Z.Beksinskj

Il nostro corpo è memoria biologica dentro cui respiriamo tutti i giorni. Dovremmo alimentare e custodire come vestali il fuoco della nostra memoria, individuale e collettiva, condividere con l’altro un tessuto vitale di attenzione e trasmissione, combattendo ogni tendenza, cosciente o meno, di rimozione e mistificazione. Soprattutto, individuare e riconoscere le motivazioni che generano la rimozione, scovarle denunciarle curarle.
Oggi, come ieri, come domani, è il giorno della memoria. Memoria del mio io, del noi, del mondo, del cosmo.
Scaraventiamoci indietro, per esempio, nei luoghi dove sono esplosi eccidi di massa: dentro i campi di concentramento nazisti.
Nell’inferno, oltre agli ebrei, vennero assassinati zingari, omosessuali e prigionieri politici. Di costoro si sorvola come se fossero stati una componente irrisoria. Leggi l’articolo completo →