Alla domanda chi e che cosa siamo noi un vecchio saggio rispose così:- Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi,di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa, la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti.-
Igor Melnikov

Si dice persino di un luogo: – …ha dato i natali a… – intendendo il luogo d’origine di qualcuno, la terra da cui ha preso vita una vita. Eppure, chiedendo a qualche autore di scrivere relativamente al natale, non sempre si è avuta una risposta che includesse una lettura diversa da quella a cui (ci) siamo legati pensando a questa parola.
Natalità infantile: è un argomento importante in una società come la nostra in cui nulla sfugge alla programmazione. A ben guardare persino il Natale liturgico non sfugge a questo genere di calcolo. Anzitutto bisogna dire che la data esatta della nascita di Cristo non la si conosce e la Chiesa ne è consapevole , ne è sempre stata consapevole. Mentre infatti la morte avvenne il 7 aprile del 30 d.C., data corrispondente perfettamente alle indicazioni del Vangelo, e quindi il giorno della risurrezione è il 9 aprile., per il giorno della nascita non si possono azzardare che ipotesi. Tuttavia, come è risaputo, per la Pasqua la Chiesa utilizza il computo delle fasi lunari, che comporta che il giorno della Risurrezione sia sempre di domenica, il dies Domini. Per il Natale invece, non essendo mai stato celebrato nei primi secoli come ricorrenza, si è persa la data esatta, sempre che qualcuno degli apostoli l’avesse conosciuta. Quando perciò la Chiesa dovette decidere un giorno per celebrare tale festività cercò tra le feste pagane già esistenti quella più importante e contrappose ad essa la festa di carattere cristiano, con l’intento di estirpare le tracce delle precedenti religioni e la loro memoria. Scelse abilmente il 25 dicembre proprio perchè quello era il giorno della ricorrenza del Dies Natalis Solis Invicti, cioè il Giorno della Nascita del Sole invincibile. Per la chiesa e nel linguaggio biblico tale giorno prende le caratteristiche di Cristo. In oriente dove il Dies Natalis Solis Invicti non esisteva, vi era però, al 7 gennaio, la festa della Luce, e quindi lì si scelse di celebrare il Natale quel giorno, seguendo la tradizione giovannea per cui alla nascita di Cristo era legato il detto: ” Veniva nel mondo la Luce vera” (prologo Vangelo di Giovanni).
In fin dei conti è tutta umana la vicenda che dà i natali al Natale e per questo motivo dovrebbe essere sentita come patrimonio comune, nel senso dell’appartenenza comune alla nascita, una nascita che ci porta alla luce, anche attraverso le storie che le parole cuciono. Poi, certo, c’è chi crede e chi non crede, ma non è questo il problema. Ci sono molti giorni a disposizione per festeggiare la vita, questo è uno dei tanti, legato alla luce, che a tutti è cara e a cui tutti cercano di fare riferimento, persino per fare luce sul natale, la natività, la nascita e molto, molto altro ancora, non esclusa la notte,con tutte le sue declinazioni e accezioni. Dove si propaga la luce se non in una profondissima notte cosmica? E anche se tutto, poi, si torce e ritorce in un fuso di lana, che è sempre la stessa inestinta questione, che tutti ci riguarda, comprendendo ogni essere e ogni cosa, l’asse del Natale mi pare sia ancora il gesto e l’ostinazione di filare una domanda:
- Chi siamo e da dove o da chi abbiamo avuto i natali? -
Credo che mai come ora sarebbe necessario interrogarsi su questo, e sentire come queste domande siano un’origine accomunante, invece delle solite divisioni che non risolvono equazioni di nessun genere, e fortificano le barriere, le dispute, le asperità e gli scontri. Dire che non ci piace il natale è come dire che non ci piace l’essere qui, l’essere nati, l’essere, poiché non si nasce una sola volta ma tante, innumerevoli volte, anche se a noi fa comodo avere una data di nascita, in fondo ci lega a qualcosa di stabile, è un fissante per non rischiare di perdere, in queste labirintiche non conoscenze, raccolte in biblioteche gigantesche e religioni o ideologie come forzieri, quel poco sapere che da noi stessi abbiamo scritto su di noi, ancora oggi con gli occhi chiusi, al pari di un bambino, di quel solito seme ancora infante.
I propositi che con questa raccolta ci eravamo posti sono leggibili qui . Il percorso che ne è nato, sistemendoli secondo un ordine semplicemente alfabetico, è leggibile qui di seguito.
A tutti coloro che ci hanno inviato il loro testo un profondo grazie, la parola è stato un luogo dove trovarci.
A tutti coloro che ci seguono e ci leggeranno
da CARTESENSIBILI e IL PONTE DEL SALE
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Igor Melnikov

Api-Non era terra d’agrifoglio
BalsamoFrancesco-questa pagina bianca
BragagniniDoris Emilia-L’albero e la mela
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Centofanti Fabrizio-Annunciazione
Giacomo Cerrai-evviva, è aria di festa!
Ciancio Maria Pina-Intermittenze colorate oltre
Cirinnà Cettina Lascia-Ai potenti del mondo
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Igor Melnikov
De Pietro Giampaolo-la voce trema
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Ealla Margherita-Neve d’avvento
Farabbi Anna Maria-natale:verso il presepe interiore
Ferraglia Sara-Il Natale del 1960
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Igor Melnikov
FerramoscaAnnamaria-Pianto di Natale
FerraressoFernanda-Sto con poche parole
Galetto Federica-Era un mattino nevoso
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Impronta Beatrice-Il mio Natale è un albero di vetro
Licciardello Nicola-Desiderata
Manzini KuschnigDaniela-Ogni segno
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Igor Melnikov
MinetMarina-La fede nel mercato
Miticocchio Elina -Un giorno ti racconterò
Monaco Maria-NATALE IN VIA DEL CORSO
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Natali Diaolin Giuliano-Nà…dal Nadàl
Pellegrino Francesca-Venticinque dodici
Pizzo Antonella-C’è ancore nel balcone
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Igor Melnikov
Rosa Silvia-DICEMBRE VENTICINQUE
Savelli Loredana-Sentinelle del mattino
Soldini Maurizio-La notte di Natale appena fuori
Terribile Raffaella-L’attesa del momento
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Tontoli Francesco-Presepe (personaggi e interpreti)
Tosi Lucia-Per quanto mi sforzi
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