Vittoria Ravagli ricorda: Joyce Lussu, C’è un paio di scarpette rosse

Antonio Cervasio

Da “Inventario delle cose certe” Andrea Livi Ed.

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane Leggi l’articolo completo

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TRASMISSIONI DAL FARO N.28- A.M.Farabbi: Ambra Laurenzi – LE ROSE DI RAVENSBRÜCK

Z.Beksinskj

Il nostro corpo è memoria biologica dentro cui respiriamo tutti i giorni. Dovremmo alimentare e custodire come vestali il fuoco della nostra memoria, individuale e collettiva, condividere con l’altro un tessuto vitale di attenzione e trasmissione, combattendo ogni tendenza, cosciente o meno, di rimozione e mistificazione. Soprattutto, individuare e riconoscere le motivazioni che generano la rimozione, scovarle denunciarle curarle.

Oggi, come ieri, come domani, è il giorno della memoria. Memoria del mio io, del noi, del mondo, del cosmo.

Scaraventiamoci indietro, per esempio, nei luoghi dove sono esplosi eccidi di massa: dentro i campi di concentramento nazisti.

Nell’inferno, oltre agli ebrei, vennero assassinati zingari, omosessuali e prigionieri politici. Di costoro si sorvola come se fossero stati una componente irrisoria. Leggi l’articolo completo

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Agnese Gatto – Viaggi dentro la musica: W.A.Mozart- Mozart massone e illuminista per gli ideali di fratellanza.

gabriel sainz

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Talento precoce, Wolfgang Amadè sarà seguito amorevolmente dal padre Leopold in tutti i suoi tour europei. A sei anni Wolfi è già in tournée alla corte viennese. Continui viaggi nel mondo cosmopolita europeo, tali che Wolfgang assimila con grande facilità, respirandola e facendola sua tutta,la cultura, o meglio l’humus europeo tout-court, facendolo proprio. Parigi, Londra, la Germania, i continui tour in Italia per studiare, per farsi conoscere, per imparare da grandi maestri. Decisivo, nel suo rapporto col pianoforte- meglio fortepiano, è la scoperta ad Augsburg del fortepiano Stein. E’ il 1777; prima di allora suonava indifferentemente fortepiano e clavicembalo. Dal 1777 la scrittura per pianoforte ( sonate, concerti per pianoforte, musica da camera con pianoforte, liederistica con pianoforte) cambiano incredibilmente: nella sostanza, nella ricchezza, nella capacità, nell’ampiezza, nella presenza enorme rispetto ad una già amplissima produzione musicale. Leggi l’articolo completo

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Antonia Zecchinato- Le forme dell’IRIDE- Mostra

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IL BIANCO, CASA DELLA PAROLA DOLENTE- A. Pivanti intorno a “Il libro degli haiku bianchi”

Jean Marie Massau

La lettura recente de Il libro degli haiku bianchi ha lasciato un sapore che riconduceva a una sovrapposizione – ad un colto da alberi diversi, ma con una radice comune – che non sapevo attribuire in luogo e valore; un sovrapporsi del quale non avevo capacità di ricostruire perimetri e coincidenze, e nemmeno inizio, fine, bisettrici e attraversamenti.
L’altrettanto recente rilettura di Feux, piccolo testo di Marguerite Yourcenar uscito da Gallimard nel 1974, ha improvvisamente restituito l’itinerario, orientando il ritorno all’ancora più minuto testo di Agustoni, consentendo perciò di ritrovare il retrogusto che era rimasto fermo sulle papille gustative di entrambe le letture. Leggi l’articolo completo

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F.Ferraresso: breve viaggio nei marosi del testo “La nascita, solo la nascita” di Luigia Sorrentino

Jean François Rauzier

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A volte mi domando come un corpo così pesante, quale è quello del nostro pianeta, che continuamente partorisce terra e mare e montagne e creature di ogni genere e specie in tutte le stagioni, sia così lieve, visto dal cosmo e visto che galleggia e fluttua, e non posso non stupirmi nel pensare che non sia densa la materia che lo sorregge, visto che poi è la stessa lievissima sostanza che noi respiriamo, perché si traduce in cielo e aria ed è così leggera da passare le barriere minuscole degli alveoli nei nostri polmoni, ci colonizza il sangue con il sole. E poi penso a noi, che sul suo corpo siamo un niente e riusciamo, forse resuscitando, da secoli e secoli  a crederci pensanti e dunque pesanti, consistenti, corpi che Leggi l’articolo completo

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TRASMISSIONE DAL FARO N. 27- A.M.Farabbi: Chiacchierata con una creatura analfabeta. Parlando della mia riconoscenza verso Milena Nicolini. Scrivendo di getto.

Italo Lanfredini- Oltre la soglia

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Guarda questo libro, aspetta non aprirlo non ora, guardalo con lentezza come chi intuisce che dentro c’è il mondo. Direi così a una creaturina analfabeta davanti a me. E le farei toccare la copertina, con il dito percorrere la porta del maestro Italo Lanfredini – a me carissimo carissimo (e non commetto ripetizione) – e poi con l’indice e il medio salire la scala d’argilla. Le fermerei il polso perché non prosegua oltre. In questa sospensione le narrerei due tre cose di quella donna che ha scritto il libro e che ha creato il mondo oltre quella scala.
La signora è una mia amica ma questo non conta niente. Io sono feroce: il mio cuore pulsa diritto anche dentro la nebbia, dentro gli abbagli del sentimento, dentro le dolcezze infinite dell’affetto. Ho un cuore strano che legge la poesia nella sua nudità, scarnisce la polpa sentendo il midollo. Annullato ogni retorico sentimentalismo, arrivo all’essenza: Leggi l’articolo completo

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Federico Federici – Schemi dell’ombra

lughia

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16 settembre 2007

Le cose nei loro nomi invisibili sono il mondo
muto, una cosa sola in esso, il mondo all’oscuro
di tutto, compreso solo al fuoco che divora di continuo
per non farselo sfuggire inerte, di nuovo
oblio continuo delle cose, il mondo,
una dopo l’altra, la distanza che disabita
le dita, questo è scritto:
uno spazio chiuso, una scatola o
un vuoto che non ha pareti, dove imprime Leggi l’articolo completo

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LE PAROLE AGRE, Narda Fattori – Lettura ed esercizi di in-taglio di F. Ferraresso.

Escher

Da El sol- Franco Scataglini

Nomi, fuligginose
scriture ineloquenti,
non ha più continenti
l’anima de le cose.

Per mano su la brecia
chi prenderà el bambini,
la voce del divino
paterno ceh s’intrecia Leggi l’articolo completo

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Francesca Serragnoli – Il rubino del martedì

Ruby Tuesday

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 C’è tanta gente triste per la strada
e nessuno li ferma
li mette a soqquadro per capire il male
come facevano una volta
quelli che vedevano per terra
un bussolotto e lo raccoglievano
perchè poteva non essere rotto Leggi l’articolo completo

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