Alla domanda chi e che cosa siamo noi un vecchio saggio rispose così:- Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi,di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa, la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti.-



Non ho mai scritto il verso
che per tutta la vita
ho sognato di scrivere.
E non ho mai saputo
il vero puro timbro
della mia voce.
Di sorprenderla ogni giorno m’illudo
in attimi di grazia
immacolata come l’alba
prima del mondo.
Dalla mia lingua muta
parla una voce
che non conosco
*
In questa lunga notte
di gelo e di paura
soltanto l’altro in me,
l’altro me stesso
senza di me,
immune da ogni luogo e tempo;
il suo dolore
del mio sentirmi
inerte;
e nei miei occhi
che non sanno
non osano vedere,
pazienti, i suoi.
*
Alla curva del fiume
si abbassano le voci
distinte appena;
le figure si fondono
col vapore dell’acqua.
E quando tutto è limpido
fino al bosso laggiù, fino alle bianche cime,
noi non ci siamo più.
Poesie di Bino Rebellato
Il tempo sembra segnare una distanza ed è attraverso essa che maturiamo lentamente di non essere il prodotto della logica dello spirito del presente. C’è in noi qualcosa che ci parla da sempre, che ci guida e che spesso confondiamo nel caos del nostro esserci. La distanza, quando si fa tempo, non è presente, né passato né futuro. E’ lo sguardo del senso che pazientemente è. Lo sguardo che ci “rimette ingenui” e ci allontana dall’intenzionalità, attraverso cui costruiamo tutta l’impalcatura del nostro essere qui, ora adesso. Un po’ come queste fotografie in bianco e nero, che hanno fermato l’adesso del passato e ci riflettono tutta la potenza, la distanza che si fa ponte verso ciò che l’obiettivo non ha potuto intravedere, immaginare, sognare.
……“ Cerchiamo dunque in noi stessi il significato delle cose affinché la via di quel che ha da venire possa palesarsi e la nostra vita continui a scorrere. Ciò di cui avete bisogno proviene da voi stessi ed è il significato delle cose. Il significato delle cose non è il senso che è loro proprio. Questo senso si trova nei libri dotti. Le cose sono prive di senso. Il significato delle cose è la via della redenzione che vi create voi stessi.
Il significato delle cose è la possibilità – creata da voi stessi – di vivere in questo mondo. È la capacità di dominare questo mondo e l’affermarsi della vostra anima in questo mondo. Questo significato delle cose è il senso superiore che non si trova nelle cose stesse e neppure nell’anima, è piuttosto il Dio che sta tra le cose e l’anima, il mediatore della vita, la via, il ponte,il passaggio.”……. (da il libro Rosso, di C.G. Jung)
Grazie Gianni
mario
I testi di Rebellato e le immagini di Gianni Borghesan aprono in chi legge lo spazio della misura, quella meravigliosamente umana, che oggi è andata dispersa.