Antonio Cervasio
Da “Inventario delle cose certe” Andrea Livi Ed.
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole…
Joice Lussu
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” Sul certo non possiamo non capirci; non ci sono casi speciali; la maniera migliore di vivere è quella di non prendersi troppo sul serio”.
Ecco la visione del mondo di Joyce Lussu, la sua fiducia nel buon senso quotidiano e nella chiarezza della comunicazione, entrambi capaci di controllare la realtà e dunque di intervenire su di essa per migliorarla.
” Ciò che è pensato è detto, è detto e scritto su una sola facciata e lì va letto riga dopo riga: è una poesia certo, che vuoi che sia; uno stimolo di conoscenza funzionale al bisogno di capire, lo strumento di comunicazione più utile al bisogno di essere capiti. Il poeta non è solo con se stesso, cammina tra la gente, da essa deriva la giustificazione alla sua esistenza. La sua funzione è quella di ridimensionare gli eccessi e infrangere le regole, le convenzioni.” – qui
Joyce Lussu
Inventario delle cose certe- Andrea Livi Editore
a cura di Gianfranco Leli
Terza edizione con due nuove poesie


credo poesie come questa siano dei semi di civiltà, sparsi in ogni terra disposta ad accoglierli
Vittoria Ravagli sta preparando un lungo percorso su Joyce Lussu, di cui è una studiosa da tempo, e anche in cartesensibili sarà possibile partecipare a queste sue proposte di lettura relative ad un’autrice e donna impareggiabile.ferni
La leggo spesso, dentro c’è qualcosa che dobbiamo tutti insieme conservare perché se i semi della vita vanno bruciati che vita possiamo sognare di avere? Grazie. Giovanna
Ho conosciuto personalmente Yoice Lussu, negli anni 65/70, abbiamo condiviso alcune cose importanti della storia di quegli anni…una donna non facile, aspra, distaccata, ma penso fosse solo apparenza.
le mie allieve sono tornate dal Viaggio della memoria e avevano qualcosa negli occhi che prima non avevano, sono di certo entrati segni a cui ora devono sopravvivere.
Leggo sperando che tutti possiamo crescere in pietas, civiltà, in fertile memoria. Grazie.
ogni volta la stessa stretta al cuore della prima volta che l’ho letta.
Marinella
Timore, angoscia, un brivido, poi un frastuono di echi, una nebbia di immagini… là, fra quei mucchi di umane cose. La prima volta che entrai a Bukenvald.E tante scarpette rosse!
Chiarezza, bisogno di capire, comunicare: Joyce filtra la terribile emozione in pacate, ferme , dolenti parole. Per accogliere e ricordarci l’insostenibile pianto dei bambini.
Luisa