridati nel buio
come stelle filanti. Ad uno ad uno
tornano con le bluse a quadrettini
le gonnellette alte una spanna i teneri
re,
le regine.
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Da Poesie per un passante
Guardie e ladri
Il fulmine piombò per la finestra
nel mezzo della stanza, saltò
sul lampadario, allegro ed incosciente
acrobata e ri-uscì dalla ringhiera
opposta tra pezzi di vetro.
E poco dopo ecco arrivare il tuono
urlando se di là
era passato un giovane teppista
in luminarie e neon violetto. -No -
gli rispondemmo con piena omertà.
E il tuono spazzò via sulle orme aguzze
della saetta. Noi naturalmente
eravamo per il fuggiasco, il bel
transfuga e non per l’affannoso
poliziotto
*
Epigramma per un verme
Un verme tranquillo e bavoso
d’un roseo infantile fa il traghetto
del viale.
Mi domando perchè poi
mi faccia quasi tenerezza … Ah, sì:
è perchè ti assomiglia, mio diletto
*
Specchio
…et moi dans mon coin
C. Aznavour
Dallo specchio lo vedo appiattirsi
per l’altra stanza insistente beato
di lei, del suo vestito turchetto.
Dentro i bruschi capelli appassionati
lei la indovino casta duramente,
più dei suoi corti anni opulenta.
Ma lui uomo di lampi, lui di vasti
clamori e pianti esperito
libidamente a mano a mano l’ha,
malgrado me, sospinta -
e se la gode in piedi – in un angolo
*
Da Ferragosto
Lei
Ciondolando succhiandosi le labbra
con i vezzi delle sirene
ti aggirava e annescava
e spalmando parole di burro
e montando parole di panna
con tenere cose come queste
aderiva aderiva: mai veduta
una pania compagna.
Ma tu sai che in amore
ogni legge è permessa:
c’è chi vince e chi muore
c’è chi tiene e chi molla.
Fu così che in quei giorni
me ne morii di colla.
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Bella di notte
Ancora risoluta a essere bella
con labbra ansiose e larghe
piena di truffe d’amore
la donna avanza e calpesta sonante
il pianeta. Sfinisce in orrori
la notte calda coi soliti gridi
e lei da sola balla
in grembo ad una piazza
lei balla una vertigine, un fragore
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