Alla domanda chi e che cosa siamo noi un vecchio saggio rispose così:- Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi,di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa, la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti.-
Igor Mitoraj
da La magnifica bestia- Travenbooks Editore
Contabilità dell’amore
Giusto na cantatina sott’ala fenestra
ntra che la neve me gela
l’amore nbocca.
La cicalina brilla ncla gola sciuerta
lsu ncantesimo contro l’inverno
e pu fatta
lascia cadé la soletudine dle lune
e la scortsa del fieto
nterra.
Canto: magno la notte e la morte.
Paro la mi festa.
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Contabilità dell’amore
Giusto una canzoncina sotto la finestra / mentre la neve mi gela / l’amore in bocca. // La cicalina brilla con la sua gola scordata / il proprio incantesimo contro l’inverno / e poi scoppiando / lascia cadere la soletudine dell’inquietudine / e la buccia del fiato / in terra. // Canto: mangio la notte e la morte. / Pascolo la mia festa.
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Igor Mitoraj- lux in tenebris
da La magnifica bestia-Travenbooks, 2007.
Mater/icità dell’amore
Gnuda.
Drento ltu corpo
so l’incesto dla luna ncol sole.
Terra cottora. L’odore
che s’asoda ntle tu froge.
Lengua corrente
sciolta ntol sangue.
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Mater/icità dell’amore
Nuda. - Dentro il tuo corpo / sono l’incesto della luna / con il sole. / Terra da cuocere. L’odore / che mi condensa nelle tue narici. // Lingua corrente / sciolta nel sangue.
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Igor Mitoraj
Da Nel segno della femmina- Lietocolle Editore
Cosa portargli se non quattro elementi per cena
e l’animale rosso che batte
sangue
dentro le mie costole.
Aprirò il pane con un solo taglio
di lingua.
Il suo petto
con la mia nudità regale.
Offrirò gli anelli
della mia spina dorsale
i miei diecimila anni per terra. Quello che vuole:
entrare.
un lunghissimo viaggio preistorico
dentro la mia aorta
meraviglia.
bella questa nota testi che non conoscevo uniti da un filo palpabile, leggo spesso nella poesia della Farabbi la parola “festa” e ciò rende riconoscibile il viaggio o anche un suo pezzetto
grazie
elina
BELLI, BELLI, BELLI! Questi versi ti prendono e non ti lasciano più, diventano la voce della tua stanza sonora. Grazie.Copiati e cercherò i libri.Grazie.Roberta
Letto tutto divorandolo, un triangolo a forma di delta, di venere naturalmente.C’è tutta la grazia e la forza della femminilità intesa in senso erotico, non come banalmente si definisce oggi l’essere donna. Grazie.Virginie