CARTESENSIBILI

Alla domanda chi e che cosa siamo noi un vecchio saggio rispose così:- Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi,di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa, la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti.-

Sohrab Sepehri- tre poesie

Berit Hildre

Se mi stai cercando
mi troverai oltre il regno del nulla.
Dietro il regno del nulla c’è un luogo
dove nelle vene dell’aria scorrono i soffici semi piumosi
che annunciano al più lontano cespuglio il momento della fioritura.
Sulla sabbia puoi vedere le lievi impronte del cavaliere
che è salito di primo mattino sulla collina del sacrificio rossa di anemoni.
Dietro il nulla l’ombrello dei desideri si apre
e da lì esce il canto della pioggia
quando il vento della sete arriva dalle foglie fino alle radici.
Qui si è soli
e in questa solitudine l’ombra di un olmo si prolunga nell’eternità.

“Se mi vieni a trovare
Vieni lentamente e con gentilezza per non spezzare la fragile porcellana
Della mia solitudine.”

Berit Hildre

Costruirò una barca
La farò scivolare nell’acqua
Lascerò questa strana terra
Dove nessuno sveglia gli eroi nel bosco dell’amore.
Una barca senza reti
Come i cercatori di perle
Continuerò a navigare
Non lascerò che il mio cuore sia vinto dalla tristezza
Né dalle sirene che escono dall’acqua
Per spargere fascino dai loro capelli
Sulla luminosa solitudine dei pescatori.
Continuerò a navigare
Continuerò a cantare:
“Si deve navigare lontano, navigare lontano”.
L’uomo di questa città non ha nessun mito
La donna di questa città non è turgida come un grappolo d’uva
Nessuno specchio nelle case riflette la gioia
E neppure le fonti emettono luce.
Si deve navigare lontano, navigare lontano
La notte ha cantato la sua canzone
Adesso tocca alle finestre
Io continuerò a navigare,
continuerò a navigare.
Di là dal mare c’è una città
dove le finestre si aprono per comunicare,
dove i tetti ospitano piccioni che osservano i lampi d’intelligenza umana,
dove un ramo della conoscenza sta nelle mani di ciascun bambino di dieci anni,
dove la gente della città si incanta a osservare un tenero sogno come davanti al fuoco di un camino,
dove la terra ascolta la musica dei tuoi sentimenti
e il vento trasporta suoni guizzanti di uccelli mitologici.
Di là dal mare c’è una città
Dove il sole è grande come gli occhi degli insonni
Dove i poeti sono eredi dell’acqua, della saggezza e della luce.
Di là dal mare c’è una città!
Dobbiamo costruire una barca.
.

Berit Hildre

Non so perché la gente dice che i cavalli sono gentili
E i colombi sono belli
E nessuno invece alleva avvoltoi.
Non so perché un bocciolo di trifoglio
È considerato più umile di un tulipano rosso.
Dobbiamo lavare i nostri occhi
Dobbiamo vedere diversamente le cose
Dobbiamo lavare le parole
Le parole possono essere vento
Le parole possono essere pioggia
Dovremmo chiudere gli ombrelli
Dovremmo camminare sotto la pioggia
Dovremmo portare la nostra mente e i nostri ricordi
Sotto la pioggia, con tutta la gente della città
Dovremmo sentire la pioggia.
Sotto la pioggia si possono trovare amici
Si può cercare l’amore
Sotto la pioggia si dovrebbe dormire con una donna
E fare giochi d’amore.
Sotto la pioggia le cose possono essere scritte
le parole possono essere dette
il loto può essere piantato.
La vita è continua saturazione
La vita è nuotare nell’acqua di questo momento.
Leviamo i nostri abiti
L’acqua è a un solo passo
Assaporiamo la luminosità.

**

Sohrab Sepehri fu una personalità di spicco dell’Iran contemporaneo. Poeta e scrittore di grande talento, riconosciuto a livello internazionale, espose le sue opere in tutto il mondo, vinse prestigiosi premi e pubblicò numerose raccolte di versi. Viaggiò parecchio, dall’Asia agli Stati Uniti, durante tutta la sua vita, anche quando si trovò in ristrettezze economiche. Fu un uomo solitario, non si sposò mai, si tenne al di fuori delle vicende politiche che infiammavano gli intellettuali di quell’epoca e cercò rifugio nella natura, per lui simbolo di Dio e della sua potenza, ogni volta che la realtà circostante diveniva insopportabile. La sua opera poetica è strettamente connessa a quella pittorica. Per quanto riguarda la poesia, in essa possiamo trovare dei temi ricorrenti; la natura e Dio, la vita e la morte, il viaggio e la solitudine, la donna e l’amore (questi ultimi in misura molto minore rispetto agli altri soggetti). Lo stile di Sepehri risulta molto ermetico, carico di mitologia e misticismo.

Biografia

Sohrab nacque nel 1928, a Kashan, in una famiglia appartenente all’aristocrazia terriera dell’epoca. L’ambiente familiare in cui crebbe lo influenzò radicalmente: il padre, daftari, impiegato presso il Indo-European Telegraph, era artigiano del tradizionale flauto persiano, il tar, e quindi legato all’ambiente mistico-sufi, mentre la nonna era anch’essa poetessa di discreto talento. Il padre morì quando Sohrab era ancora molto giovane e fu il fratello maggiore, Manuchehr, che si fece carico della famiglia e finanziò i suoi studi. In seguito a questo la madre di Sohrab, donna molto devota, gli impose che, nel firmare i suoi lavori pittorici, egli aggiungesse una mim alle sue stesse iniziali. Mīm è la ventiquattresima lettera dell’afabeto arabo, ventottesima di quello persiano  e sta per M.

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12 commenti su “Sohrab Sepehri- tre poesie

  1. Tiziana Tius
    14 febbraio 2011

    Ho apprezzato il contenuto sia per l’esposizione che per gli elementi, è stato un camminare sollevata ad annusare la poesia che solo l’aria pura sa spargere…un saluto Tiziana

  2. Niloofar
    22 luglio 2012

    I had the pleasure of enjoying Sohrab’s art from young age, being a Persian from the same generation as the artist. he was a myth for us in Perisa, and I am glad to see that beautiful words lives on in every language. thanks for dedicating this page to a great man.

  3. fernirosso
    22 luglio 2012

    His poetry is the language of Love and I really enjoyed to translate his word and his world in my own language and in my heart. fernanda f.

  4. Blumy
    23 luglio 2012

    brava, ferni, hai fatto un gran bel lavoro ! :)

  5. fernirosso
    23 luglio 2012

    l’altra traduzione è molto più impegnativa di questa anche se dona moltissimo quando l’hai percorsa tutta. Leggila.Ciao Blumy.

  6. s
    27 febbraio 2013

    complimenti per la scelta delle poesie!
    volevo farLe notare che mim (M) è una lettera che esiste nella lingua araba, ma penso
    che per quanto riguarda S. Sepehri, meglio dire la lingua persiana o farsi (mim e’ la ventottesima lettera ) .

  7. fernirosso
    27 febbraio 2013

    Letter

    م / م‍ / ‍م‍ / ‍م (mīm)

    The twenty-fourth letter of the Arabic alphabet. It is preceded by ل and followed by ن.

    Number

    م / م‍ / ‍م‍ / ‍م (mīm)

    The thirteenth letter in traditional abjad order, which is used in place of numerals for list numbering (abjad numerals). It is preceded by ل and followed by ن.
    **

    Encyclopaedia of Islam, Second Edition, Glossary and Index of Terms
    mīm (A) : the twenty-fourth letter of the Arabic alphabet, transcribed m, with the numerical value 40. It is…
    Citation:mīm.” Encyclopaedia of Islam, Second Edition, Glossary and Index of Terms. Edited by: A B. Brill Online, 2013. Reference. 27 February 2013

  8. s
    27 febbraio 2013

    Guardi io sono iraniana e conosco l’alfabeto persiano, visto che che è la mia madre lingua.

    Lui era un iraniano pertanto dubito che si esprimesse in arabo.

    Comunque come preferisce!!!

  9. fernirosso
    27 febbraio 2013

    non dubito di questo, il fatto che firmasse i suoi lavori di PITTURA aggiungendo una M per richiesta della madre, non implica che lui usasse l’arabo per scrivere,visto che non era la sua lingua.Quanto al fatto che M sia la 24 lettera lo dice l’enciclopedia, non io. Spero di essere stata chiara. A parte questo mi dispiace di non poterlo leggere dall’originale ma dall’inglese dove comunque la sua poesia brilla per profondità e bellezza.

  10. s
    28 febbraio 2013

    Ha ragione, ma questo nasce dal fatto che l’alfabeto arabo ha qualche lettera in meno rispetto a quello persiano. pertanto le mando il link che mostra l’alfabeto persiano, così puo’ confrontarlo con quello arabo che riporta l’enciclopedia.
    http://www.easypersian.com/persian-alphabet/

  11. fernirosso
    28 febbraio 2013

    la ringrazio moltissimo per questa sua disponbilità e l’attenzione,oltre alla possibilità che mi offre di acquisire dati nuovi. f

  12. fernirosso
    28 febbraio 2013

    se cerca nel blog troverà che ho cercato di tradurre, dall’inglese naturalmente, un testo che particolarmente mi piace di Seperhri. Lo troverà qui:

    http://fernirosso.wordpress.com/2012/06/29/da-il-suono-dei-passi-dellacqua-sohrab-sepehri-prima-parte/

    http://fernirosso.wordpress.com/2012/06/30/da-il-suono-dei-passi-dellacqua-sohrab-sepehri-seconda-parte/
    Se ha delle annnotazioni che possono chiarire e/o migliorare la mia traduzione gliene sarò grata. f.f.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 febbraio 2011 da in CARTESENSIBILI, poesia, scultura, Sohrab Sepehri con tag , , , .
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