CARTESENSIBILI

Alla domanda chi e che cosa siamo noi un vecchio saggio rispose così:- Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi,di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa, la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti.-

Viaggi dentro la musica- Agnese Gatto: Intorno ai viaggi di Mozart in Italia.

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.Mozart in Italia (1769-1773): Mozart Reisen

Nel 1669 Wolfgang Amadeus Mozart, accompagnato dal padre Leopold, si apprestava a lasciare Salisburgo per compiere il primo dei suoi cinque viaggi in Italia. Dopo aver valicato le Alpi, il 23 gennaio 1770 Mozart giunge a Milano, città a cui il compositore rimase profondamente legato (la visitò per due volte ancora, nel 1771 e nel 1772).

Milano era allora sotto il dominio imperiale degli Asburgo che, in attesa dell’ultimazione dei lavori a Palazzo Reale da parte del Piermarini, risiedevano a Palazzo Clerici (vi rimasero dal 1771 al 1778). È proprio a Palazzo Clerici che il 16 ottobre 1771 il Granduca Ferdinando d’Austria, figlio dell’imperatrice Maria Teresa, festeggiò le sue nozze con Maria Beatrice d’Este, celebrate la mattina stessa, in pompa magna, nel Duomo. Tra gli invitati al ricevimento c’era un giovanissimo Mozart che, il giorno successivo, esordì a Milano come compositore dirigendo a Palazzo Reale, in onore del Granduca, il libretto pariniano «Ascanio in Alba».

Il viaggio rappresenta una delle esperienze fondamentali dei primi anni di vita di Mozart. Le prime uscite, verso Monaco e Vienna, sono del 1762, quando Mozart aveva solo sei anni. Segue a partire dal 1763 un viaggio di tre anni per l’Europa nord-occidentale: Augusta, Treviri, Magonza, Francoforte, Bonn, Bruxelles, Parigi, Londra, Amsterdam, L’Aia. Al 1769 risale il primo dei viaggi in Italia, segnato da onori e riconoscimenti, a Verona, Mantova, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Venezia; mentre i viaggi successivi (1771 e ’72) faranno capo a Milano. Negli anni successivi, terminata la carriera di “fanciullo prodigio” e intrapresa quella di musicista, punti di riferimento saranno soprattutto Vienna, Monaco, Praga e Francoforte.

Mozart come si è visto fece diversi viaggi in Italia, fin quando, giovanissimo, iniziò la carriera di concertista esibendosi nelle corti d’Europa. Non deve quindi sorprendere che parlasse correttamente l’italiano (usanza allora molto diffusa nel mondo musicale), mentre più curioso è il fatto che nelle lettere egli amasse firmarsi come Amadé, francesizzando il proprio nome. Sceglierà spesso per le sue opere teatrali testi in lingua italiana: su ventidue opere che ci ha lasciato, ben quattordici hanno libretti in italiano (Metastasio, Da Ponte, Mazzolà). Vi propongo un brano dal Don Giovanni: è il “catalogo” delle “belle” amate da Don Giovanni: lo recita il suo servitore, Leporello.

« La nostra musica da chiesa è assai differente di quella d’Italia, e sempre più, che una Messa con tutto il Kyrie, Gloria, Credo, la Sonata all’Epistola, l’offertorio ò sia Mottetto, Sanctus ed Agnus Dei ed anche la più Solenne, quando dice la Messa il Principe stesso non ha da durare che al più longo tre quarti d’ora. Ci vuole uno studio particolare per questa sorta di composizione, e che deve però essere una Messa con tutti strumenti – Trombe di guerra, Tympani etc. » (Wolfgang Amadeus Mozart, 1776)

Dal 1769 al 1773 Wolfgang effettuò con il padre tre viaggi in Italia, durante i quali suonò ed ascoltò musica nelle varie città, con alcuni, pochi momenti di semplice svago.

 Primo viaggio (1769-1770):

dicembre 1769: Bolzano, Trento e Verona;

gennaio 1770: Mantova, Cremona e Milano;

marzo 1770: Lodi, Parma, Bologna e Firenze;

aprile 1770: Roma;

maggio 1770: Napoli, da cui va in gita a Pozzuoli, Baia, Pompei, Ercolano eCaserta;

giugno 1770: Roma;

luglio 1770: Spoleto, Loreto, Ancona, Senigallia, Pesaro, Rimini, Bologna;

ottobre 1770: Milano;

gennaio 1771: Torino e Milano;

febbraio 1771: Verona, Vicenza, Padova, Venezia;

marzo 1771: Padova, Verona, Salisburgo.

Secondo viaggio:

agosto 1771: Rovereto, Ala, Verona, Brescia, Milano;

dicembre 1771: Brescia, Verona, Ala, Bressanone, Salisburgo.

Terzo viaggio:

ottobre 1772: Bressanone, Trento, Rovereto, Ala;

novembre 1772: Verona, Milano;

marzo 1773: Verona, Trento, Bressanone, Salisburgo.

Primo viaggio- I soggiorni milanesi diventeranno una importante esperienza formativa: Mozart (talvolta chiamato “Volgango Amadeo”) rimarrà a Milano complessivamente per quasi un anno della sua breve vita. Incontrò musicisti (Johann Adolph Hasse, Niccolò Piccinni, Giovanni Battista Sammartini, Johann Christian Bach e forse anche Giovanni Paisiello), cantanti (Caterina Gabrielli) e scrittori (Giuseppe Parini, che scrisse per lui alcuni libretti). Hasse rimase molto colpito dalle capacità del ragazzo, tanto che disse:

« Questo ragazzo ci farà dimenticare tutti. »

L’epistolario- L’epistolario di Mozart, noto anche per la giocosità scurrile delle lettere in esso contenute, è stato reso pubblico nella sua interezza solo in tempi recenti. Per curiosità se ne propongono alcuni estratti.

«Vedi, sono capace di scrivere in tutti i modi che voglio, elegante o selvaggio, corretto o contorto. Ieri ero di pessimo umore e il mio linguaggio era corretto e serio; oggi sono allegro e il mio stile è contorto e giocoso».

A Bäsle: «Oui, con quanto sentimento defeco sul tuo naso, così che ti coli sul mento».

Alla cugina Maria Anna, chiamata affettuosamente Bäsle:  «Ieri ascoltammo il re scoreggione / Era dolce come torrone / E benché non fosse granché in voce / Rumoreggiava in modo atroce».

Alla madre: «Sono dispiaciuto di sentire che Herr Abate Salate ha avuto un colpo apoplettico, ma spero che con l’aiuto del Signore Truffatore le conseguenze non siano un insano pantano» (1777 – Qui si nota chiaramente la diffidenza che Mozart provasse per la religione, e la comica irriverenza con la quale era solito apostrofarla).

«Ora le comunico una notizia che forse saprà già: quell’ateo e arcibirbone di Voltaire, è morto come un cane. Che ricompensa!» lettera al padre Leopold (1778).

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Lasciò Milano il 15 marzo 1770, per tornarci più volte. Arrivato a Lodi, sulla strada per Parma, scrisse le prime tre parti, Adagio, Allegretto e Minuetto, del quartetto KV80, completato con il Rondò che scriverà più tardi, forse a Vienna (1773) o a Salisburgo (1774). Tornerà a Milano per rappresentare le sue opere liriche. L’ultima a debuttare in un teatro italiano fu il Lucio Silla, nel 1772. Un altro importante soggiorno fu quello di Bologna (in due riprese, da marzo ad ottobre 1770). Ospite del conte Gian Luca Pallavicini, ebbe l’opportunità di incontrare musicisti e studiosi (dal celebre castrato Farinelli ai compositori Vincenzo Manfredini e Josef Mysliveček, fino allo storico della musica inglese Charles Burney e padre Giovanni Battista Martini). A Parma ebbe l’occasione di assistere ad un concerto privato della celebre soprano Lucrezia Agujari, detta La Bastardella. Amadeus prese lezioni di contrappunto da padre Martini e sostenne l’esame per l’aggregazione all’Accademia Filarmonica di Bologna (allora titolo ambitissimo dai musicisti europei). Il difficile e rigido esame dell’ancora giovane Mozart non fu particolarmente brillante, ed esistono prove del fatto che lo stesso Martini lo abbia aiutato in sede d’esame per favorirne la promozione . A riprova del travagliato esito, infatti, del cosiddetto compito di Mozart esistono oggi ben tre copie, le prime due esposte al Museo internazionale e biblioteca della musica e quella “definitiva” all’Accademia Filarmonica di Bologna. A Roma Mozart dà una straordinaria prova del suo genio: ascolta nella Cappella Sistina il ‘Miserere’ di Gregorio Allegri e riesce nell’impresa di trascriverlo interamente a memoria dopo solo due ascolti. Si tratta di una composizione a nove voci, apprezzata a tal punto da essere proprietà esclusiva della Cappella pontificia, tanto da essere intimata la scomunica a chi se ne fosse impossessato al di fuori delle mura vaticane.L’impresa ha i caratteri dello sbalorditivo, se si pensa all’età del giovanissimo compositore e alla incredibile capacità mnemonica nel ricordare un brano che riassume nel proprio finale ben nove parti vocali. Dopo tale impresa i salisburghesi si recarono a Napoli, dove soggiornarono per sei settimane e dove la proverbiale scaramanzia partenopea additava all’anello che portava il compositore al dito la genesi delle sue incredibili capacità musicali, tanto da costringerlo a toglierselo. Ma, a parte la scaramanzia, Napoli nel 1770 era la Capitale della Musica oltre che quella di un Regno, e i Mozart ebbero modo di sondare il terreno della produzione musicale napoletana. Amadeus era attratto dagli innovatori della musica a Napoli: Traetta, Cafaro, Francesco De Majo e principalmente Paisiello. Da Paisiello – secondo Abert – il giovane Mozart doveva apprendere diversi aspetti ” sia per i nuovi mezzi espressivi sia per l’uso drammatico-psicologico degli strumenti). Mozart a Napoli viene ad imparare, tuttavia la città lo ignora, nonostante i positivi riscontri ottenuti dai Mozart durante il soggiorno a Bologna e a Roma. Ferdinando IV di Borbone, all’epoca diciottenne, non lo riceve a corte se non in una visita di cortesia presso la Reggia di Portici. Per Mozart non arriva nessuna scrittura nei Teatri napoletani, nessun concerto alla corte della Capitale della Musica. La qualità e la quantità della musica prodotta a Napoli induce il padre Leopold in una lettera al figlio del 23 febbraio del 1778 ad affermare:

Adesso la questione è solo: dove posso avere più speranza di emergere? forse in Italia, dove solo a Napoli ci sono sicuramente 300 Maestri [...] o a Parigi, dove circa due o tre persone scrivono per il teatro e gli altri compositori si possono contare sulle punte delle dita?

Il viaggio di ritorno verso la casa natia iniziò con una nuova sosta a Roma, dove papa Clemente XIV gli conferì lo Speron d’oro. Indi lasciarono Roma per recarsi sulla costa adriatica, fermandosi ad Ancona e Loreto; questo soggiorno colpì il giovane Mozart, tanto che, subito dopo il ritorno, scrisse una composizione sacra dedicata alla Madonna di Loreto dal titolo Litaniae Lauretanae Beatae Mariae Virginis, seguita tre anni più tardi, nel 1774, da una seconda. Tornò quindi a Bologna, dove come detto sopra, Mozart sostenne l’esame all’Accademia, e giunsero poi a Milano dove Wolfgang sperò di rimanere come compositore di corte, ma le sue aspettative furono frustrate da Maria Teresa d’Austria. A marzo del 1771 i Mozart tornarono a Salisburgo, dove vi rimarranno fino ad agosto, quando ripartiranno per un secondo viaggio in Italia, di quattro mesi.

Secondo e terzo viaggio in Italia- A Milano in ottobre viene rappresentata l’opera Ascanio in Alba su libretto di Giuseppe Parini per celebrare le nozze dell’Arciduca Ferdinando d’Asburgo-Este d’Austria con la Principessa Maria Beatrice Ricciarda d’Este di Modena. Nel dicembre dello stesso anno Wolfgang con suo padre torna nella città natale. Il terzo e ultimo viaggio in Italia durò dall’ottobre del 1772 fino al marzo del 1773, periodo in cui di rilievo è la composizione e la rappresentazione dell’opera Lucio Silla a Milano. Dopo un iniziale insuccesso, questa opera seria divenne ancora più rappresentata e apprezzata della precedente e applaudita Mitridate, re di Ponto, su libretto di Cigna-Santi basato sull’omonima opera francese di Racine tradotta dal Parini, e diretta dallo stesso Mozart per la stessa città nel 1770.

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7 commenti su “Viaggi dentro la musica- Agnese Gatto: Intorno ai viaggi di Mozart in Italia.

  1. elina
    9 gennaio 2012

    un percorso che si snoda attraverso le parole il gioco le note
    aspetto di leggere il seguito del viaggio
    grazie Agnese

  2. fernirosso
    9 gennaio 2012

    Ancora due articoli per festeggiare l’anniversario della nascita di Mozart. Ho chiesto a Agnese di portare anche date e manifestazioni relative alle celebarzioni che certo si terranno anchenel nostro paese, per gli amanti di questo grande ,geniale musicista.

  3. Donato Di Poce
    9 gennaio 2012

    Grazie Ferni e Grazie infinite ad Agnese…

  4. Paolo Blendinger
    9 gennaio 2012

    Puntuale, chiaro e preciso… sono tornato con piacere sugli appunti di Agnese Gatto e ho appreso cose interessanti, grazie

  5. Gian Paolo Grattarola
    9 gennaio 2012

    “Mi piacerebbe – scrisse alla molie – che tu potessi vedere Firenze e i luoghi che la circondano: diresti che qui bisogna vivere e morire”…
    Grazie Ferni e Agense per questo delizioso omaggio al genio di Mozart e alle bellezze del nostro paese.
    Gian Paolo

  6. Beatrice Impronta
    10 gennaio 2012

    …un viaggio che si percorre da se’…attraverso gli incanti e lo splendore della storia…la memoria si riallaccia al presente…con la bellezza struggente della melodia e la melancolia di un passato sempreverde…si accendono fari di gloria rinnovata…grazie al con-tatto pregiato…di nobili mani che slacciano inconsueti stupori…tra i bagliori e i suoni che trapassano l’anima filtro di Agnese…sapiente studiosa e attenta musicista…che ci regala sempre il modo di stupirci…oltre lo stupore della sorpresa inattesa… Grazie a Ferni per aver ospitato nuovamente questo incontro culturale…strepitoso…

  7. agnese gatto
    10 gennaio 2012

    ringrazio tutti, a breve gli altri due viaggi mozartiani, vi aspetto, care amici e amici, buon viaggio!

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