Alla domanda chi e che cosa siamo noi un vecchio saggio rispose così:- Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi,di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa, la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti.-
Wilmer Lalupu Flores
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Come una capra ho belato alla tua gola.
La tua gola beduina, la tua gola meticcia
rovesciandomi ha falciato cinghie che tenevano salde l’azzurro,
ha capovolto la grande terra, l’ha precipitata fino alla porta oscura.
Da lì, ora, selve ruminano le foglie nuove e molte
cose e di più svernano contro i denti , ringhiano rose.
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Ho una passione per gli insetti
per le talpe i ghiri
il morso del serpente il secco
suono del picchio contro la bocca
di un pioppo la saliva di un ragno
lungo i fianchi della roccia tutto
il muschio che si spande quando sali
fino a due di me, fino a tre che schiude
fino a mai per sempre, fino a me niente,
oh, niente!
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A scuola dalle more, portando i prati
alla bocca e loro a dirmi senti?
e poi finire.
Per un momento, eppure,
sono stata il sempre.
.iole toini
Wilmer Lalupu Flores
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non dirmelo non dirmelo con la bocca
soltanto scrivilo con il piede batti
entra dentro il ventre della terra
non ci sono vuoti dentro cui stare tutto
è un elemento soltanto e il verme è la mia bocca
e la farfalla è tasca dell’inguine e
un mare ho vivo di insetti e valve dentro un fiume di rosso
che mi scorre ancora persino quando il corpo dorme
in questa pianura deserta senza fiamma
mi accende l’aria facendone galassia
non dirmelo non dirmelo ancora dentro le sillabe consuete
apri la parola e fanne terra magma semente
spacca la scorza di questo vuoto di distanza
e ascolta quanto ancora mani e bocca e nuca e pancia
sono la serpe che ci abita e ci sveste
di una vita da cui non si sparisce mai
dentro la quale non c’è morte
mai
sappilo
mai per sempre
fernanda ferraresso
bellissima posta,se vi lascio l’indirizzo scrivete anche a me? florence stein
http://ioletoini.wordpress.com/2012/06/08/ancora-indigena/
sempre resto incantata a leggervi, è come se voi due, sulla cima di montagne distanti faceste terra con le vostre mani e le parole che vi lanciate come fossero sassi e fiori da cui spuntano suoni e passi per ciascuno
il cammino delle lettere prosegue ed è meravigliosa la prima lettura fatta di tutto ciò che abita la mente, suggestiva la linea che traccia, un solco profondo nel corpo e nel corpo-parola
espansa la misura di Fernanda, una lettera di risposta che enuncia/annuncia
“vita da cui non si sparisce mai”
tendo l’orecchio, raccolgo il vostro viaggio, grazie
elina
ormai con Iole adoperiamo la cassetta dei blog come postale e…da qui a lì si tocca il segno degli zoccoli, lo striscio della biscia, tangibile la piuma dentro il sangue che ci sposta come un peso di cielo e di terra dentro il mare del viaggio. f
Letto tutte e due ed è incanto ma,meglio ancora, la seconda e la terza lettura. Si resta senza porta, aperte nel fiume della vita