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	<title>CARTESENSIBILI</title>
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	<description>Alla domanda chi e che cosa siamo noi un vecchio saggio rispose così:- Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi,di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa,  la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti.-</description>
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		<title>CARTESENSIBILI</title>
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		<title>DIARIO: Vittoria Ravagli e la Luna</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 09:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; . Mi hanno cercata per telefono, mi hanno chiesto di correre in piazza. Una cagna come impazzita non si fa avvicinare. Se nessuno riesce a metterle un collare, l’uccideranno. &#8230; <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/20/diario-vittoria-ravagli-e-la-luna/" class="read-more">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30351&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/luna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30352" alt="Luna" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/luna.jpg?w=547&#038;h=397" width="547" height="397" /></a></p>
<p><!--[if !mso]&gt;--></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p>Mi hanno cercata per telefono, mi hanno chiesto di correre in piazza. Una cagna come impazzita non si fa avvicinare. Se nessuno riesce a metterle un collare, l’uccideranno. Così come sono, con l’odore di stalla e gli stivali di gomma, prendo l’ R 4 e corro giù.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Lei è là a dieci metri circa, accucciata, appoggiata al muro della chiesa. Guarda fisso tutto quello che si muove intorno, pronta a scattare. Mi dicono: “Le hanno tolto i piccoli, ha partorito da poco e lei ha azzannato la persona che la voleva legare per portarla al canile. Ringhia a chi l’avvicina, è pericolosa.”    Certo che lo è, lo sarei anch’io. Mi fermo, mi accovaccio a terra e scambio con lei sguardi da femmina. Che non si provino ad avvicinarsi, che non ci pensino neppure. Li sbraniamo. Lei trema in modo chiaro, continuamente. E’ una dalmata bellissima, terrorizzata. La capisco, ci capiamo. Dopo non so quanto tempo che sono lì, mi alzo piano. Appoggio di fianco a lei, avvicinandomi lenta, un collare ed un guinzaglio. Come dirle: “dimmi se posso” “dovremmo, sarebbe meglio per te -  e per me.  Se no ti uccideranno, so che poco ti importa ora che ti hanno portato via i piccoli, ma proviamoci”. Così, guardando i suoi occhi acquosi e addolorati, capisco che non ci sono resistenze. Ecco, piano piano avvicino il collare, lo apro, lo infilo….Bene. Lo chiudo. Mi guarda e i suoi occhi  mi dicono che si fida, che spera di poterlo fare. Può, deve.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">L’accarezzo. Attacco il guinzaglio corto al collare e le faccio capire che si va. Trema ancora, sempre, senza calmarsi. Ma si alza; ci muoviamo lentamente, mi segue.  Sotto lo sguardo attonito di molte persone accorse,  andiamo:  noi due insieme, femmine diversamente ferite, stessa fragilità, selvatiche.  La chiamerò Luna, penso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Che non si provino ad avvicinarsi, che non ci pensino neppure.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong>Vittoria Ravagli</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cartesensibili.wordpress.com/30351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cartesensibili.wordpress.com/30351/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30351&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">fernirosso</media:title>
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			<media:title type="html">Luna</media:title>
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		<title>TI DO’ LA MIA PAROLA- Museo Del Bali’- Incontri</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 08:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ PROVICNCIA DI PESARO URBINO                         Associazione culturale Uno Nessuno Centomila                                                                    TI DO’ LA MIA PAROLA 1° edizione &#8211; 25/26 maggio 2013  Museo Del Bali’   LA FIDUCIA   “Ti do &#8230; <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/20/ti-do-la-mia-parola-museo-del-bali-incontri/" class="read-more">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30466&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><b> </b>PROVICNCIA DI PESARO URBINO                         Associazione culturale<br />
<b></b><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"><b><span style="font-size:10pt;font-family:'Agency FB';color:gray;">Uno</span></b> <b><span style="font-size:10pt;font-family:'Agency FB';color:gray;">Nessuno Centomila</span></b></span></p>
<p style="text-align:right;"><img class="alignnone" alt="" src="http://www.comuni-italiani.it/041/stemma.jpg" width="119" height="118" />                                                                   <!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p style="text-align:center;"><b><i><sup><span style="font-size:28pt;font-family:Arial;color:#00b050;">TI DO’ LA MIA PAROLA</span></sup></i></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0 35.35pt .0001pt -1cm;" align="center"><b><sup><span style="font-size:22pt;font-family:Arial;">1° edizione &#8211; 25/26 maggio 2013  Museo Del Bali’</span></sup></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0 35.35pt .0001pt -1cm;" align="center"><b><sup><span style="font-size:22pt;font-family:Arial;"> </span></sup></b></p>
<p style="text-align:center;"><b><sup><span style="font-size:24pt;font-family:Arial;color:#00b050;">LA FIDUCIA</span></sup></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:'Book Antiqua';"> </span></p>
<p><b><i><span style="font-family:'Book Antiqua';">“Ti do la mia parola”</span></i></b><span style="font-family:'Book Antiqua';"> è un Progetto culturale con finalità di <b>prevenzione</b> del disagio sociale e psicologico. </span></p>
<p><span style="font-family:'Book Antiqua';">Prevede un appuntamento annuale in cui si discute dell’Uomo, inteso come animale sociale ed individuo protagonista nella comunità. È la realtà contemporanea che vogliamo andare ad indagare, comprendere, interpretare. Una modernità strappata che ha perso sicurezza, dimenticato un comune linguaggio capace di fare società.</span></p>
<p><span style="font-family:'Book Antiqua';"> “Ti do la mia parola” era una frase che consolidava.  Bastava in sé. Conferiva valore simbolico al gesto, alla stretta di mano, al patto solidale. La parola diventava azione, garantiva fiducia, certezza etica. Anche nella contrapposizione i ruoli mantenevano una solidità identitaria che costituiva il presupposto dialettico. La modernità, da un lato, ha generato una facilitazione dei rapporti, dall’altro ne ha minato le basi fondanti. Un baco, una rete bucata, un etimologia negata, questo il lascito. </span></p>
<p><span style="font-family:'Book Antiqua';">Da che parte è necessario ricominciare? Quale la genesi che ha condotto a questa crisi di sistema?  Quali strumenti è necessario mettere in campo per ricostruire un linguaggio condiviso? Una psicoanalista e una scrittrice si sono incontrate e hanno individuato nella parola, nel suo uso corrente così come nel suo archetipo, uno strumento fondamentale di elaborazione, uno specchio illuminante, un grumo prezioso e complesso, per rispondere a queste domande.</span></p>
<p><span style="font-family:'Book Antiqua';">La psicoanalisi fornisce una visione del soggetto, della sofferenza psicologica e del legame fra gli individui che risulta rivoluzionaria nel nostro tempo. L’epoca del computer, del consumismo imperante percorre la via di una scientificità standardizzante che nega la singolarità non solo di ciascuno ma della stessa condizione dell’uomo fra le altre forme di vita esistenti in natura. Tale singolarità si fonda sull’uso della parola, del linguaggio e di un ordine simbolico che “snatura” il corpo dell’essere umano. La parola crea una dimensione nuova che Freud ha chiamato “l’Inconscio”, un “territorio straniero interno” con cui ciascuno deve fare i conti, un’estraneità intima, che racchiude la verità del desiderio singolare di ciascuno e che spesso viene negata. L’inconscio è fatto di parole, segni, marchi linguistici lasciati all’interno delle prime relazioni. Aprire un dibattito sull’inconscio significa lavorare sulla parola e di conseguenza sul legame sociale, sulla dimensione relazionale della struttura umana…. Un punto di partenza che può aprirsi a tutti gli aspetti della vita: economico, psicologico, lavorativo, familiare, amoroso ecc. </span></p>
<p><span style="font-family:'Book Antiqua';"> La parola è segno che nomina, che chiama, che riconosce. È necessario ritrovarla nuda e pregna, togliere la polvere dell’uso-abuso, riascoltarla senza qualunquismo e oscurantismo. La parola fonda le idee e la cultura, il comportamento sociale, la qualità delle relazioni. Prima ancora di essere comunicazione, è esistenza. </span></p>
<p><span style="font-family:'Book Antiqua';"> La parola poetica, che è ogni volta quella parola e nessun altra, in tutto il suo senso e in tutto il suo suono, è un viatico primario nel processo di definizione e scoperta del linguaggio.</span></p>
<p><span style="font-family:'Book Antiqua';"> Ogni anno verrà proposto un tema che sia un’esplorazione linguistica, e quindi sociale e culturale, a partire dalla relazione che la parola fonda tra gli esseri umani. Si incontreranno molteplici figure professionali: giornalisti, filosofi, psicoanalisti, economisti, medici, scrittori, artisti ecc.</span></p>
<p><b><span style="font-family:'Book Antiqua';">Per l’anno 2013 il titolo sarà: La Fiducia</span></b></p>
<p><span style="font-family:'Book Antiqua';">La crisi. Termine divenuto oggi di uso quotidiano per descrivere il malessere economico e sociale. Con essa si indica il “male”, essa è il male. Utilizzata come richiamo onnipotente, non lascia spazio all’azione dell’uomo. La crisi diventa il soggetto e l’alibi. Il senso etimologico del termine sta indicare in verità l’azione di cambiamento che nel corso della malattia decide la guarigione o la morte del soggetto. Ecco allora che la “crisi” non può essere considerata il passo ultimo, o la ferma statica ed immutabile di una condizione, così come oggi viene intesa, bensì la possibilità di decidere, di scegliere il cammino. Un percorso che, per essere virtuoso, necessita di complici, compagni di strada, altre parole feconde come “fiducia”, parente laica di quella fede che offre affidamento e consegna. “La Fiducia”, si declina come una necessità, un’urgenza imminente per i rapporti sociali, nel lavoro, dentro l’unità familiare.  </span></p>
<p><span style="font-family:'Book Antiqua';"> L’evento si svolgerà in due giornate: apertura il sabato mattina alle 10, chiusura la domenica alle 12, presso </span><a href="http://www.museodelbali.it/" target="_blank"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;color:#1155cc;background:white;">www.museodelbali.it</span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0 35.35pt .0001pt -1cm;" align="center"><b><sup><span style="font-size:30pt;font-family:'Antique Olive';color:#669900;"> </span><span style="font-size:24pt;font-family:Arial;">Programma</span></sup></b></p>
<p><b><span style="text-decoration:underline;"><sup><span style="font-size:20pt;font-family:Arial;color:#00b050;">Sabato 25 maggio </span></sup></span></b></p>
<p><b><span style="font-family:'Antique Olive';color:#00b050;">LA CRISI DI</span></b><b><span style="font-family:'Antique Olive';color:#00b050;"> FIDUCIA NELLA RELAZIONE: La violenza che uccide il dialogo</span></b></p>
<p><span style="font-size:14pt;font-family:'Informal Roman';color:#00b050;"> </span></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">ORE 10.00                Benvenuto di <b>Cristiana Santini</b>, e <b>Paola Turroni  </b>coordinatrici del Festival</span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">ORE 10.30                A confronto: </span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Alessandra Carnaroli</span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">, poetessa, autrice del libro “Femminimondo” </span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Monica Vacca</span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">, Psicoanalista presso “il Cortile”, consultorio di psicoanalisi applicata del Centro internazionale delle donne di Roma, Membro SLP (Scuola Lacaniana di Psicoanalisi), AMP (Associazione Mondiale di Psicoanalisi), Segretario SLP di Roma </span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Matteo De Lorenzo</span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">, psicologo, Membro dell’Associazione “Il Cortile”, a Roma, membro dell’equipe per l’aiuto ai minori del Centro “</span></sup><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">La Ginestra</span></sup><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">”, per donne in difficoltà, provincia di  Roma.</span></sup></p>
<p><strong><span style="font-family:'Antique Olive';">ORE 12.30            Pausa pranzo</span></strong></p>
<p><span style="font-family:'Antique Olive';"> </span></p>
<p style="text-align:center;"><b><span style="font-family:'Antique Olive';color:#00b050;">LA CRISI DI FIDUCIA NELLA SOCIETA’: Quando la parola non fa più legame</span></b></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">ORE 14.30               Intervento di Davide Rossi, Assessore alla Cultura della provincia di Pesaro e Urbino; saluti del Sindaco di Saltara Fabio Ciccoli</span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Introduzione di <b>Cristiana Santini</b> </span></sup></p>
<p style="text-align:center;"><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> Tavola rotonda</span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Relatori:<br />
</span></sup></b></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;">Pasquale Indulgenza</span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;">, Psicoanalista, Membro Della SLP e AMP, Responsabile clinico della Fondazione Augusta Pini e Istituto del Buon Pastore Onlus di Bologna</span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"><b>Padre Renzo</b> frate dell’Ordine dei Comboniani</span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Fausto Bertinotti</span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">, ex Presidente della Camera </span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Giacomo Falcioni</span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">, Direttore Generale BCC (Banca di Credito Cooperativo) di Fano</span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Discutono      </span></sup></b></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Fabio Cavallari</span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">, scrittore</span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Giuliana Capannelli</span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">, Psicoanalista, membro SLP e AMP, Presidente dell’Associazione Heta di Ancona, (Centro Multidisciplinare per il disagio psichico e i Disturbi Alimentari)</span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;">ORE  16.30               coffe break</span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;">ORE  16.45               Ripresa lavori </span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;">ORE 19.00                Chiusura dei lavori</span></sup></p>
<p><b><span style="text-decoration:underline;"><sup><span style="font-size:20pt;font-family:Arial;color:#00b050;"><span style="text-decoration:none;"> </span></span></sup></span></b></p>
<p><b><span style="text-decoration:underline;"><sup><span style="font-size:20pt;font-family:Arial;color:#00b050;">Domenica 26 maggio </span></sup></span></b></p>
<p><b><span style="font-family:'Antique Olive';color:#00b050;">LA CRISI DI</span></b><b><span style="font-family:'Antique Olive';color:#00b050;"> FIDUCIA NELL’EDUCAZIONE: Verso una nuova cultura dell’uomo</span></b></p>
<p><b><span style="font-size:14pt;font-family:'Informal Roman';color:#00b050;"> </span></b></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">ORE 10.00                Presentazione di <b>Fabio Cavallari, </b>scrittore </span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Conversazione condotta da <b>Paola Turroni</b> e <b>Cristiana Santini</b></span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Relatori:</span></sup></b></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"><b>Davide Adamo</b>, terapeuta esperto </span></sup><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;">nella Tutela dei Minori, fondatore del Centro Studi Teseo per </span></sup><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;">la Famiglia</span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Adele Marcelli</span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">, Insegnante, Pedagogista e Psicoanalista presso Pio Pao di Ancona, per i disturbi dell’infanzia, Membro SLP</span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Matteo De Lorenzo</span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">, psicologo, Membro dell’Associazione “Il Cortile”, consultorio di psicoanalisi applicata a Roma, membro dell’equipe per l’aiuto ai minori nel Centro “</span></sup><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">La Ginestra</span></sup><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">”, per donne in difficoltà, provincia di  Roma.</span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Contemporaneamente sono previsti <b>laboratori didattici per bambini</b>.</span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">12.30               chiusura dei lavori</span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> </span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Le coordinatrici e ideatrici del Festival sono:</span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Paola Turroni, </span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> poetessa ed educatrice, <a href="http://www.paolaturroni.it" rel="nofollow">http://www.paolaturroni.it</a></span></sup></p>
<p><b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Cristiana Santini, </span></sup></b><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">Psicoanalista, Membro della SLP e AMP, Responsabile della Segreteria di Ancona della SLP. </span></sup></p>
<p style="text-align:center;"><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/la-fiducia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30468" alt="La fiducia" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/la-fiducia.jpg?w=547&#038;h=773" width="547" height="773" /></a> </span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> </span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> </span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"><!--[if gte mso 9]&gt;--></span></sup></p>
<p>Normal<br />
0<br />
14</p>
<p>MicrosoftInternetExplorer4</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:center;"><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> <b></b><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"><b><span style="font-size:10pt;font-family:'Agency FB';color:gray;"><br />
</span></b></span> <b><span style="font-family:'Agency FB';color:gray;"><br />
</span></b></span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"><b></b><br />
<span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"><b><span style="font-family:'Agency FB';color:gray;"><br />
</span></b></span></span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;">  </span></sup></p>
<p><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> </span></sup></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:-5.4pt;"><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> </span></sup></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -5.4pt .0001pt -1cm;"><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> </span></sup></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -5.4pt .0001pt -1cm;"><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> </span></sup></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -5.4pt .0001pt -1cm;"><sup><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;color:#111111;"> </span></sup></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cartesensibili.wordpress.com/30466/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cartesensibili.wordpress.com/30466/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30466&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">La fiducia</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Marcello Ghilardi &#8211; Filosofare è “pensare altrimenti”:  l&#8217;opera in corso di François Jullien</title>
		<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/19/marcello-ghilardi-filosofare-e-pensare-altrimenti-lopera-in-corso-di-francois-jullien/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 09:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[sun lian gang- drago rosso  . Negli ultimi venticinque anni una parte del dibattito filosofico europeo è stata stimolata e provocata dai saggi di un pensatore atipico. François Jullien ha &#8230; <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/19/marcello-ghilardi-filosofare-e-pensare-altrimenti-lopera-in-corso-di-francois-jullien/" class="read-more">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30382&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p style="text-align:center;"><em>sun lian gang- drago rosso</em></p>
<p><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/sun-lian-gang_drago-rosso.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30384" alt="SUN-LIAN-GANG_drago-rosso" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/sun-lian-gang_drago-rosso.jpg?w=547&#038;h=234" width="547" height="234" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:16pt;color:#ffffff;"> .</span></p>
<p>Negli ultimi venticinque anni una parte del dibattito filosofico europeo è stata stimolata e provocata dai saggi di un pensatore atipico. François Jullien ha saputo intrecciare in modo inedito la pratica filosofica allo studio della cultura cinese, costruendo un intenso dialogo fra le due tradizioni di pensiero dell’Europa e della Cina «non tanto per ambizione di acquisire una conoscenza supplementare […], quanto come occasione più tipica e radicale di darsi alla ricerca concertata e di un decentramento della nostra visione delle cose»<a title="" href="#_ftn1" name="_ftnref1"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">[1]</span></span></span></a>. L’impostazione del suo lavoro è stata più volte affermata e chiarita nei suoi scritti o nelle interviste che ha rilasciato. Non è in questione, da parte sua, la volontà di giustapporre pensieri di diversa provenienza per un mero gusto enciclopedico o erudito; né si tratta di operare secondo i modi di una certa filosofia comparata alla ricerca di affinità e differenze. Il dialogo tra opere e autori appartenenti a tradizioni distinte vuole piuttosto produrre l&#8217;effetto di una riscoperta di ciò che è considerato a torto ovvio, scontato, in quella stessa cultura filosofica da cui prende le mosse per interrogare ciò che le è esteriore. Penetrare nelle fitte maglie del pensiero cinese mira cioè a mostrare l’<i>impensato</i> della tradizione filosofica occidentale: in rapporto a ciò che la Cina ha o non ha detto, in rapporto ai problemi che in seno a quella cultura sono emersi o meno, si dischiude la possibilità di «rimettere in prospettiva il pensiero europeo e scoprirlo dal di fuori, da un altrove, al fine di interrogarlo nuovamente»<a title="" href="#_ftn2" name="_ftnref2"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">[2]</span></span></span></a>. In altri termini, Jullien sfrutta il valore euristico offerto da una lettura indiretta, obliqua della tradizione filosofica occidentale, passando attraverso la deviazione, il <i>détour</i> offerto dall&#8217;incontro con l&#8217;esteriorità della Cina. Nello “specchio” del pensiero cinese il pensiero europeo guadagnare un diverso accesso a se stesso, può riscoprire il carattere inedito e non scontato delle proprie opzioni riattivando così l&#8217;originalità delle proprie categorie e mettendo in luce la particolare <i>piega</i> che le ha prodotte. La posta in gioco di questa impresa non è piccola: a venire rimesse in discussione sono categorie decisive per l&#8217;orizzonte teoretico, pratico e politico contemporaneo, come quella di cultura, di identità e differenza, di universalità. La stessa nozione di filosofia ne risulta trasformata.</p>
<p>Nato a Embrun nel 1951, François Jullien studia a Parigi e si laurea presso l&#8217;École Normale Supérieure, la celebre istituzione accademica situata in rue d&#8217;Ulm. La sua formazione è in principio quella di uno studioso di filosofia greca. È attraverso un serio confronto con il mondo classico che nel giovane Jullien si fa strada l&#8217;idea di approfondire il senso e i vincoli tra pensiero e linguaggio, tra le opzioni teoriche che hanno prevalso in una tradizione e le domande che in quella stessa tradizione vengono sollevate e considerate assolutamente originarie. Questa intuizione diverrà ben presto un&#8217;esigenza teoretica e non solo un&#8217;opzione dettata da esotismo o eccentricità. Si impone la necessità di de-familiarizzarsi con la propria eredità culturale,per di riuscire a comprenderne davvero la portata e l&#8217;originalità, invece di assumerla acriticamente come un “dato” acquisito in modo irriflesso. Dopo la laurea, nel 1974 si reca in Cina, per un primo breve viaggio: è l&#8217;inizio della grande esperienza che segna i suoi passi successivi. Sono gli ultimi anni della Rivoluzione Culturale, e Jullien riparte per la Cina nel settembre del 1975, studia un anno a Pechino e poi si trasferisce a Shanghai. Studia la lingua cinese, tocca con mano la realtà sociale e politica della Cina maoista. In quel biennio muoiono i protagonisti degli ultimi trent&#8217;anni di storia cinese: Kang Sheng, Zhou Enlai, Zhu De, e infine Mao Zedong. Dopo un provvisorio ritorno in Francia trascorre un altro periodo di lavoro in terra cinese: nel 1978, sull&#8217;onda del rinnovamento e dell&#8217;apertura voluta da Deng Xiaoping, insegna letteratura francese a Pechino. Tra il 1978 e il 1980 è a Hong Kong, dove ha l&#8217;occasione di studiare con importanti pensatori cinesi come Mou Zongsan e Xiong Shilu; lì coordina anche un&#8217;emissione radiofonica, l&#8217;«Antenne française de Sinologie». Nei primi anni Ottanta Jullien è di nuovo in Francia: completa una tesi di dottorato sul tema dell&#8217;allusivo nei testi poetici cinesi (sarà pubblicato nel 1985)<a title="" href="#_ftn3" name="_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">[3]</span></span></span></a>, diventa presidente della «Association française des études chnoise». La sua formazione si completa nel biennio 1985-86 con una permanenza in Giappone, «tappa fondamentale nella formazione degli orientalisti»<a title="" href="#_ftn4" name="_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">[4]</span></span></span></a> sia per la sua grande tradizione di studi sinologici, sia per la sua posizione al contempo interna ed esterna alle dinamiche culturali del continente asiatico, posizione che offre un peculiare angolo prospettico nei confronti della cultura cinese. Fin da questi primi anni di ricerche e di studio è evidente che l&#8217;interesse per il pensiero cinese non è dovuto alla volontà di abbandonare il solco filosofico europeo o di rigettarne la tradizione. Jullien non  è abbagliato dal fascino seduttivo provocato da un&#8217;altra cultura, da un altro tipo di pensiero. Ciò che lo anima fin dai primi anni di scoperta della Cina è la sensazione di dover trovare un punto di scarto, di esteriorità, di “dislocazione” rispetto alla tradizione filosofica, allo scopo di elaborare una presa obliqua sul pensiero occidentale e in tal modo “scuotere”, rimettere in discussione i partiti presi teorici, le opzioni logiche che determinano l&#8217;orizzonte al cui interno le domande possono venir poste. Il pensiero cinese offre l&#8217;opportunità per  far smottare e dissodare il terreno filosofico, riscoprendone le specificità e il legame con la lingua a partire da cui vengono poste le domande di fondo della filosofia stessa.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:center;"><em>sun lian gang- fili dorati su fondo blu<br />
</em></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/sun-lian-gang_fili-dorati-su-fondo-blu.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-30389" alt="sun-lian-gang_fili-dorati-su-fondo-blu.jpg3-11" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/sun-lian-gang_fili-dorati-su-fondo-blu.jpg?w=430&#038;h=432" width="430" height="432" /></a></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p>Ristabilitosi in Francia, Jullien assume la presidenza della Association française des études chinoises (negli anni 1988-1990); diviene poi direttore della sezione Asia Orientale presso l&#8217;Università di Paris VII (1990-2000). Con la stima e l&#8217;incoraggiamento di personalità di spicco quali Jacques Derrida e Jean-François Lyotard assume anche la presidenza del Collège International de Philosophie, tra il 1995 e il 1998. Attualmente dirige l&#8217;Institut de la Pensée Contemporaine presso l&#8217;università dove continua ad insegnare, Parigi VII, e regge la “Chaire sur l&#8217;alterité”, fondata da pochi mesi, presso la Maison des Sciences de l&#8217;Homme. Il suo lavoro ha cercato di contribuire al dialogo tra i mondi cinese ed europeo anche in sedi istituzionali che in precedenza non avevano ospitato un tale intreccio di tematiche e questioni.</p>
<p>Non si può dire che la mole di studi e di scavo testuale sulle opere capitali del pensiero europeo e di quello cinese abbia prodotto una chiusura autoreferenziale all&#8217;interno di un sapere specialistico od esclusivamente rivolto alla comunità accademica. Jullien definisce metodico e «riflessivo in senso proprio» il suo uso filosofico della Cina, in quanto «riflessione di una cultura sull’altra, di un pensiero sull’altro»<a title="" href="#_ftn5" name="_ftnref5"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">[5]</span></span></span></a>. Il riferimento è qui al concetto foucaultiano di <i>eterotopia</i><a title="" href="#_ftn6" name="_ftnref6"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">[6]</span></span></span></a>: un luogo «assolutamente altro» (distinto dall’<i>utopia</i>, il non-luogo ideale e irrealizzato) che con la sua presenza costituisce una sorta di specchio differenziale in cui l&#8217;identico si riflette e cerca di comprendersi. Lo studio della Cina è quindi inteso come uno strumento «per vedere fino a che punto può arrivare lo spaesamento del pensiero – o in che modo possa organizzarsi un pensiero sviluppatosi indipendentemente dal nostro»<a title="" href="#_ftn7" name="_ftnref7"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">[7]</span></span></span></a>. In altri termini, <span style="color:black;">l’eterotopia assume la funzione di «punto di esteriorità per considerare dal rovescio il pensiero europeo: scoprire al contempo alti modi possibili di intellegibilità […] e, per un effetto di ritorno, sondare i pregiudizi impliciti della nostra ragione»<a title="" href="#_ftn8" name="_ftnref8"><span class="MsoFootnoteReference"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';color:black;">[8]</span></span></span></a>. Ma la dimensione rappresentata dal mondo cinese non viene posta da Jullien come “altra” per principio, rispetto al mondo occidentale. Se si considerasse il pensiero cinese come qualcosa di altro e differente a priori, non avrebbe senso il lavoro di lettura, studio e interpretazione dei testi e dei concetti. L’</span><i><span style="color:black;">alterità</span></i><span style="color:black;"> non esiste a priori, non è “di principio”. L&#8217;evidenza iniziale è quella di una </span><i><span style="color:black;">esteriorità </span></i><span style="color:black;">– di una lingua, di una storia, di un contesto culturale, di una coerenza logica. Per questi aspetti la Cina è senza dubbio <i>esteriore</i> alla Grecia, all’Europa, all&#8217;Occidente; se un’alterità si può riscontrare, questa è da costruire per mezzo di un lungo lavoro di chiarimento delle sue </span><span style="color:black;">strutture di intelligibilità,</span><span style="color:black;"> che si rivelano organizzate in una forma diversa da quella europea attraverso un esercizio di lettura e studio.</span></p>
<p>L&#8217;impresa di Jullien può essere accostata anche alla strategia decostruttiva proposta da Derrida, strategia che a sua volta si ricollega ad alcune intuizioni di Lévinas e Heidegger. Ciò che interessa Jullien, di questa peculiare mossa filosofica, è «l&#8217;arretramento che ha voluto introdurre, la distanza che ha voluto assumere nei confronti della costruzione metafisica europea. […] Ma questa decostruzione si opera in loro [<i>scil.</i>: Heidegger, Lévinas, Derrida] <i>dall&#8217;interno</i>»<a title="" href="#_ftn9" name="_ftnref9"><span class="MsoFootnoteReference"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">[9]</span></span></span></a>, perché pur appellandosi a quella “altra radice” del pensiero occidentale costituita dall&#8217;ebraismo questi filosofi non escono dall&#8217;Occidente, dagli estremi di Atene e Gerusalemme. Jullien intende invece proporre un movimento decostruttivo che sia in grado di operare a partire da un luogo di autentica eccentricità, cioè dall&#8217;esteriorità di una tradizione priva di elementi di continuità o di intreccio con quella europea – sia per quanto riguarda la <i>lingua</i> sia per ciò che concerne la <i>storia</i> culturale. Il cinese non appartiene infatti al ceppo indo-europeo del sanscrito, dell&#8217;ebraico, dell&#8217;arabo, del greco e del latino; e non esistono testimonianze di contatti o scambi di testi fino alla fine del XVI secolo, quando i primi viaggi dei missionari cristiani hanno aperto i ponti del confronto filosofico e religioso. Sono questi i fattori che hanno reso necessario un lavoro di confronto con la cultura cinese: «<span style="color:black;">uscire dalla sfera indo-europea e, in particolare, dalla lingua indoeuropea […]; scoprire un contesto di civiltà senza relazioni storiche con noi, quindi senza alcuna influenza fino a un’epoca recente; infine, il fatto che questo pensiero si fosse ben presto esplicitato in testi»<a title="" href="#_ftn10" name="_ftnref10"><span class="MsoFootnoteReference"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';color:black;">[10]</span></span></span></a>. In questo modo si può mirare a una rottura radicale con i rapporti di connivenza e filiazione sui quali riposa il pensiero occidentale, e riconsiderarlo con uno sguardo rinnovato, riproponendo senza posa l&#8217;idea che Jullien condivide con</span> Deleuze e Foucault: «filosofare è “pensare altrimenti”»<a title="" href="#_ftn11" name="_ftnref11"><span class="MsoFootnoteReference"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">[11]</span></span></span></a>.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:center;"><em>sun lian gang- calligrafia aerea</em></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/sun-lian-gang_calligrafia-aerea.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30386" alt="11213-5" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/sun-lian-gang_calligrafia-aerea.jpg?w=547&#038;h=263" width="547" height="263" /></a></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<div>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div id="ftn1"><a title="" href="#_ftnref1" name="_ftn1"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[1]</span></span></span></a>     F. Jullien, <i>Processo o creazione</i>, tr. it. Pratiche, Parma 1991, p. 268.</div>
<div id="ftn2"><a title="" href="#_ftnref2" name="_ftn2"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[2]</span></span></span></a>     F. Jullien, <i>Pensare un altrove: la Cina</i>, in «Iride», 24, Bologna 1998, p. 240.</div>
<div id="ftn3"><a title="" href="#_ftnref3" name="_ftn3"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[3]</span></span></span></a>     F. Jullien, <i>La Valeur allusive. Des catégories originales de l&#8217;interpretation poétique dans la tradition chinoise</i>, École française d&#8217;Etrême-Orient, Paris 1985.</div>
<div id="ftn4"><a title="" href="#_ftnref4" name="_ftn4"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[4]</span></span></span></a>     F. Jullien, <i>Penser d&#8217;un dehors (la Chine)</i>, Seuil, Paris 2000, p. 150.</div>
<div id="ftn5"><a title="" href="#_ftnref5" name="_ftn5"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[5]</span></span></span></a><i>     </i>F. Jullien, <i>Penser d&#8217;un dehors</i>, cit., p. 150.</div>
<div id="ftn6"><a title="" href="#_ftnref6" name="_ftn6"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[6]</span></span></span></a>     Cfr. M. Foucault, <i>Hétérotopies. Des espaces autres</i>, pubblicato per la prima volta nella rivista «Architecture, Mouvement, Continuité», n. 5, ottobre 1984, pp. 46-49 (tr. it. <i>Eterotopia. Luoghi e non-luoghi metropolitani</i>, Milano 1994).</div>
<div id="ftn7"><a title="" href="#_ftnref7" name="_ftn7"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[7]</span></span></span></a>     F. Jullien, <i>Pensare un altrove</i>, cit., p. 240.</div>
<div id="ftn8"><a title="" href="#_ftnref8" name="_ftn8"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[8]</span></span></span></a>     F. Jullien, <i>Pensare con la Cina</i>, Mimesis, Milano-Udine 2007, p. 48.</div>
<div id="ftn9"><a title="" href="#_ftnref9" name="_ftn9"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[9]</span></span></span></a>     N. Martin, A. Spire, <i>Chine, la dissidence de François Jullien</i>, Seuil, Paris 2011, p. 135 (corsivi degli autori).</div>
<div id="ftn10"><a title="" href="#_ftnref10" name="_ftn10"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[10]</span></span></span></a>    F. Jullien, <i>Pensare con la Cina</i>, cit., p. 47.</div>
<div id="ftn11"><a title="" href="#_ftnref11" name="_ftn11"><span class="Caratteredellanota"><span class="Caratteredellanota"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[11]</span></span></span></a><i>    Ibidem</i>.</div>
<div><span style="color:#ffffff;">.</span></div>
<div><span style="color:#ffffff;">.</span></div>
<div style="text-align:center;">
<p class="entry-title"><em>François Jullien</em></p>
</div>
<div></div>
<div><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.letemps.ch/rw/Le_Temps/Samedi%20Culturel/2009/11/14/Livres/Images/JULLIEN%20-%20Europe%20Chine%C2%A9Val%C3%A9rie%20Menard-Opale.jpg?uuid=fcbb99b2-cdde-11de-b38e-f581078b947c" width="469" height="299" /></div>
</div>
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		<title>Viaggi nella Musica-  Agnese Gatto: Syrinx, per flauto solo,  di C.A. Debussy.</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 09:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agnese Gatto]]></category>
		<category><![CDATA[C.A. Debussy]]></category>
		<category><![CDATA[CARTESENSIBILI]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi dentro la musica]]></category>
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		<category><![CDATA[Syrinx]]></category>
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		<description><![CDATA[hacker arthur-syrinx . . . “Viveva un tempo sui monti dell&#8217;Arcadia, una ninfa di nome  Siringa (dal greco Syrinx=canna), seguace del culto di Artemide che viveva nei boschi cacciando.. Tanta &#8230; <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/18/viaggi-nella-musica-agnese-gatto-syrinx-per-flauto-solo-di-c-a-debussy/" class="read-more">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30342&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em>hacker arthur-syrinx</em></p>
<div style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></div>
<div style="text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/hacker_arthur_syrinx.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30365" alt="hacker arthur-syrinx" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/hacker_arthur_syrinx.jpg?w=547"   /></a></div>
<div style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></div>
<div style="text-align:center;"></div>
<div style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></div>
<div style="text-align:center;">“<i>Viveva un tempo sui monti dell&#8217;Arcadia, una ninfa di nome  Siringa (dal greco Syrinx=canna), seguace del culto di Artemide che viveva nei boschi cacciando.. </i></div>
<p style="margin-bottom:0;"><i>Tanta era la sua leggiadria che molti dei cercavano di possederla e tra questi anche il dio Pan, che iniziò ad inseguirla. Siringa mentre tentava la fuga per sfuggire al dio, pregò suo padre, il dio fluviale Ladone, di sottrarla a quella caccia. Fu così che fu trasformata in un fascio di canne sotto gli occhi di Pan.</i></p>
<p style="margin-bottom:0;">  <i>Al dio altro non rimase che prendere una canna, tagliarla in tanti pezzetti e legarli assieme con un legaccio ricavando in questo modo uno strumento che emetteva una melodia dolcissima e che da quel momento prese il nome di Siringa (noto anche come &#8220;flauto di Pan&#8221;)</i>&#8220;.</p>
<p>Pan era un dio silvestre che amava la natura,  amava ridere e giocare. Amò e sedusse molte donne tra le quali la ninfa Eco e Piti, la dea Artemide e Siringa, figlia della divinità fluviale Ladone, della quale si innamorò perdutamente.  La fanciulla però non solo non condivideva il suo amore ma quando lo vide fuggì inorridita, terrorizzata dal suo aspetto caprino. Corse e corse Siringa inseguita da Pan e resasi conto che non poteva sfuggirgli iniziò a pregare il proprio padre affinché le mutasse l&#8217;aspetto in modo che Pan non potesse riconoscerla. Ladone, straziato dalle preghiere della figlia, la trasformò in una canna nei pressi di una grande palude.<br />
Narra Ovidio nelle ‘Metamorfosi’:</p>
<p style="margin-bottom:0;">“<i>Pan che, mentre tornava dal colle Liceo, la vide, col capo cinto d&#8217;aculei di pino, le disse queste parole&#8230;». E non restava che riferirle: come la ninfa, sorda alle preghiere, fuggisse per luoghi impervi, finché non giunse alle correnti tranquille del sabbioso Ladone; come qui, impedendole il fiume di correre oltre, invocasse le sorelle dell&#8217;acqua di mutarle forma; come Pan, quando credeva d&#8217;aver ghermito ormai Siringa, stringesse, in luogo del suo corpo, un ciuffo di canne palustri e si sciogliesse in sospiri: allora il vento, vibrando nelle canne, produsse un suono delicato, simile a un lamento e il dio incantato dalla dolcezza tutta nuova di quella musica: «Così, così continuerò a parlarti», disse e, saldate fra loro con la cera alcune canne diseguali, mantenne allo strumento il nome della sua fanciulla.</i>”</p>
<p><span style="color:#00000a;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Sono numerose le leggende che si narrano attorno alla figura del dio Pan. Alcuni affermano che fosse figlio di Zeus e di Callisto altri di Ermes e della ninfa Driope (o Penelope) che, subito dopo averlo messo al mondo, lo abbandonò tanto era rimasta inorridita dalla sua bruttezza. Era infatti Pan, più simile ad un animale che ad un uomo in quanto il corpo era coperto da ispido pelo; dalla bocca spuntavano delle zanne ingiallite; il mento era ricoperto da una folta barba; in fronte aveva due corna e al posto dei piedi aveva due zoccoli caprini.<br />
Ermes, impietositosi da questo bambino al quale la natura non aveva certo fatto dono di alcuna grazia, decise di portarlo nell&#8217;Olimpo al cospetto degli altri dei, dove, nonostante il suo aspetto,  fu accolto con benevolenza. Pan infatti aveva un carattere gioviale e cortese e tutti gli dei si rallegravano alla sua presenza. In particolare Dioniso accolse con maggior entusiasmo tanto che divenne uno dei suoi compagni prediletti ed insieme facevano scorribande attraverso i boschi e le campagne rallegrandosi della reciproca compagnia.<br />
Pan, Syrinx, miti dell’Antica Grecia che poi ritroviamo a Roma, Ovidio, le Metamorfosi: questo il mondo di riferimento narrativo del racconto musicale di questo favoloso brano per flauto solo del 1913 di Claude-Achille Debussy, peraltro pensato per essere presente in una piéce teatrale.<br />
</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Syrinx era stato concepito come musica di scena<b>: </b>Claude- Achille Debussy concepisce insieme a Gabriel Mourey, drammaturgo, romanziere, poeta e traduttore, numerosi progetti teatrali ,mai però portati a compimento. Debussy di questa opera immaginata e mai scritta scriverà solo questa pagina, ‘ Syrinx’, appunto, e siamo nel 1913.<br />
Il titolo originale di questa pagina è ‘ La flute de Pan’, pensata per l’appunto e unico esemplare dell’opera teatrale ‘Psyché’ di Gabriel Mourey, opera messa comunque in scena a Parigi da Louis Mors e poi pubblicata per i tipi di Jobert nel 1927.<br />
E’ il mito qui presente ovidiano, tratto dale ‘Metamorfosi’, che racconta della nascita del flauto.</span></span></p>
<p>Due parole sul mito, un piccolo racconto.<br />
C’è un’incantevole ninfa accompagnata da delle sue compagne. Danzano in riva ad un fiume, e qui, il Dio Pan, dio delle greggi e dei pastori perseguita le danzatrici, prima di tutto la ninfa incantevole. Pan è osceno, sgradevole, ha corna e piedi caprini.</p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Syrinx a questo punto prega suo padre e gli dei affinché la salvino; la Ninfa otterrà di essere trasformata in una canna, che risuonarerà ancora e sempre nella sua dolcissima voce insufflata nelle canne legate tra loro quando il vento soffierà.<br />
Quando il vento lo vorrà, e con esso l’aria mossa dal dolce movimento di essa dentro delle canne vibranti.<br />
Pan non rinuncia al suo amore, lega in modo astruso la canna – che è la bella Ninfa Syrinx, tagliandola in sette pezzi per ottenere un flauto a sette canne ovvero sette suoni , da portare sempre con sé – di qui il Flauto di Pan-.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Un gran fascino questo mito per Claude, che già nell’ ‘Apés-midi d’un faune’ e nelle ‘Chansons de Bilitis’ne fa palese riferimento: così è nel 1900, e del 1913 questa preziosissima pagina piena di suggestioni arcadiche ed esotiche, colori e suoni di un’antica e perduta mitica terra lontana e pura.<br />
La flute de Pan, Syrinx, è lo splendore miracoloso e incantatorio della musica del dio, che suscita in chi l’ascolta l’amore in un senso di ardente panteismo.<br />
Scrive Luisa Curinga in un suo articolo su ‘Syrinx’ :<br />
</span></span>“Dall’indagine storiografico-documentaria è stato possibile trarre importanti informazioni riguardanti il referente letterario di Syrinx, prezioso aiuto per collocarlo nella sua giusta atmosfera (notturna, sensuale, lirica, mitica), e chiarimenti su aspetti molto concreti quali l’andamento della linea melodica indicato dal cadenzarsi dei respiri, le dinamiche, l’agogica. Questa valida indagine risulta però per sua natura carente di approfondimenti teorici, approfondimenti forniti invece dagli analisti. C’è una lettera che Debussy scrive a Mourey il 17 novembre 1913, solo pochi giorni prima della data in cui fu rappresentata ‘Psychè’ con al suo interno ‘Syrinx’, che qui vi riporto:</p>
<p>17 Novembre ‘13</p>
<p><i>Mon cher Mourey,<br />
jusqu’à ce jour je n’ai pas encore trouvé ce qu’il faut…<br />
pour la raison, qu’une flûte chantant sur l’horizon doit contenir tout de suite son émotion! Je veux dire, qu’on a pas le temps de s’y reprendre, à plusieurs fois, et que: tout artifice devient grossier, la ligne du dessin mélodique ne pourrant compter sur aucune interruption de couleur, secourable. Dites moi, je vous prie, très exactement, les vers après lesquels la musique intervient?<br />
Après de nombreux essais je crois qu’il faut s’en tenir à la seule flûte de Pan, sans autre accompagnement. C’est plus difficile, mais plus (logique*) dans la nature.<br />
Affectueusement </i></p>
<p style="margin-top:.05cm;margin-bottom:.05cm;line-height:100%;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><i><br />
Claude Debussy. </i></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><br />
[* cancellato nell'autografo] </span></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:center;"><i>Rubens- Pan e Siringa </i></p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/d686c-1617rubens.jpg?w=811&#038;h=525" width="811" height="525" /></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ora lascio a voi l’ascolto di questo meraviglioso e fantastico brano. Il potere incantatorio e seduttivo che ha vi colpirà senz’altro.<br />
</span></span>Un’atmosfera appunto notturna, sensuale, lirica, mitica.<br />
<span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Una voce sola canta, all’orizzonte, come scrive Claude nella sua lettera.<br />
Una voce sensuale , altamente evocativa ed esotica, la voce di una poetica segnata tout-court da una visione panteistica del mondo delle cose, delle ‘correspondance’ sinestetiche di bergsoniana memoria; non a caso la prima scrittura debussyana della pagina non presenta segni verticali nella divisione del pentagramma orizzontale di linee delle misure, ovvero non si presenta come scrittura misurata, ‘misurée’, malgrado ci siano testimonianze a riguardo circa il fatto di quanto Claude Debussy tenesse alla precisione ritmica nell’esecuzione di qualsiasi brano , e , nel caso specifico, anche e soprattutto di questo.<br />
Ma la scrittura ‘non misurata’ è tipica della scuola francese del Seicento, di un Louis Couperin, di Marin- Marais e di altri illustrissimi compositori francesi- tra i quail Monsieur d’Anglebert, e il Tedesco Froberger che proprio nella scrittura della ‘Lamentazione’ o di ‘Homage’ alla scomparsa di una persona , diventa ‘maniére’ tipica del ‘Toumbeau’, scrittura senza segni duri di verticalità, che possano indurire il flusso della coscienza e dell’affettività, dei sentimenti, liberi di misurarsi con la bravura dell’improvvisatore secondo – in ogni caso- regole ben precise della prassi esecutiva, precise ancor di più nel cogliere l’esuberanza dell’intimo lamento struggente dedicato ad un amico, o a qualcosa che non c’è più.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ancora: un ‘Homage’ all’aurea età del classicismo strumentale francese, riferimento poetico di tutta la scuola artistica e musicale del tempo in cui ritroviamo anche Maurice Ravel con la sua Sonatina e con il suo ‘Tombeau’ a Couperin, o il Debussy delle ‘Images’, Prima serie, con il suo ‘Homage a Rameau’.<br />
Inutile portare qui esempi e riferimenti, non è luogo,sono tantissimi, significativo è per noi che il contenuto narrative ‘mitico’ sia anche l’omaggio alle proprie radici, una sorta di evocazione di un’aurea vita mitica, dove poetica ed estetica e visione della vita diventano un unico fenomeno espressivo artistico altamente simbolico e simbolista.<br />
Inutile dire ancora dell’uso in ‘Syrinx’ della tipica scala debussyana pentatonica o esatonica a toni interi,costituita da cinque o sei toni </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">(si – la – sol – fa – mi bemolle – re bemolle oppure : si – la sol fa mi bemolle ),</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Presenti nella scrittura portante melodica del brano, alterna a sinuosi melismi pieni di pathos dal carattere evocative ed improvvisativo ad intense e struggenti nella loro solitudine di line melodiche ampie, quasi eterne, tipiche di un, del canto antico.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Care amiche e amici, permettetemi di dedicare questo mio scritto ad una mia amica sorella, Marta Benedetti, amica musicista con la quale sono cresciuta e che non c’è più.<br />
Flautista di grande talento, fu lei che , nella sua stanzetta della musica, nelle nostre ore di musica ed amicizia trascorse insieme, mi fece ascoltare per la prima volta questo meraviglioso brano. Avevo io sedici e lei quindici anni.<br />
Vi prego di ascoltare ‘Syrinx’ con il suo struggente canto in un incantesimo del tempo, senza inizio e senza fine, lasciandovi coinvolgere dalla grandissima suggestione e preziosità che da ‘Lei’ avrete naturalmente, senza artificiosità o maniere inutili.<br />
Propongo un’esecuzione di E. Pahud, grande flautista contemporaneo.<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Buon viaggio, amici, nei colori e negli odori delle tamerici salmastre,e nel suono incantatorio di un incantesimo prezioso e magico che fermerà il vostro tempo con la sua grande seduttività intensa di segni e significati oltre il neuma , oltre il gesto musicale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Grazie.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>Agnese Gatto</strong></em>- <em>12 maggio 2013.</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='547' height='338' src='http://www.youtube.com/embed/8Mg8JiFDzk4?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;">.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:left;"><span class="hascaption"><span style="font-size:10pt;line-height:127%;font-family:Arial, sans-serif;">SIRINGA </span></span></p>
<p><span class="hascaption">Sui monti gelidi dell&#8217;Arcadia, tra le amadriadi di Nonacre, c&#8217;era famosissima una Naiade, che le compagne chiamavano Siringa. Non una volta sola aveva eluso le insidie dei Satiri e di tutti gli altri dei che vivono nell&#8217;ombra dei boschi o nel rigoglio dei campi: venerava la dea di Ortigia votandosi alla castità. E appunto come Diana si vestiva, tanto da trarre in inganno e scambiarla per la figlia di Latona, se questa non avesse avuto un arco d&#8217;oro e lei di corno. Malgrado ciò traeva in inganno. Pan che, mentre tornava dal colle Liceo, la vide, col capo cinto d&#8217;aculei di pino, le parlò. (…) Ma la ninfa, sorda alle preghiere, fuggì per luoghi impervi, finché non giunse alle correnti tranquille del sabbioso Ladone. Qui, impedendole il fiume di correre oltre, invocò le sorelle dell&#8217;acqua di mutarle forma. Pan, quando credeva d&#8217;aver ghermito ormai Siringa, strinse, in luogo del suo corpo, un ciuffo di canne palustri e si sciolse in sospiri. Allora il vento, vibrando nelle canne, produsse un suono delicato, simile a un lamento e il dio incantato dalla dolcezza tutta nuova di quella musica: “Così, così continuerò a parlarti,” disse e, saldate fra loro con la cera alcune canne diseguali, mantenne allo strumento il nome della sua fanciulla. </span><br />
<span class="hascaption">(Publio Ovidio Nasone – Metamorfosi, I) </span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cartesensibili.wordpress.com/30342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cartesensibili.wordpress.com/30342/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30342&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>TELEGRAMMA- Mittente Aldo Capitini</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 11:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
				<category><![CDATA[CARTESENSIBILI]]></category>
		<category><![CDATA[TELEGRAMMA]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Capitini]]></category>

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		<description><![CDATA[elger esser .  &#8230;studiare di più e lavorare di più e meglio in un momento tanto importante, che tutti ci giudica. Aldo Capitini Perugia 7 ottobre 1968, da una lettera &#8230; <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/17/telegramma-mittente-aldo-capitini/" class="read-more">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30477&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em>elger esser</em></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/elger-esser2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30478" alt="Elger Esser" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/elger-esser2.jpg?w=547"   /></a></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:justify;"> &#8230;studiare di più e lavorare di più e meglio in un momento tanto importante, che tutti ci giudica.</p>
<p><em><strong>Aldo Capitini</strong></em></p>
<p>Perugia 7 ottobre 1968, da una lettera a Walter Binni</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cartesensibili.wordpress.com/30477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cartesensibili.wordpress.com/30477/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30477&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Elger Esser</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Elina Miticocchio: ASSORTA LA CORDA VIRA di Federica Galetto</title>
		<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/17/elina-miticocchio-assorta-la-corda-vira-di-federica-galetto/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
				<category><![CDATA[CARTESENSIBILI]]></category>
		<category><![CDATA[Elina Miticocchio]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Galetto]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Aperto Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[elizabeth neel . C’erano le ore nello strepitio stanco di un dolore Aperte le stanze e volate via le foglie sui muri non vi sono ora ombre a passeggio Ma &#8230; <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/17/elina-miticocchio-assorta-la-corda-vira-di-federica-galetto/" class="read-more">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30294&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><em>elizabeth neel</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/elizabeth-neel-art-b.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30333" alt="elizabeth-neel-art-b" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/elizabeth-neel-art-b.jpg?w=547&#038;h=619" width="547" height="619" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p class="MsoNormal"><i>C’erano le ore nello strepitio</i></p>
<p class="MsoNormal"><i>stanco di un dolore</i></p>
<p class="MsoNormal"><i>Aperte le stanze e volate via le foglie</i></p>
<p class="MsoNormal"><i>sui muri non vi sono ora ombre a passeggio</i></p>
<p class="MsoNormal"><i>Ma impronte…</i></p>
<p class="MsoNormal">Leggo le impronte lasciate, incise quasi sul foglio del giorno come lunghe e compiute regie narrative, tessiture acrobatiche, impeccabili ric(hi)ami, fioriture da segni avvolte a formare, a scavare, passaggi di osservazione nel lettore attento.</p>
<p class="MsoNormal"><b>Assorta la corda vira,</b> la raccolta poetica inedita che qui presento, (mi) induce alla lettura e a provare (o riprovare) quello smarrimento simile allo spingersi in alto mare.</p>
<p class="MsoNormal">Il paesaggio è un appiglio “<i>fra le cortine di polvere”</i>, circonda da entrambi o più lati un cielo di “<i>nubi s’apprestano a gonfiare”</i>, un “<i>lamento che il vento domina</i>”.</p>
<p class="MsoNormal"><i>Ho ritrovato nell’erba un filo</i></p>
<p class="MsoNormal"><i>intrecciato</i></p>
<p class="MsoNormal"><i>E si chiamava Gesto</i></p>
<p class="MsoNormal">Il gesto artistico di Federica Galetto sa farsi narrazione, tessitrice d storie e abitacoli segreti, precisa, ama “distinguere” e “distinguersi” attraverso figure di goccia-confetto a cadere sugli occhi e sul foglio a sostare.</p>
<p class="MsoNormal">Intera la voce quando invoca <i>le tenere carte di riso</i>, abbaglio innocente di anima frantumata, abitata e abituata a svolgersi, sciogliersi in racconto poetico.</p>
<p class="MsoNormal"><i>Trascuro la lama e il suo taglio</i></p>
<p class="MsoNormal"><i>mi ridesto in grumi</i></p>
<p class="MsoNormal"><i>fra le parole</i></p>
<p class="MsoNormal">Emersa dai sogni la voce traccia pagine bianche e alte come “<i>monumenti di granito”</i>, fogli di contatto tra uno spazio privato e il mondo esterno che non divora ma separa e rivendica l’assolata necessità di respiro, freddo o caldo, che sposta e sradica.</p>
<p class="MsoNormal">E’ nel grido che risuona all’infinito la stanza dove la vita (si) disegna, il dentro, il corpo tutto, l’identità.</p>
<p class="MsoNormal">Mai spaesata la riflessione dell’autrice, piuttosto concentrata, “<i>carta di riso all’orizzonte</i>”, “<i>sbrecciata d’azzurro”</i>, infine senza tempo, sospesa nel tempo del se.</p>
<p class="MsoNormal">Il tempo si auto-governa con l’interrogazione e la traduzione-consegna al lettore di pensieri, di una distanza, di un vuoto-pieno tutto da impaginare, per aprire nuove scritture dal “<i>pozzo del giorno</i>”.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Elina Miticocchio- </strong>maggio 2013</em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><em>elizabeth neel</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/elizabeth-neel-art-c.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30334" alt="elizabeth-neel-art-c" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/elizabeth-neel-art-c.jpg?w=547&#038;h=662" width="547" height="662" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p class="MsoNormal">DA <strong>ASSORTA LA CORDA VIRA </strong>di  Federica Galetto</p>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">NELLA STRETTOIA PROFANA</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';color:#ffffff;"> .</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Nella strettoia profana d’un peccato<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">deglutisco<br />
i morsi del cuore sintassi scomoda<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">in gola<br />
l’urto della verità discesa<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Ma il profumo si leva<br />
Di fiore candido sulla bocca<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">unico il seme caduto sulla mia lingua<br />
Trascuro la lama e il suo taglio<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">mi ridesto in grumi<br />
fra le parole<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Monumenti di granito<br />
Sfingi coricate<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Predellino d’avorio<br />
Abitacolo segreto<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Bassamente ambita la resistenza<br />
S’accascia<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Al crollo la pelle<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">(Roco disturbo crea l’assenza)<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Ho ritrovato nell’erba un filo<br />
intrecciato<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">E si chiamava Gesto<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">(Hai mai visto una notte più bella?)<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Deturpata l’anima<br />
in sedimento d’allaccio sperduto<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">fa’ che io non sappia più chi è<br />
L’esatto contrario di me</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';"><br />
A bocca di fuoco<br />
dimostrami<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">il lato lieve della fiamma</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';color:#ffffff;"> *</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">ORIGAMI SPEZZATO</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';color:#ffffff;"> .</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Ancora mi preme distinguermi<br />
dall’ostilità d’un origami spezzato<br />
Che il lauto pasto del sentire<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">s’afflosci a lato<br />
restino gli angoli buttati all’indietro<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">come criniere al vento<br />
Se non possono le tenere carte di riso<br />
</span>infrangere un lieve destino<br />
<span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">non certo l’anima frantumata dal<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">lungo collo mai potrà affiancarti<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">se tu non mi parli<br />
fra i resti del silenzio<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">di quando giaceva al suolo<br />
un sasso<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">coperto di rose al<br />
petalo smosso</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';"><span style="color:#ffffff;">*</span><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">C’ERANO LE ORE</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';color:#ffffff;">.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">C’erano le ore nello strepitio<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">stanco di una gioia<br />
E le doglie di un parto a termine<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">che non superava la notte<br />
Fra le cortine di polvere<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">si alzava la pena<br />
di quando ancora un bollire<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">sottotono s’incantava per nulla<br />
E ora le nubi s’apprestano a gonfiare<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Oltre le rose del giardino si sente<br />
un lamento che il vento domina<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Il braccio alzato contro il sole<br />
Denti d’oro rilucono e non mordono<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Le bocche si schiudono per un sibilo<br />
laddove non esiste il decoro<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">e neppure lacrime da consumare<br />
C’era un groviglio astuto che premeva<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">nel fondo<br />
e poi ancora un cavillo addomesticato<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">che dormiva da anni<br />
Eppure si sentiva l’aria giocare<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">che il futuro sbraitava tanto e forte<br />
al suo passaggio<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">C’erano le ore nello strepitio<br />
stanco di un dolore<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Aperte le stanze e volate via le foglie<br />
sui muri non vi sono ora ombre a passeggio<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Ma impronte<br />
Che lascino esse solo deserto<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Fioriscono cactus anomali<br />
a forma di pietra<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Elevata sui giorni<br />
Fioriscono segni sulle crepe diritte<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Senza sogni<br />
Senza piedi e mani<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">Vuoti all’interno come scavate buche al passaggio</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';color:#ffffff;"> .</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:'Times New Roman';">**</span></p>
<p class="MsoNormal">Federica Galetto- ASSORTA LA CORDA VIRA- Libro Aperto Edizioni</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/federicagalletto.jpg"><img class="size-full wp-image-30300 alignleft" alt="federicagalletto" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/federicagalletto.jpg?w=547"   /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cartesensibili.wordpress.com/30294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cartesensibili.wordpress.com/30294/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30294&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Tanto per ammazzare il tempo &#8211; Carmelo Musumeci (continuazione L&#8217;Amore perfetto)</title>
		<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/16/tanto-per-ammazzare-il-tempo-carmelo-musumeci-continuazione-lamore-perfetto/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arti figurative]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Musumeci]]></category>
		<category><![CDATA[CARTESENSIBILI]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia e società]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[ergastolo ostativo]]></category>
		<category><![CDATA[FINE PENA MAI]]></category>
		<category><![CDATA[L'Amore perfetto]]></category>
		<category><![CDATA[racconti dal carcere]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tanto per ammazzare il tempo]]></category>
		<category><![CDATA[uomini ombra]]></category>

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		<description><![CDATA[aron demez . L&#8217;AMORE PERFETTO Carmelo Musumeci (continuazione) Terzo capitolo- Nessun giorno all’alba   Nico guardò il portone chiudersi. Sorrise amaramente. In quel posto non lasciava nulla di suo. A &#8230; <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/16/tanto-per-ammazzare-il-tempo-carmelo-musumeci-continuazione-lamore-perfetto/" class="read-more">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30103&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p style="text-align:center;"><em>aron demez</em></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/padiglione-italia-5-aron-demetz.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30133" alt="aron demetz- biennale" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/padiglione-italia-5-aron-demetz.jpg?w=547"   /></a><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><strong>L&#8217;AMORE PERFETTO</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;">Carmelo Musumeci</p>
<p>(continuazione)</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">Terzo capitolo- </span><strong><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">Nessun giorno all’alba</span> </strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico guardò il portone chiudersi.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Sorrise amaramente.<br />
In quel posto non lasciava nulla di suo.<br />
</span>A parte sette anni della sua vita.<br />
<span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Si voltò e rimase abbagliato.<br />
I suoi occhi non vedevano da anni la luce dell’aria aperta.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nel cielo c’era il sole.<br />
L’aria odorava di uno strano profumo.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Di fronte al carcere c’era un parco.<br />
Nico voltò le spalle all’Assassino dei Sogni.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Attraversò la strada e lo raggiunse.<br />
Si levò le scarpe e i calzini.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Camminò con delicatezza sopra l’erba.<br />
Tutto quel verde gli faceva girare il cuore di felicità.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Andò all’albero più vicino e lo abbracciò.<br />
Lo desiderava da sette anni.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Provò una sensazione di felicità come quando anni prima abbracciava Giovanna.<br />
Il verde in tutti quegli anni di prigione gli era mancato.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Forse più di quella puttana.<br />
Andò subito dal suo amico.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Prese il libretto di banca al portatore.<br />
Lo portò all’avvocato per Nico Junior.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Poi andò dove teneva nascoste le armi.<br />
Erano ancora lì, dove le aveva lasciate.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Prese una pistola con un caricatore.<br />
E andò da lei.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">La vide, dove la doveva vedere.<br />
La troia cambiava amanti ma non le abitudini.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Era dal parrucchiere.Di sabato andava sempre a farsi i capelli.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Era ancora bellissima.<br />
Il suo cuore accelerò il battito.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Provò insieme rabbia, amore, odio e nostalgia.<br />
La bloccò mentre usciva dal negozio.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Aveva la gola secca.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Ciao!<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">La voleva toccare.<br />
Il suo cuore batteva tanto che pensò che potesse scoppiare da un momento all’altro.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Non immaginava di amarla ancora così.<br />
Sentì il bisogno disperato di baciarla.<br />
Si trattenne.<br />
Se l’avesse baciata, non sarebbe più riuscito ad ammazzarla.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Lei  spalancò gli occhi e gli fece un sorriso da troia sorpresa.<br />
Lo guardò per alcuni lunghi istanti ed esclamò:<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Tu?<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">E con voce rauca aggiunse:<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Sei già uscito?<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico rimase sorpreso dalla brutta battuta.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Sei già uscito?<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Come se sette anni fossero pochi.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Era proprio una puttana e pure svitata.<br />
Lei sorrise convinta.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Sono contento di vederti.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico provò la voglia di darle un pugno in bocca.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Si trattenne.<br />
Era venuto a cercarla per ammazzarla e non per picchiarla.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico scrollò le spalle e le disse.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Vieni! Facciamo due passi.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Lei non si fece pregare.<br />
Fu lei a prenderlo a braccetto come se niente fosse.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Lui la portò nei giardini a due isolati più avanti.<br />
L’avrebbe ammazzata lì. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Era un bel posto per morire.<br />
Si sedettero in una panchina.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Più la guardava più sentiva battere il cuore negli occhi. Era ancora bellissima.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Se l’era già detto.<br />
Se lo ridisse un’altra volta.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Averla accanto gli faceva venire più voglia di baciarla.<br />
Ad un tratto pensò di fare l’amore prima di ammazzarla.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Scrollò subito la testa.<br />
Se l’avesse fatto, non avrebbe poi avuto il coraggio di ucciderla.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico alzò gli occhi al cielo e le domandò.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Perché, Giovanna,  mi hai lasciato?<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Lei piegò la testa da una parte.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Non lo so  Nico!<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Poi abbassò gli occhi per terra.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Credo che non riesco  a vivere senza un uomo accanto.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Alzò le sopracciglia.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Non ti ho mai realmente tradito … è che non riesco a stare sola.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Era tesa.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Sono ciò che sono.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Lei guardò gli occhi di Nico.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Non ho mai finito di amarti … quando dicevo di amarti lo pensavo davvero … come lo penso adesso …<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Lui ascoltava teso.<br />
Aveva la gola e il cuore chiusi e respirava a fatica.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Lei con voce bassa continuò a parlare.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Ma non riesco a dormire senza un uomo accanto … se vuoi, ci possiamo rimettere insieme.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico pensò che quella fosse la cosa più stupida che poteva dire.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;"><em> aron demez</em><br />
</span></p>
<div id="allsizes-photo"><img class="aligncenter" alt="" src="http://farm3.staticflickr.com/2576/3723374544_e32206b710.jpg" /></div>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;color:#ffffff;"> .</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">Quarto capitolo- </span><strong><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">Giorno zero</span> </strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico in quel momento capì che forse non l’avrebbe ammazzata.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Le lanciò uno sguardo malinconico.<br />
-<i>E nostro figlio?<br />
</i></span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico s’interruppe per pochi secondi.<br />
Le lanciò un’occhiata.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Poi ricominciò a parlare.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Perché hai abbandonato anche lui?<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Sapeva la risposta ancora prima di sentirla.<br />
Nico con la coda dell’occhio vide che la mano di Giovanna si spostava verso la sua.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Senza volerlo la afferrò.<br />
Sentì la mano vellutata di lei sulla sua.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Giovanna sorrise mesta.<br />
-<i>Io non lo volevo … a me non piacciono i bambini … l’ho fatto nascere solo per te.<br />
</i></span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico scosse la testa. Si mise la mano in tasca. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Sentì il calcio della pistola.<br />
Quello era il momento giusto per spararle in bocca.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Come aveva sempre sognato in tutti questi anni.<br />
Incrociarono i loro sguardi.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Poi lei gli disse:<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Nico perché sei venuto?<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Lui non rispose. Non voleva spaventarla.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Dondolò la testa avanti e indietro.<br />
Rispose dentro di sè.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Per ucciderti.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">E si disse con calma.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Moriremo tutti e due … ed io muoio per te.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Intervenne il suo cuore.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">E lei per chi muore?<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Si guardò intorno confuso. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico non si aspettava da parte del suo cuore quella stupida domanda.<br />
Invece se la doveva aspettare, lui era ancora innamorato di quella troia.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Con rabbia Nico rispose.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Muore con me.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Il suo cuore cominciò a battere più forte nel suo petto per farsi sentire.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">No! Non voglio che muoia. Non è giusto, non permetterò che accada.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico lottò per qualche istante con il suo cuore.<br />
Aveva voglia di ammazzarla ma aveva pure il desiderio di salvarla.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Alla fine decise di salvarla. L’amore vinse sull’odio.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Decise che sarebbe morto solo lui e che lei si sarebbe salvata. Lei aveva vinto ancora.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Non l’avrebbe uccisa. Si sarebbe ucciso da solo. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Forse lei non era solo una puttana.<br />
Probabilmente era anche una creatura che aveva bisogno di amare e di essere amata.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Decise di non ammazzarla. Nico sospirò e si rivolse a lei senza guardarla negli occhi.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-<i>Fammi pensare da solo … vai a casa … forse verrò … e forse sparirò per sempre dalla tua vita.<br />
</i>Lei alzò le sopracciglia. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Si alzò dalla panchina. Gli sorrise.<br />
</span><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">-Ti aspetto.<br />
</span></i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico si sentì gli occhi addosso.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Il suo cuore fece un salto.<br />
Giovanna si voltò. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Fece un passo per andare via. Ci ripensò.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Si girò di nuovo. S’inchinò. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Gli diede un bacio sulle labbra.<br />
Gli fece una carezza e se ne andò.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico, vedendo come muoveva il sedere, le sorrise dietro.<br />
Era contento. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Quel giorno aveva salvato una vita. Ed era abbastanza.<br />
N</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">on poteva certo salvarne due. Non poteva salvare anche la sua vita.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Sarebbe stata … “<i>Troppa grazia Sant’Antonio”.<br />
</i>Ora lui poteva morire tranquillo. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Nico non credeva nell’aldilà.<br />
Però  non escludeva che qualche cosa di lui sarebbe rimasto su questa terra.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Sperava che fosse l’amore per Nico junior. Si ricordò quando suo figlio era nato.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Quando l’aveva visto per la prima volta. Si ricordò il suo sorriso. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">A un tratto una lacrima gli spuntò dall’occhio sinistro.<br />
Gli rigò il volto. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Gli andò sulle labbra. L’assaggiò. </span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Sembrava di sale.<br />
Impugnò la pistola.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Gli tremavano le mani.<br />
Non aveva paura, era solo ansioso di fare presto, prima di ripensarci.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Era difficile scegliere di morire invece di correre a fare l’amore con la donna che amava.<br />
Il suo cuore gli suggeriva di lasciar stare e di andare a scopare Giovanna.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Lui non voleva dargli ascolto.<br />
E non gli diede retta.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Questa volta voleva fare di testa sua. Si puntò la pistola nella tempia.<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Sorrise.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;">Voleva morire sorridendo.</span></p>
<p class="MsoNormalCxSpMedio">.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMedio"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;"><strong><em>(continua)</em> </strong><br />
</span></p>
<p class="MsoNormalCxSpMedio"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';font-weight:normal;"> </span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cartesensibili.wordpress.com/30103/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cartesensibili.wordpress.com/30103/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30103&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Clarice Lispector: blatta la parola la cui sintesi è perfetta- Fernanda Ferraresso</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
				<category><![CDATA[CARTESENSIBILI]]></category>
		<category><![CDATA[Clarice Lispector]]></category>
		<category><![CDATA[Fernanda Ferraresso]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[La passione secondo G.H.]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiharu Shiota . .“A vida é igual em toda a parte e o que é necessário é a gente ser a gente.” Clarice Lispector . Iniziai a leggere  Clarice Lispector &#8230; <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/15/clarice-lispector-blatta-la-parola-la-cui-sintesi-e-perfetta-fernanda-ferraresso/" class="read-more">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=29063&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="menu">
<div>
<div><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<div class="caption">
<p style="text-align:center;"><em>Chiharu Shiota<br />
</em></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/chiharu-shiota-installation-view.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30053" alt="Chiharu Shiota, Installation view" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/chiharu-shiota-installation-view.jpg?w=547"   /></a></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
</div>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#ffffff;">.</span><em>“A vida é igual em toda a parte e o que é necessário é a gente ser a gente.”<br />
Clarice Lispector</em></p>
<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p class="MsoNormal">Iniziai a leggere  Clarice Lispector non moltissimi anni fa, me ne parlò quella che poi diventò amica e collaboratrice in molti percorsi di approfondimento, Anna Maria Farabbi. Il libro che mi aprì la porta verso un mondo particolare, quasi rarefatto e lento, decisamente un altro tempo, ma non meno pregno di <i>Χάος (Caos)</i> vitale e silenzio, era <em>La passione secondo G.H.</em><i><br />
</i><em><span style="font-style:normal;">Anna mi aveva semplicemente detto: &#8211; leggilo. &#8211; Così ho fatto. Libreria, acquisto, una comoda poltrona e. </span></em><br />
<em><span style="font-style:normal;">Inizio il mio viaggio nell’universo Lispector, una stanza in cui finisci per trovarti in una allucinazione che è creazione.</span></em><br />
Dall&#8217;apertura l&#8217;autrice rivolge una  raccomandazione ai lettori  e pur affermando che il libro è come ogni altro, lei segna un discrimine chiedendo, se possibile, di essere letto da lettori con un&#8217;anima formata. Nei libri, non tutti comunque, come nella vita, l&#8217;avvicinamento ai fatti, alle cose , avviene con mediazioni che sono incontri, passi, riflessioni, insomma per gradi e sempre con una dose di sofferenza che indica la partecipazione di chi, nel cammino, non cerca la meta ma il cammino stesso. Leggere il libro è stato e sarà ogni volta attraversare un mondo, in cui ad /da ogni pagina si camminerà verso se stessi, anche se ci saranno altri, oltre l&#8217;autrice a percorrerlo. La lettura del libro, come del resto la lettura dei fatti quotidiani in cui veniamo a trovarci, non avviene testualmente e oggettivamente ma, sempre, soggettivamente, e risulta per questo difficile passare di mano in mano o di memoria in memoria una parola unica, compresa e comprensibile in una sola formula. Così alla fine anche Clarice Lispector risulta una scrivente nel nostro libro e noi con lei nel comprenderla.  Tutto ciò che prima ci sembrava chiaro, circoscritto e definito in un corpo preciso, appare diverso, non così nettamente delineato ma qualcosa che va conformandosi con il nostro sguardo sempre più aperto, acuto, profondo, perché nella parola di Lispector le cose non sono incontrate di petto, frontalmente, ma quasi aggirate, sospese e soppesate con bilancini e lance, con spilloni d&#8217;intelligenza, guardate fino a trovarne il corpo intoccabile, l’intangibile sostanza dell’essenza e dunque l&#8217;oggetto perde la sua patina di sicurezza fasulla, quella che gli si era appioppata per autodifesa e si fa &#8220;<em>la cosa</em>&#8220;, ed essa è l&#8217;intero, compreso il vuoto che la ospita e la distanza che da essa ci separa e ad essa ci conduce. Della sua vita sappiamo tutto, o quasi tutto, poiché si conoscono gli spostamenti ma il tempo, in Lispector è concentrico e tutto affiora per gradi in un continuo prossimo e di prossimità mai conclusa. Tutto il suo percorso è un lavoro continuo in sé stessa ed ogni porta aperta socchiude anche la nostra, quella che si usa per raggiungerla, mentre apriamo finestre e stanze della vita, della realtà a cui Clarice si avvicina e a cui avvicina noi: visioni, epifanie, rivelazioni attraverso una scrittura che si fa bordo del reale. Il corpo a corpo faticoso attraverso il linguaggio che porta avanti la protagonista è il cammino di Clarice che segna ciò da cui è segnata: l’esperienza, l’allargamento della coscienza, l’apprendimento del viaggio attraverso le sue tappe di avvicinamento.<br />
Per lei creazione non è immaginazione ma il rischio di accedere alla realtà, la stessa a cui conduce i lettori, che si trovano di fronte di punto in bianco all’in-credibile, e questo attraverso oggetti e luoghi, fatti della quotidianità più banale, niente di mirabolante, la stra-ordinarietà dell’ordinario, che manca di ordine, è caos puro, bevuto, attraverso il corpo di quella blatta schiacciata da G. H.,  donna elegante, forte perché certa della sua identità, nella quiete rassicurante delle mura domestiche, che in un pomeriggio uguale a molti altri  si trova davanti uno scarafaggio. L’archeologia dell’origine, la millenarietà della trasformazione, della storia. E’ proprio a questo punto che ha inizio la passione di G. H., che tenta di ammazzare la bestia, lo scarafaggio immondo, e poi sente l’irrinunciabile tentazione di assaggiarne la materia, di ospitarla in sé di farne suo corpo e di toccare così il mistero dell&#8217;origine, della vita. Perché è questo la blatta: la metafora viva che rappresenta l&#8217;impuro, o il reale, o il sacro, o tutto quanto è altro ma è anche ciò che sentiamo materno, e  tutto questo in un unico corpo caos e ordine, senza distinzione di posizione, senza gerarchia alcuna. E’ il tutto in una configurazione unitaria, unica, a cui appartiene anche l’osservatore e chi legge ciò che osserva. Un turbine da cui si è presi e non ci lascia. Qui, forse, la grandezza dell’autrice che ci porta diritti nel corpo centrale del bersaglio dove scopriamo noi stessi: geografia e storia dell’imminenza e dell’immanenza, l’urgenza di partecipare con coscienza del mistero che è MISTERO DEL VIVENTE, energia della materia umana.<!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p><b>Da Alcuni<i> </i></b><strong><i>es</i></strong><strong>-tratti , </strong>brevissimi, è possibile cogliere l&#8217; istantanea , la luce nell&#8217;<strong>attimo di grazia</strong> che si affaccia nel buio del prima, del sempre.<b><i><br />
</i></b><!--[if gte mso 10]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal"><strong><em>Creerò ciò che mi è accaduto. Solamente perché vivere non è narrabile. Vivere non è vivibile</em></strong></p>
<p class="MsoNormal"><b><i>Io a cui solo la cosa originale, fonte di ogni generazione, interessa, io la cui ambizione è di bere alla fonte viva di quella fonte.</i></b></p>
<p class="MsoNormal">Ed è solo attraverso la totale perdita dell’identità, nello spaesamento, nel disorientamento che G.H. comprende che il vivere, ciò che crediamo comune, che nemmeno stiamo a guardare, è “<em>cosa sovrannaturale</em>”, che “<em>essere io</em>” &#8211; come scrisse Alfredo Giuliani in occasione della prima edizione italiana di La passione secondo G.H. &#8211; “<em>non è una peculiarità umana, perché proviene da una fonte anteriore e assai più grande, da una materia infinitamente più ricca e sconosciuta</em>. &#8220;<br />
Clarice è dunque ancora una volta Eva,e  porta alla bocca il frutto proibito della conoscenza per riuscire ad entrare nell&#8217;unico paradiso in cui crede, la nostra stessa vita, umana, da vivere però, nel piacere e nella sofferenza con una pienezza, un sapere e un&#8217;allegria che si possono attingere attraverso un lungo, faticoso e paradossale apprendistato, in cui centrale resta l’amore, l’amore per l’altro, l’amore come corpo vivo di relazione nel corpo intatto.</p>
<p><strong> </strong></p>
</div>
<p>**</p>
<p><img class="alignnone" alt="" src="http://24.media.tumblr.com/avatar_a6d191ad7ced_128.png" width="128" height="128" /></p>
<p><em>&#8216;A única verdade é que vivo. Sinceramente, eu vivo. Quem sou? Bem, isso já é demais.&#8221;</em></p>
<p>Clarice è un&#8217;ebrea russa, nata nel dicembre 1924 a Tchetchelnik, in Ucraina, durante il viaggio di emigrazione dei genitori. Giunta in Brasile a soli due mesi (come lei stessa terrà più volte a precisare), vive dapprima nel nord, a Recife, poi a Rio de Janeiro. In portoghese, la sua prima lingua, inizia a scrivere all&#8217;età di sette anni; a nove perde la madre. Pubblica i primi racconti a quattordici anni, e a diciannove un romanzo, &#8220;Vicino al cuore selvaggio&#8221;. Poi il matrimonio, i lunghi soggiorni all&#8217;estero accanto al marito diplomatico (Svizzera, Italia, Inghilterra, Stati Uniti), la nascita di due figli maschi molto amati, la fama della sua bellezza e della sua intensità. Pubblica &#8220;Il lampadario&#8221; (1946) e &#8220;La città assediata&#8221; (1949). Nel 1958 rientra in Brasile, divorzia, produce, oltre a numerosissimi racconti, le opere mature: &#8220;La mela nel buio&#8221; (1961), &#8220;La passione secondo G. H. &#8221; (1965, trad. it. di Adelina Aletti, La Rosa, Torino 1982), &#8220;Un apprendistato o il libro dei piaceri&#8221; (1969, trad. it. di Rita Desti, ivi, 1981), &#8220;Agua viva&#8221; (1973). È letta e amata da un pubblico vastissimo, anche se ritenuta talvolta &#8220;difficile&#8221;. Dopo anni di progresso nella solitudine, muore di cancro nel &#8217;77. Escono postumi &#8220;L&#8217;ora della stella&#8221; (1977), &#8220;Un soffio di vita&#8221; (1978), e numerosi altri libri tra cui una vasta raccolta di articoli, interviste e scritti vari dal titolo &#8220;La scoperta del mondo&#8221; (1984).<br />
&#8220;Vicino al cuore selvaggio&#8221;, l&#8217;opera più recentemente tradotta in italiano, è quindi la sua prima. Quando uscì, nel 1944, l&#8217;orizzonte letterario, in Brasile, prevedeva o il romanzo regionalista o il romanzo intimista. Clarice meno che ventenne, nutrita di letture disordinate, lavora e sente in tutt&#8217;altro modo, e attraverso la scrittura va alla scoperta del mondo. Il risultato è qui un testo polifonico: su una medesima tonalità &#8211; l&#8217;unità narrativa &#8211; si dispiega una simultaneità di melodie. Il passato e il presente avanzano in onde concentriche, e il tempo già trascorso diventa sempre più prossimo. La critica l&#8217;accosta alla Wolf, a Joyce (dal quale deriva la citazione in epigrafe: &#8220;Era solo. Era abbandonato, felice, vicino al cuore selvaggio della vita&#8221;), se non altro perché la storia, i personaggi, sono pallidi nuclei intorno a cui lampeggiano momenti dell&#8217;essere.</p>
</div>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cartesensibili.wordpress.com/29063/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cartesensibili.wordpress.com/29063/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=29063&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Chiharu Shiota, Installation view</media:title>
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		<title>Raffaella Terribile: Mario Iral e l&#8217; Anima della Forma</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[mario iral- mela . Anima: parola antica, universale, che nella versione greca “psyché” significa “soffio vitale”, respiro, e che nella forma latina “anima” richiama il vicino “anemos”, “vento”. Anima dunque &#8230; <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/15/raffaella-terribile-mario-iral-e-l-anima-della-forma/" class="read-more">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30427&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><em>mario iral- mela<br />
</em></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/mela-iral11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30431" alt="mela-iral1-" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/mela-iral11.jpg?w=547&#038;h=364" width="547" height="364" /></a><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Anima: parola antica, universale, che nella versione greca “psyché” significa “soffio vitale”, respiro, e che nella forma latina “anima” richiama il vicino “anemos”, “vento”. Anima dunque come forza vitale, tensione all’esistere, movimento, energia continua, divenire.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Forma: ciò che è fisso, stabile, concluso in un’immagine che permane “firma”, cristallizzata. Una forma che chiude, rac-chiude, rap-presenta – fissandola per sempre &#8211; l’idea che l’artista di volta in volta libera attraverso l’atto creativo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il titolo scelto da Mario Iral per l’esposizione delle sue opere intende cogliere il nesso tra l’idea e la sua precisazione nella concretezza dell’opera: l’atto creativo che conferisce vita alla forma attraverso un soffio vitale, metamorfosi della materia attraverso cui un semplice tronco di cirmolo, di larice, di tiglio, diventa occasione per una riflessione attuale sui temi antichi della vita.</p>
<p style="margin-bottom:0;">“Abbracciando la sua opera, lo scultore scopre di assomigliare ad una madre che culla il proprio figlio”: così Mario Iral riassume il senso di “Culla”, un’opera del 2009 che celebra la creazione dell’opera come riconoscimento attraverso un abbraccio liberatorio che è agnizione di sé nella forma creata.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Un passare oltre attraverso l’analogia, il cui senso non sta alle spalle della forma, ma nella forma come e-nunciato, come tras-gressione dal nascosto. Così, l’analogia che precede la metafora e la parola-forma che porta fuori il nascosto diventano i due aspetti, anima e forma, di un atto creativo che dischiude lo spazio aperto del significato in una forma che dice ulteriorità, che si fa somma di rinvii.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Con il costante, ritmico ritorno delle onde sulla spiaggia, l’artista ripropone temi, snodi cruciali, in cui di volta in volta il senso si rinnova precisandosi, arricchendosi con un’esperienza che, come un ponte, attraversa gli spazi tra le antinomie, gli opposti, le polarità critiche della vita, ricomponendoli in una visione chiara e bilanciata, dove scompare il dramma e la lacerazione si ricompone.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><em>mario iral-pettine</em></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/pettine-iral-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30433" alt="pettine-iral-1" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/pettine-iral-1.jpg?w=547"   /></a><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Antinomie superate nel dialogo della forma con l’idea, unite per fondersi in un’arché, somma di significati su cui lo scultore lavora instancabilmente attraverso la contrapposizione di forze che animano il legno di tensioni e di emozioni: Eros e Thanatos, Giovane e Vecchio, Femmina e Maschio, Limite e Libertà, Intrecci e Geometrie. Come afferma Mario Iral a proposito di “Abbraccio crestato” (2012): “Una trasformazione corre lungo il corpo come conseguenza di una forte emozione”. E questa vibrazione, l’onda lunga di un brivido che pervade l’artista, increspa la superficie del legno, la corruga, la fa vivere di tensioni sotto la superficie della forma.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ma anche Classicismo e Modernità, Figurazione e Astrazione si incontrano nel percorso artistico di Mario Iral: “E’ stato laborioso liberarsi del classicismo, ma lo è stato ancor di più liberarsi della modernità”. Prescinde dall’antico e dal moderno ma li comprende entrambi, ponendo l’osservatore a dialogare con figure che ricordano la delicata e fragile bellezza delle donne botticelliane, l’irruente forza di un volto o di un corpo michelangioleschi, e la geometria serrata di poliedri che cristallizzano la forma, libera nell’associazione analogica, complicandola, arricchendola di implicazioni profonde, rilevate dal contrappunto del colore. “L’arte di oggi scopre l’arte di ieri, per la prima volta con ammirazione, senza alcun desiderio distruttivo” (M.Iral, a proposito di “Ritrovamenti”, 2010), “Nella metamorfosi tra figurazione e astrazione si svela la forza e la vivacità del carattere” (“Il carattere”, 2012).</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><em>mario iral-quotidianità</em></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/quotidianitc3a0-iral1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30435" alt="quotidianità-iral1" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/quotidianitc3a0-iral1.jpg?w=547"   /></a><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Dialogo di Anima e Forma, dunque, dove la libertà espressiva si fa strumento per ri-conoscersi, per tornare all’anima attraverso sottili equilibri, simmetrie apparenti, forme che si negano per poi svelarsi in un gioco serrato di rimandi, di richiami, meta-morfosi di stati della materia tra cristallo e natura organica dove ogni volta l’interrogativo si pone e il mistero si svela, l’enigma appare e viene risolto nell’atto liberatorio ed emozionante della creazione artistica come ri-generazione e spazio dell’armonia, di ricomposizione, coincidentia oppositorum. Il paradosso si risolve nella chiarezza, la complessità nella semplicità della forma. L’artista si inchina all’opera, la abbraccia, una vibrazione calda lo pervade: Anima della Forma.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/viewer.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-30428" alt="mostra-invito" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/viewer.png?w=547&#038;h=273" width="547" height="273" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cartesensibili.wordpress.com/30427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cartesensibili.wordpress.com/30427/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30427&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>DIARIO- Anna Maria Farabbi</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 09:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anna Maria Farabbi]]></category>
		<category><![CDATA[CARTESENSIBILI]]></category>
		<category><![CDATA[DIARIO]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative Cartesensibil]]></category>

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		<description><![CDATA[Cy Twombly-The fire that consumes all before it . La strada che separa Perugia da Bologna è lunga tre ore. Guidavo dopo essere uscita dall’ufficio, diretta alla libreria Ibs, accanto &#8230; <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/14/diario-anna-maria-farabbi/" class="read-more">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30237&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><em><span class="notes_headline_inner">Cy Twombly-</span><span class="notes_headline_inner">The fire that consumes all before it</span></em></p>
<p align="CENTER"><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/cy-twombly-like-a-fire-that-burns.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30238" alt="Cy Twombly-like a fire that burns" src="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2013/05/cy-twombly-like-a-fire-that-burns.jpg?w=547&#038;h=846" width="547" height="846" /></a></p>
<p align="CENTER"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La strada che separa Perugia da Bologna è lunga tre ore. Guidavo dopo essere uscita dall’ufficio, diretta alla libreria Ibs, accanto alle due torri, per presentare il libro postumo di Paola Febbraro, da me curato. Mi chiedevo perché alzarsi alla mattina alle sei, vivere l’ufficio concentrata, percorrere già stanca una lingua di cemento senza un gettone, un rimborso, un niente fino a parlare tra i lussuosi libri della grande editoria.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Una ventina di persone davanti, in ascolto. Io dico, canto, racconto le trame di cui è tessuto il libro di Paola, mentre la poesia si apre, incontra, entra. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Dopo l’applauso finale, una persona in prima fila si alza. Acquista una copia con le lacrime agli occhi. Se la porta in petto e mi dice che non può fare a meno di acquistarla: non può tornare a casa sola, senza avere con sé quel canto. Sente che è un’esperienza in atto, interromperla sarebbe un taglio.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Dopo, mi dicono che la signora guadagna solo duecentocinquanta euro al mese. Scegliere tredici dei suoi euro per un libro è decisamente un fatto grave.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ecco, ritorno a Perugia lunga la stessa via, alle due di notte sono a casa. Viaggio nel buio, tra i fari, ruminando commossa in silenzio. Il mio lavoro di cura, forse tutto il mio canto e quello di Paola Febbraro ha un senso che si convoglia in quella copia venduta. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Offro la gratuità utile del mio viaggio al grande mercato dei mercanti e alle tempie distratte dei ricchi. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">C’è chi ancora si alza e riconosce il canto come necessario, irrinunciabile pane d’ascolto.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">C’è chi ancora serve la poesia degli altri con amore. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:left;" align="RIGHT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><i><strong>Anna Maria Farabbi</strong>- Perugia Bologna &#8211; Bologna Perugia17 aprile 2013<br />
</i></span></span></p>
<p style="text-align:left;" align="RIGHT">**</p>
<p style="text-align:left;" align="RIGHT">Riferimenti:</p>
<p style="text-align:left;" align="RIGHT"><a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2012/02/12/trasmissioni-dal-faro-n-29-a-m-farabbi-paola-febbraro-stellezze/">http://cartesensibili.wordpress.com/2012/02/12/trasmissioni-dal-faro-n-29-a-m-farabbi-paola-febbraro-stellezze/</a></p>
<p style="text-align:left;" align="RIGHT"><a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2012/05/22/anna-maria-farabbi-ricordo-di-paola-febbraro-nellanniversario-della-scomparsa/">http://cartesensibili.wordpress.com/2012/05/22/anna-maria-farabbi-ricordo-di-paola-febbraro-nellanniversario-della-scomparsa/</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cartesensibili.wordpress.com/30237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cartesensibili.wordpress.com/30237/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cartesensibili.wordpress.com&#038;blog=5943077&#038;post=30237&#038;subd=cartesensibili&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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