non ho ricevuto lettere da te
Tu sei tante
altre
e non riesco a dividerti dall’insieme.
Cercare significa accerchiarti e mentre ti rincorro
è me, l’altra, che lascio nella gabbia.
Tu hai il mio stesso volto
sei lo specchio che si proietta
nella mente tu sei me
anche se a stento riesco a legarti
Della mia vita tu
sei una figura
come a dire un’ombra
qualcosa che non vive tra queste mura
di pietra
tra queste storie avvicendate alla contemporanea
assenza di noi, tutti noi, tempo dell’inizio mai bevuto per intero
nella realtà che ha un reale
numero della separazione
misura della vertigine.
bellissima!!!!!!
Stupenda Ferni! Un abbraccio.
ricerca infinita
il tempo può essere capovolto, anche se per un solo momento dal caso
splendido testo e film
“nella realtà che ha un reale
numero della separazione
misura della vertigine.”
E’ da sempre un vivere e rincorrere piu’ vite, quella che viviamo con gli altri spesso non ci appartiene.
Abele
L’incipit è tagliato dal flusso, cercare è separare e separarsi (gabbia), trovare è riconoscere l’altro in noi.
Ricordo una lontana filosofia, forse senza fortuna, che si chiamava “tusemeismo”. Qui tutto è mediato dalla scrittura, che però non è documentabile, lettera mai arrivata, papiro disciolto nel tempo. Si può soltanto immaginare, per riempire d’ombre un presente impossibile a causa della perdita della memoria.
Fernanda, la tua lampada è sempre accesa, vigile, instancabile scruta la notte.
Grazie di trasmettere questa tua energia, vitalità, speranza, con ogni mezzo grazioso.
Gigi
Un gorgo, nell’avvicendarsi alla ricerca di contemporaneità del sé… un tema che sento in particolar modo, reso magnificamente.
Un saluto, Doris
Grazie a tutti gli ospiti per la lettura che mi hanno offerto, aprendo così la porta….. attraverso il portare.ferni